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In 30 dovevano essere assunti a tempo indeterminato

La Camera non assume i portaborse, no ufficio di presidenza

Si erano opposti il Pd e il Pdl

La Camera non assume i portaborse, no ufficio di presidenza
06/03/2013, 20:24

ROMA - Fumata nera per trenta “portaborse”. L'Ufficio di presidenza della Camera non ha deliberato l'assunzione in extremis a Montecitorio, a tempo indeterminato e senza concorso, di trenta collaboratori dei diciotto deputati che lo compongono. La riunione dell'organo di Montecitorio, l'ultima della legislatura ormai praticamente finita, è durata circa cinque minuti, ed ha solo approvato i verbali delle ultime sedute della XVI legislatura. Ma il tema dell'assunzione dei portaborse che aveva sollevato un vespaio di polemiche “non è stato trattato”. La possibilità di assumere trenta collaboratori dei 18 membri dell'Ufficio di presidenza, da inserire negli organici dei nuovi gruppi parlamentari con un costo di tre milioni di euro, era stata rivelata da alcuni organi di stampa. Una prassi non nuova, verificatasi già nel 2001 e nel 2006, ma che ha fatto discutere non poco in giornate in cui ci si appella alla riduzione dei costi della politica da parte di tutte le forze politiche e del Movimento Cinque Stelle, che ne fa un cavallo di battaglia per i propri rappresentanti in Parlamento. Tuttavia, assumere i “magnifici trenta” non avrebbe fatto salire le spese della Camera. Quelle assunzioni, veniva fatto notare, avrebbero anzi determinato un risparmio collettivo: a partire dalla prossima legislatura, infatti, i componenti dell'Ufficio di presidenza avranno a disposizione un collaboratore in meno rispetto a quelli attualmente previsti. Ma Pd e Pdl, con i loro capigruppo, si erano subito espressi contro l'operazione, considerata poco consona alla situazione attuale. La riunione di oggi è stata preceduta da un incontro ristretto a cui hanno partecipato soltanto il presidente Gianfranco Fini, i quattro vicepresidenti ed uno dei tre questori di Montecitorio, nel corso della quale, spiega chi vi ha partecipato, al termine di un lungo dibattito si è dovuto prendere atto della mancata volontà espressa dai gruppi parlamentari più numerosi, il Pd ed il Pdl appunto, all'assunzione dei collaboratori, che era la premessa politica per il via libera all'operazione. Per cui in ufficio di presidenza ci si è limitati, in più o meno cinque minuti, ad approvare i verbali delle ultime sedute d'aula. E non è stato esaminato il conto consuntivo del bilancio interno di Montecitorio: l'approvazione è stata lasciata nuovo ufficio di presidenza che si costituirà, appunto, quando partirà la nuova legislatura. Una scelta che secondo alcuni alla Camera suona come una “ripicca” per le mancate assunzioni. 

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di Valerio Esca
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