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Lega spaccata, Radicali determinanti: respinta richiesta

La Camera: niente manette per Nicola Cosentino

Il deputato: "Dimissioni? L'ultima parola spetta al partito"

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La Camera: niente manette per Nicola Cosentino
12/01/2012, 18:01

ROMA - Pochi voti in più ma determinanti: 309 no, 298 sì. Al termine di una ventiquattrore di incontri serrati tra esponenti del Pdl e del Carroccio e di uno scontro tutto interno alla Lega Nord, in cui poi alla fine ha prevalso la linea dei bossiani, l’aula respinge la richiesta d’arresto inoltrata dalla Procura della Repubblica di Napoli per il deputato Nicola Cosentino. Dopo il voto di martedì alla Giunta per le autorizzazioni a procedere (11 voti favorevoli all’arresto e 10 no) sembrava ormai scontata la misura di custodia cautelare nei confronti dell’ex sottosegretario all’Economia e coordinatore del partito di Angelino Alfano in Campania. Ma in politica può accadere tutto ed il contrario di tutto. Quando ormai sembrava prevalere con forza la linea giustizialista dei lumbàrd (Maroni aveva detto: “Non vedo alcun fumus persecutionis nel caso Casentino”) il Pdl fa quadrato attraverso Silvio Berlusconi, il quale scende direttamente in campo per ricompattare le righe ed inoltrare un confronto col cosiddetto "cerchio magico" della Lega rappresentato da Bossi ed il suo entourage. Ed è stato proprio il senatùr nella tarda serata a rompere gli indugi: “Contro Cosentino non c’è nulla – taglia corto – nella Lega ognuno potrà far valere la libertà di coscienza”. La traduzione è semplice: respinta la rigidità adottata dall’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni, ognuno potrà esprimersi come vuole. E così è stato: sulla richiesta d'arresto per Nicola Cosentino il Carroccio fa valere la libertà di coscienza. Risultato: il voto dei leghisti è spaccato e i radicali sono determinanti nel “no”. Niente manette quindi per Nicola Cosentino.
 
LEGA SPACCATA, SFIORATA LA RISSA - La decisione giunge alla fine di una riunione del gruppo del Carroccio alla Camera, nella quale si sentono urla e qualcuno esce sbattendo la porta. È una sorta di resa dei conti, quella che si vive in casa Lega. Un confronto animato che conferma la diversità di opinione già emersa nei giorni scorsi tra i deputati leghisti. Bocche cucite al termine dell'incontro. Umberto Bossi e Roberto Maroni non rispondono alle domande dei giornalisti. Quest’ultimo, la sera prima del voto, si fa addirittura immortalare sbuffando e rispondendo con un secco “no comment” ai giornalisti che gli chiedevano conto del diktat di Bossi. È soltanto il prologo di una giornata rissosa, dai toni al vetriolo.
Si sfiora addirittura la rissa quando, durante la riunione del Carroccio in Aula questa mattina, Roberto Paolini ha citato Enzo Carra e il caso delle "manette spettacolo". Un riferimento storico (il portavoce di Arnaldo Forlani fu arrestato per falsa testimonianza e quelle immagini delle manette fecero il giro del mondo) per avvalorare la tesi della necessità di respingere gli arresti facili. Un riferimento che ha provocato la reazione di un gruppo di leghisti.
"Ma è vero che ti ha chiamato Berlusconi?", è stata la risposta di alcuni deputati, tra cui Giampaolo Dozzo. E così si è sfiorata la rissa tra i due, con alcuni esponenti del partito di via Bellerio, come Davide Caparini, intervenuti per dividere i duellanti.
 
