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Cosa sta succedendo intorno al deputato della Camera

Italo Bocchino vittima delle faide del Pdl. O no?


Italo Bocchino vittima delle faide del Pdl. O no?
06/05/2010, 20:05

In questi giorni, tra lo scandalo legato a Scajola e le notizie di condanne e di indagini di diversi esponenti del Pdl, è passato in secondo piano la posizione di Italo Bocchino all'interno del partito. Infatti dove si collocherà adesso? Certo, lui è un finiano, non c'è dubbio. Ma un finiano che non riscuote consensi neanche tra gli altri seguaci di Fini, a giudicare dalle reazioni fredde che ci sono state all'interno del suo partito quando Bocchino si è dimesso dall'incarico di vicepresidente della Camera. E lo strappao dato da Fini, che poi è rientrato, ha lasciato proprio lui col cerino acceso, a causa delle dichiarazioni polemiche che il deputato ha fatto sia contro Berlusconi, al momento di lasciare il suo incarico alla Camera, sia per lo scontro avuto in TV con il deputato Pdl Maurizio Lupi e il sottosegretario Daniela Santanchè. Ma questo suo atteggiamento gli ha anche provocato il gelo di Mara Carfagna, con cui prima aveva un ottimo rapporto.
E non è tanto per dire. Furono proprio Bocchino e Carfagna a sponsorizzare la sostituzione di Nicola Cosentino con l'attuale presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. Ma negli ultimi giorni le cose sono cambiate, con la Carfagna che ha attaccato pubblicamente Bocchino, dicendo che doveva vergognarsi, ed una recente intervista che è uscita nell'ultimo numero di Chi, nella quale è ancora più esplicita: "Non rinnego un’amicizia ma non sono affatto d’accordo con lui. Ora siamo su due fronti opposti: lo dico chiaramente". Ed è difficile darle torto, dato il comportamento dell'ex aennino, che è totalmente uscito fuori dagli schemi del Pdl e ha attaccato apertamente Berlusconi, a cui la Carfagna - non è un mistero - è molto legata.
E la storia non finisce qui. Infatti questa separazione sta avendo notevoli ripercussioni in particolare su Pietro DIodato. Il consigliere regionale del Pdl, infatti, è stato inserito nelle liste all'ultimo istante, date le sue note grane con la giustizia, proprio grazie al supporto del Ministro Carfagna e di Bocchino. Una volta rotto il sodalizio, la prima non lo sostiene più, il secondo non conta più nulla. Di conseguenza Diodato è rimasto molto isolato, perdendo qualsiasi possibilità di influire sulla costituzione della Giunta o di qualsiasi altra cosa. E teniamo presente che Diodato è stato il più votato in Campania, dopo la Carfagna (chi è di Napoli li ricorda i manifesti con il duo che ringraziava per avere preso oltre 80 mila voti in due). Per di più, le elezioni rischiano di avere aumentato le grane giudiziarie del consigliere regionale, perchè - come testimoniato
in un articolo del collega Giovanni De Cicco - la Digos sta verificando quelle che per ora sono solo voci e che riguardano numerosi casi in cui esponenti della camorra - in particolare del clan dei Di Lauro di Secondigliano - hanno raccolto voti per Diodato. Naturalmente queste sono voci, che vanno confermate dalle apposite indagini; ma già il sospetto indebolisce sia la posizione di DIodato, sia quella di Bocchino che ne resta lo sponsor.
Ma a cascata colpisce anche chi è gerarchicamente inferiore, per esempio i consiglieri del Comune di Napoli legati a Diodato. Il riferimento in questo caso è a Raffaele Ambrosino e Andrea Santoro, esponenti del Pdl, che
di recente si sono schierati apertamente contro i propri colleghi di partito, in occasione dell'approvazione del bilancio comunale effettuato dalla giunta Jervolino.
Insomma, una serie di coltellate a tutti i livelli all'organizzazione di partito. Certo possiamo anche dire che sono coincidenze, il fatto che tante persone, che agiscono politicamente a vari livelli, ma sono accomunati da una "linea diretta": Bocchino verso DIodato, Diodato verso Ambrosino e Santoro. Così come si può dire che è un fatto locale, riservato alla Campania, e quindi poco per farne una regola generale. Eppure si sa che Bocchino ha la sua area di raccolta dei voto in Campania; al di fuori di voti ne prende pochini o zero. A questo punto cosa dobbiamo pensare del comportamento dell'ex vicepresidente del Pdl alla Camera? Che ha detto giusto la Carfagna, quando ha detto che si doveva vergognare?

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di Antonio Rispoli
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