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Dimezzati i tagli agli enti locali, invariate le pensioni

Iva al 21%, passa il diktat della Lega: accordo col Pdl

Atteso il vertice Bossi-Berlusconi, incognita Tremonti

Iva al 21%, passa il diktat della Lega: accordo col Pdl
28/08/2011, 17:08

Trovata l’intesa tra Pdl e Lega sulla manovra finanziara: l’accordo prevede l’Aumento dell'Iva di un punto percentuale, facendo confluire gran parte delle maggiori entrate così ottenute in un fondo da usare per attuare la riforma fiscale e il resto del gettito per alleggerire, o addirittura abolire, il contributo di solidarietà o per ridurre i tagli agli enti locali. Al progetto di compromesso – secondo l’Ansa – ci starebbero lavorando diverse fonti della maggioranza, per trovare un accordo all'interno del centrodestra sulle modifiche da apportare alla manovra. Un dietrofront che servirebbe a scongiurare il dimezzamento dei tagli agli enti locali, lo stralcio delle misure su Province e piccoli Comuni e lo stop a qualsiasi nuovo intervento sulle pensioni. Il diktat del Carroccio, in sostanza, vince. L'accordo nella maggioranza su una proposta unitaria di modifica della manovra viene annunciato dal ministro Roberto Calderoli e confermato dal segretario del Pdl, Angelino Alfano. Ma il via libera arriverà solo dal vertice di lunedì, quando Berlusconi e Bossi si incontreranno per valutare le modifiche. Resta il giallo legato alla presenza al vertice del ministro Giulio Tremonti, contrario a intervenire subito sull'Iva e più propenso ad affrontare la questione con la delega fiscale. Durante il vertice si discuterà inoltre della patrimoniale anti-evasione, altra proposta dal Carroccio, che potrebbe sostituire il contributo di solidarietà sui redditi più elevati, così come emergerebbe dall'intesa raggiunta nella maggioranza. Proposta che è stata immediatamente limata, dopo il coro di critiche piovute sulla testa di Calderoni: scatterebbe sui patrimoni superiori a 1-1,5 milioni con un'aliquota "regressiva" (scenderebbe con l'aumentare del reddito) dal 5% a zero, mentre il gettito a seconda del "bacino" prescelto oscillerebbe tra i 4 e i 7,5 miliardi. In questo modo, secondo la Lega, potrebbe essere superato il contributo di solidarietà. Che, nelle intenzioni del Pdl, dovrebbe comunque essere ammorbidito: sopra i 200mila euro o sopra 150mila euro ma con l'aggancio al quoziente familiare (in entrambi i casi aliquota del 5%).  Quel che sembra certo infine è che il prelievo straordinario sarà ammorbidito. Lo stesso Alfano ha ribadito che “occorre ridurre il più possibile” il contributo di solidarietà “fino a immaginarne una sua sostituzione con altri tipi di imposizione. E ha aggiunto: “Chi non ha mai pagato deve prendere la mazzata”, avallando di fatto la tassa anti-evasori della Lega.
Invariata invece la questione pensioni: Maroni ha ribadito che per la Lega si tratta di un capitolo chiuso e Alfano, da parte sua, ha affermato che il Pdl non andrà contro il Carroccio. Eppure si è trattato ininterrottamente fino a ieri. L'ultimo tentativo di mediazione è stato fatto su una sostanziale riedizione dello scalone Maroni agganciato a incentivi per favorire il rinvio dei pensionamenti e il raggiungimento di quota 100 (tra età anagrafica e contributiva) sulla falsariga del bonus ideato dallo stesso Maroni. Il Pdl sperava anche di strappare l'innalzamento dell'età pensionabile delle donne attraverso un meccanismo di disincentivi: soglia di vecchiaia a 65 anni ma con la possibilità per le lavoratrici private di andare in pensione con un'età inferiore, anche a 60 anni, con l'applicazione di penalizzazioni temporanee (fino al raggiungimento del sessantacinquesimo anno di età). Ma non c'è stato nulla da fare. Secondo Maroni, non è più riproponibile la riforma da lui firmata come ministro del Welfare, “perché è stata cambiata e perché con una manovra come questa, che ha come obiettivo il pareggio di bilancio nel 2013, riproporre quella riforma non avrebbe senso, perché avrebbe effetti dal 2014 in poi”.

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di Davide Gambardella
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