COSENTINO: QUALUNQUE SIA L’ESITO DEL VOTO, MI DIMETTO DA COORDINATORE – La giornata dell’onorevole tirato in ballo dai magistrati napoletani si contraddistingue rispetto al passato per una diversa strategia di comunicazione. Cosentino passa all’attacco: prima lasciando dichiarazioni in cui professa la propria innocenza (“Sono perseguitato dalla magistratura e dalla politica” afferma) poi facendosi intervistare da Maurizio Belpietro, il big del Pdl campano spiega le sue ragioni e annuncia: qualunque sia l'esito del voto di oggi, promette di dimettersi da coordinatore regionale Pdl in Campania. "Se dovessi essere ritenuto colpevole da un giudice del tribunale non esiterò non solo a fare passo indietro ma a scomparire dalla politica e a scontare la pena intera", ha detto Cosentino.
Il deputato Pdl, intervistato da Belpietro su Canale 5, si sfoga e si difende dalle accuse: "Sono sereno, tranquillo e consapevole di essere completamente estraneo ai fatti che mi vengono addebitati e confido molto nella lettura degli incartamenti in possesso di tutti i parlamentari per decidere sulla sorte della libertà personale del cittadino Cosentino prima ancora che del parlamentare".
Cosentino sostiene inoltre di non avere "alcuna parentela con nessuno. Sono tutte fantasie costruite da certa stampa: in un comune piccolo in cui fino a sette-otto anni fa ho vissuto, le parentele interessano un po' tutti, ci sono parentele con piccoli boss che interessano tanti altri parlamentari ma io non ho parentela con nessuno. Sono stato sempre all’opposizione non ho mai fatto favori a nessuno. L’accusa che mi viene fatta è il voto di scambio, cio io sarei stato votato da criminali ma io sono nominato parlamentare dal ’96, è dal ’96 che non mi confronto più con il voto di preferenza".
Prima di finire in carcere, Cosentino, ricordando che "uno dei pm che mi ha indagato oggi fa politica attiva perchè è assessore alla giunta di De Magistris", vorrebbe "essere giudicato almeno in primo grado": "La verità non passa per i pubblici ministeri ma attraverso un tribunale. Non si può dire che io sia colpevole perché lo dice una parte che non mi ha dato modo di difendermi".
Del resto nel processo che lo vede imputato da un anno, "ancora non è stata portata una prova sulla mia presunta colpevolezza": "Si vuole riscrivere la mia storia con pentiti che devono farsi perdonare ergastoli. Ho chiesto di essere giudicato da un tribunale: aspettiamo che il tribunale decida su queste accuse infamanti. In uno stato di diritto vale sempre la presunzione di innocenza, per me sembra valere la presunzione di colpevolezza fino a prova contraria".
 
IL VOTO ALLA CAMERA: NO ALL’ARRESTO – Poco dopo le 14 il presidente della Camera Gianfranco Fini chiude i microfoni per le dichiarazioni di voto e si passa alle consultazioni. A risultare determinanti, oltre agli uomini del Carroccio, anche i Radicali, che già si erano detti contrari alla richiesta d’arresto.
Nell’aula si scatena la bagarre. A commentare l’esito, all'uscita dall'aula, anche Silvio Berlusconi, che parla di “voto giusto” ed in linea con la Costituzione: “Ero convinto che questa sarebbe stata la decisione del Parlamento che non poteva rinunciare alla tutela di se stesso – chiosa il Cavaliere – È una decisione giusta, in linea con la Costituzione. Il processo continuerà regolarmente e senza intoppi e il parlamentare lo affronterà da uomo libero come è giusto che sia”.

COSENTINO: "DIMISSIONI? DECIDA IL PARTITO" - "Sarà il partito a decidere sulle dimissioni da coordinatore regionale del Pdl": lo ha detto al termine delle votazioni il deputato del Pdl Nicola Cosentino. “Penso di averlo gia' confermato'', risponde a chi gli domanda se si dimettera' da coordinatore campano del Pdl. ''Prendero' questa decisione - spiega - d'intesa con vertici campani del partito e quelli nazionali''. ''E' comunque mia intenzione - sottolinea il coordinatore pidiellino - adesso liberarmi da questa responsabilita' politica che ha consentito di battere un sistema politico e di potere che in Campania era durato 20 anni, ma al tempo stesso anche potermi da persona libera difendere da queste accuse infamanti che sopporto da diversi anni e che mi hanno danneggiato non solo personalmente ma anche insieme al mio nucleo familiare e danneggiano anche la mia area politica di appartenenza''.

BOSSI, NON SENTITO BERLUSCONI NE' PRIMA NE' DOPO -
"Berlusconi non mi ha detto niente. Non ho sentito Berlusconi ne' prima ne' dopo" il voto sulla richiesta di arresto per Nicola Cosentino. Lo ha detto il leader della Lega, Umberto Bossi. “I magistrati invece di intasare il Parlamento dovrebbero fare i processi'' aggiunge il Senatur secondo il quale ci sono ''i condannati che escono dal carcere mentre loro, invece, vogliono mandare in galera quelli che non hanno fatto il processo''. Bossi ha invece ribadito che la linea della Lega e' stata quella di ''lasciare liberta' di coscienza e nel dubbio votare Si'. La gente poi si e' espressa''. Insomma a giudizio di Bossi, ''c'e' stata una specie di ribellione dei parlamentari alla magistratura e alla loro capacita' di fare i processi e risolvere i problemi''.

