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La bufala dell'inesistente Padania


La bufala dell'inesistente Padania
01/10/2011, 18:10

Sono oltre 20 anni che la Lega Nord rompe le scatole parlando di una Padania, di un popolo padano con origini tra i celti e via raccontando cretinate di questo genere.
Ora, una città o una zona, per essere riconoscibili, devono possedere quattro coordinate: le tre geografiche più la coordinata tempo. Se parliamo dell'Impero Romano, per fare un esempio, si può dire che andava dall'Inghilterra all'Egitto, dalla penisola iberica alla Germania e che raggiunse la sua massima espansione all'inizio del secondo secolo dopo Cristo. E quindi, cartina alla mano, abbiamo le coordinate che ci servono, geografiche e temporali.
E per la Padania? Vediamo un po'. Quelle geografiche non è che siano molto chiare: LOmbardia e Veneto, diciamo. Perchè la maggior parte dei piemontesi o dei liguri non si sentono padani. E se lo si va a dire agli abitanti di Trento e Bolzano, quelli si fanno una risata, dato che più che altro si sentono tedeschi. Comunque, per comodità, diciamo che si comprende tutto il Nord Italia, tra le Alpi e l'Emilia Romagna, in modo da fissare i confini geografici.
Ma quelli temporali? Dunque, quella zona fu conquistata dai romani a cominciare dal V secolo avanti Cristo. Per sintetizzare, potremmo dire che mentre a SIracusa viveva Archimede e metteva le basi della matematica e della fisica, nel nord Italia vivevano persone vestite di pelli che consideravano un capolavoro una punta di lancia in pietra o in bronzo ben appuntita. E comunque prima di quel periodo non esisteva alcuna "Padania", così come non esisteva il Po. Il fiume si chiamava Eridanio, come dovrebbe sapere benissimo ogni leghista, visto che Umberto Bossi ha chiamato Eridanio uno dei suoi figli. Quindi, sicuramente prima dell'Impero Romano non c'era nessuna Padania.
Come è noto, l'Impero cade nel 456 dopo Cristo e dopo di allora il Nord Italia è terr di passaggio tra popolazioni barbare, nessuna delle quali rimane tanto a lungo da lasciare un segno. Nel frattempo, il fiume sotto i romani cambia nome e diventa "Padus", poi contratto in Po. Ma non c'è una Padania successiva all'impero romano. Perchè c'è il regno longobardo, poi ancora una serie di invasioni, intervallate da qualche "autonomismo", come le Signorie o le Repubbliche marinare. Finchè non arrivano le invasioni degli Stati vicini, al termine del Medioevo. A cominciare dalla Francia, poi gli austriaci, fino al Regno di Sardegna che nel 1870 conquista il nord, approfittando della sconfitta che gli austro-ungarici subirono contro il neonato stato tedesco guidato da Bismarck. In tutto questo periodo, quindi, di Padania non ne parla nessuno.
Ma allora dove è mai esistita? Manca completamente qualsiasi riferimento temporale.
Allora esiste un popolo padano? Può essere: i rom o i curdi non hanno uno Stato, ma esistono. Anche questa è una balla. Solo nel dopoguerra, milioni sono stati i meridionali che si sono trasferiti al nord per cercare lavoro. Tra i meridionali e gli extracomunitari che negli ultimi 30 anni hanno fatto lo stesso tragitto, quanti possono essere i cittadini del nord che siano un "popolo" accomunato da qualcosa che non sia stato apportato dal sud o dall'Africa?
Sgombrato quindi il campo dagli equivoci, possiamo tranquillamente dire che la Padania non esiste. Ed è inutile dire, come hanno fatto oggi sul quotidiano "La Padania", che si sentono padani. Ha senso sentirsi napoletano o milanese, siciliano o veneto, perchè sono collegabili a città e a regioni che sono entità perfettamente riconoscibili. E' provinciale e autolimitativo, ma ha senso. Ma sentirsi padani è come sentirsi paperopolesi o abitanti di Cartoonia. Ma non che sia un problema: se uno si prende una dose di LSD (o anche più di una) si può sentire anche Superman, per quello che conta

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di Antonio Rispoli
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