SU RADIO PADANIA LEGHISTI SDEGNATI: “AVETE SALVATO COSENTINO” - La base della Lega Nord non ha apprezzato il voto parlamentare di oggi, che ha evitato l'arresto a Nicola Cosentino. In molti, sull'emittente del Carroccio, durante la trasmissione 'che aria tira', condotta da Roberto Ortelli, hanno criticato l'atteggiamento dei capi del movimento che prima in Commissione, avevano votato a favore dell'arresto, per poi cambiare idea in Aula, e negare l'autorizzazione. Bossi d'altra parte aveva lasciato liberta' di voto. Gli ascoltatori, come Andrea che telefonava da Varese e Alfonso da Bergamo, prima di beccarsi una valanga di pesanti insulti dal conduttore sono riusciti a dire comunque la loro. Il primo si chiedeva "perche' la Lega ha salvato un camorrista", e il secondo ha detto che "Bossi dovrebbe vergognarsi" perche' ha dimostrato di essere un "venduto". Gran parte della trasmissione e' stata occupata da Ortelli che lanciava epiteti a tutti quelli che non la pensavano come lui, che si e' dichiarato contro il 'giustizialismo' e a favore delle "prove certe". A tutti l'invito a leggere le 'carte'. Ma secondo molti ascoltatori, tra cui Carlo che telefonava da Brescia, le prove sarebbe saltate certamente fuori se la Lega non avesse votato contro l'arresto: "le prove le avrebbero trovate se voi aveste avuto la dignita' di consegnare Cosentino alla magistratura".

SALVINI: UN ERRORE SALVARLO - "Secondo me chi ha votato a favore del signorotto del Pdl napoletano Cosentino ha commesso un errore. Detto questo, la strada dell'indipendenza della Padania passa sempre piu' lontana da Arcore". Matteo Salvini, eurodeputato della Lega Nord e vicesegretario della Lega Lombarda, interpellato dal quotidiano online Affaritaliani.it, commenta cosi' il no della Camera all'arresto di Nicola Cosentino. Votazione che ha visto il Carroccio spaccato.

E MARONI VOTA SI’  DAVANTI ALLE TELECAMERE-  Roberto Maroni per rendere palese il suo si' all'arresto di Nicola Cosentino ha usato lo stesso stratagemma utilizzato il 20 luglio scorso dal Pd per Alfonso Papa. A mostrarlo e' un video pubblicato su Repubblica.it. Nel filmato si vede chiaramente che il ministro dell'Interno infila nella fessura dove sono nascosti i pulsanti per il voto solo l'indice e il medio della mano sinistra e sul lato sinistro, quello dove si trova il pulsante del si'.

CICCHITTO (PDL): VOTO GIUSTO, FUMUS PERSECUTIONIS ERA EVIDENTE - ''Il significato del voto su Cosentino e' che la maggioranza della Camera ha deciso di rispondere al tentativo di metterla puramente sotto schiaffo ad opera di settori della magistratura e dei mezzi di comunicazione di massa". Lo afferma il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto. "Era evidente -aggiunge- il fumus persecutionis che ha caratterizzato l'azione della Procura di Napoli sul piano politico. Questo voto ha dimostrato che la situazione politica e' assai complessa, che la sinistra e i suoi alleati politici e tecnici non possono pensare di dettar legge e che, se il governo vuole durare, deve mantenersi sul terreno tecnico-politico e tenere sempre una posizione equilibrata fra i partiti che lo sostengono e nei rapporti con le varie forze sociali e le loro rappresentanze che non sono solo i sindacati e la Confindustria''.
 
GARAVINI (PD): BRUTTA GIORNATA PER LOTTA MAFIA - ''Oggi e' sicuramente una brutta giornata per la lotta alle mafie, senz'altro negativa per chi crede che il primo esempio di pulizia, responsabilita' e totale presa di distanza da ogni possibile collusione debba venire dalla politica e dalle istituzioni. Continuo a non comprendere la scelta dei parlamentari radicali, mentre la Lega non fa altro che confermare quello che ha fatto in questi anni: la legalita' per loro e' solo uno slogan da mettere sui manifesti elettorali, tanto che, quando il PDL glielo chiede, salvano sempre consigli comunali collusi e parlamentari vicini ai clan''. Lo ha detto Laura Garavini, capogruppo Pd nella Commissione parlamentare Antimafia.
 
VELTRONI: MOLTO GRAVE, VOTO SCHIAFFO A MAGISTRATI - Walter Veltroni ha criticato duramente il no della Camera all'arresto di Nicola Cosentino. "Il voto su Cosentino e' uno schiaffo ai magistrati e a tutte le forze che contrastano davvero i poteri criminali", ha scritto l'ex segretario del Pd su Twitter. "E' un fatto grave, molto grave", ha aggiunto.
 
DI PIETRO: PARLAMENTO SCREDITATO, SI VOTI - ''Con il no all'arresto di Cosentino il Parlamento e' screditato. Proseguiremo la nostra protesta nelle piazze, finche' ci si renda conto che prima si va alle elezioni, meglio e', perche' siamo gia' in una situazione di sospensione della democrazia''. Lo ha detto Antonio Di Pietro conversando con i giornalisti a Montecitorio. Il leader dell'Idv ha criticato anche il Quirinale: ''Nessuno puo' sottrarsi in democrazia alle libere critiche, neanche il Capo dello Stato. Questo governo parlamentare l'ha voluto Napolitano e la Camera ha votato in un mercato delle vacche l'impunita' per Cosentino. Mi chiedo se il Capo dello Stato intende difendere la magistratura oppure no''. Antonio Di Pietro ha attaccato anche il governo Monti sottolineando che a suo avviso dopo ''l'ultimo provvedimento che e' stato annunciato non ha piu' nulla da dire, ne' da fare per la democrazia. Bisogna tornare al piu' presto alle urne''. Alla domanda dei giornalisti se l'Idv voterebbe un'altra fiducia a Monti nei prossimi giorni, l'ex pm ha risposto: ''Vedremo nel merito dei provvedimenti, ma non daremo nessuna fiducia aprioristica al governo Monti.
 
CASINI: VOTO CAMERA PROVA NON DI FORZA MA DI DEBOLEZZA DELLA POLITICA - "Sono questioni indipendenti dal lavoro del governo". Pier Ferdinando Casini ritiene l'esecutivo Monti al riparo da eventuali conseguenze negative che possono arrivare dal voto della Camera su Nicola Cosentino e dalla decisione della Consulta sui referendum. "Non credo che la Consulta puo' influenzare il governo, nato per fronteggiare una emergenza economica e non per fare una legge elettorale", ha detto il leader dell'Udc. "Il voto su Cosentino riguarda le responsabilita' del Parlamento, che risponde all'opinione pubblica. Non e' il governo che risponde sul voto su Cosentino". Che il governo rischia di traballare, Casini non ci crede: "Oggi non c'e' stata una prova di forza della politica ma di debolezza della politica che puo' toccare indirettamente il governo, perche' governo e Parlamento devono marciare assieme. Governo e legislatore devono sperare in una rafforzamento reciproco".

Meta: Matteoli coraggioso a essere fiero alleanza Pdl-Lega - "Ci vuole coraggio ad andare fieri, come fa il senatore Matteoli, che dal voto salva-Cosentino esce rafforzata l'alleanza del Pdl con la Lega. Sono proprio le semplici e disinvolte dichiarazioni come quelle del Pdl a confermare che in cima ai pensieri di certa destra non ci sono i cittadini ma gli equilibri interni ai rispettivi partiti che vanno garantiti a qualsiasi prezzo, come nel caso del voto contrario di oggi all'autorizzazione all'arresto nei confronti di Cosentino". Lo afferma il deputato del Pd Michele Meta, membro della direzione nazionale e dell'ufficio politico dei democratici, commentando le parole del senatore Pdl Matteoli convinto che il voto su Cosentino abbia dimostrato l'esistenza dell'alleanza con la Lega.
 
NENCINI: BOSSI INCOERENTE, DA CAPPIO A CASALESI - "I leghisti, nel '92, sventolavano il cappio in Parlamento di fronte a un socialista accusato di finanziamento illecito, in una delle scene piu' vergognose della nostra storia parlamentare, oggi diventano garantisti con chi e' accusato dai giudici di Napoli di aver favorito il clan dei Casalesi". E' il commento di Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, nel giorno del voto sulla richiesta d'arresto per il deputato del Pdl Nicola Cosentino. "Da Bossi un pessimo esempio di coerenza morale e politica. E il voto segreto - conclude - e' un ottimo scudo per celare le divisioni interne alla Lega stessa".

DE MAGISTRIS: SCRITTA BRUTTA PAGINA "Quella di oggi è una brutta pagina del Parlamento ovviamente nel pieno rispetto dell'autonomia del Parlamento stesso". Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, commentando il no della Camera alla richiesta di arresto nei confronti del deputato Pdl Nicola Cosentino. "Auspicavo una pagina che desse autorevolezza al Parlamento - ha affermato - che si dà quando si permette alla magistratura di potere agire in piena autonomia e indipendenza".
 
GELMINI: IMPIANTO ACCUSATORIO DEBOLE NO A ARRESTO - "L'impianto accusatorio e' molto debole. Si voti secondo coscienza". Lo afferma al Tgcom24, Mariastella Gelmini, in vista del voto sulla richiesta di arresto nei confronti di Nicola Cosentino. Il futuro di Cosentino dipende dai dissidi interni alla Lega? "Mi auguro di no. Spero che la Camera, che e' chiamata a pronunciarsi su un diritto fondamentale, risponda in liberta' - risponde l'esponente del Pdl - Non si deve fare alcuna speculazione politica e mi auguro che ogni parlamentare agisca secondo propria coscienza. L'impianto accusatorio di Cosentino e' molto debole come anche ricordato anche dai Radicali. Per questo ritengo che la valutazione della Camera sia improntata sulla conoscenza delle carte processuali e non su valutazioni di gusto politico". Quanto alla decisione della Lega e il futuro dell'alleanza commenta: "Bossi ha preso una posizione forte e chiara per attirare l'attenzione sulla custodia cautelare e ribadendo che i parlamentari leghisti sono stati richiamati a votare secondo coscienza. Con la Lega noi non abbiamo intenzione di rompere la nostra alleanza che continua a livello locale - conclude l'ex ministro - e su un futuro con l' Udc siamo entrambi nel partito popolare europeo, una riunificazione in Italia sarebbe auspicabile, dipende se Casini non ha intenzione di consegnare il Paese alla sinistra".

Bocchino: Dopo Cosentino e Consulta aumentera' indignazione popolare - "Ovviamente non c'e' alcun nesso tra la decisione della Consulta e quella dell'Aula (entrambe sono pienamente legittime), ma ho l'impressione che l'indignazione popolare contro le istituzioni sara' fortissima perche' esse appaiono capaci di difendere l'indifendibile, sia il Porcellum o l'impunita' di un deputato". Lo dichiara Italo Bocchino, vicepresidente di Futuro e liberta'.
 
CONTE (FLI): BERLUSCONI TIENE BOSSI PER LE PALLE - "Nel nome della Padania indipendente e libera da ogni infiltrazione mafiosa e camorristica, i deputati della Lega Nord coerentemente voteranno per salvare dalla galera il segretario regionale del PDL della Campania on. Nicola Cosentino". E' questa la provocazione lanciata dal vicepresidente del Gruppo di FLI alla Camera, Giorgio Conte, in una dichiarazione titolata significativamente "Berlusconi tiene Bossi per le palle".

REFERENDUM E COSENTINO, LE PREOCCUPAZIONI DI FINI - Non entra nel merito dei provvedimenti e nessuno riesce a scucirgli una parola di commento sulla bonta' o sul contenuto delle decisioni assunte. Da una parte c'e' la Consulta, dall'altra il Parlamento sovrano, dunque non si commenta. Ma con i suoi il presidente della Camera, Gianfranco Fini, una preoccupazione la esprime: quella che i cittadini possano non capire e l'indignazione crescere, intorno a una legge elettorale che, sottolineano i referendari, ben un milione e duecentomila persone chiedono di cambiare e a una classe politica contro cui molti puntano il dito. E che, in un momento in cui a tutti si chiedono sacrifici, puo' sembrare difendere l'impunita' dei propri componenti.
 
VENDOLA: LEGA CONTINUA A REGGERE MOCCOLO A BERLUSCONI - "Ci sara' sicuramente imbarazzo e una vergogna gigantesca in quella Lega che ha costruito la propria immagine sugli stilemi del populismo giustizialista e che si appresta ancora una volta a reggere il moccolo al circo berlusconiano". Lo afferma Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta', parlando con i cronisti a Montecitorio. "Cosentino -prosegue il leader di Sel- e' accusato di aver favorito un'organizzazione criminale come la camorra, non si capisce perche' si dovrebbe violare il principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge consentendogli ancora una volta di rimanere impunito".

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di Davide Gambardella
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