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La Campania impugna al TAR la decisione di commissariare la Sanità


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La Campania impugna al TAR la decisione di commissariare la Sanità
31/07/2009, 15:07

Questa volta, il Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, ha deciso di agire: il provvedimento con cui il governo ha commissariato la sanità campana verrà impugnato davanti al TAR. "Il Governo non puo' pensare di fare quello che gli pare, senza tener conto degli sforzi e degli impegni. Per ora saro' commissario con riserva. Non c'era alcuna necessita' di procedere con il commissariamento", ha dichiarato Bassolino, che ha contestato il provvedimento sin dal primo momento, sostenendo che la Campania sta facendo notevoli sforzi per ripianare il proprio deficit in questo settore. Inoltra in passato ha dichiarato che il disavanzo si appianerebbe se il Governo inviasse i soldi (oltre un miliardo di euro) di cui la Campania è creditrice. 

Il vice capogruppo alla Camera dei Deputati Marcello Taglialatela (Pdl) ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Le esternazioni di Bassolino confermano che siamo di fronte non ad un soggetto istituzionale ma ad un abile mentitore ed un pessimo amministratore. Le sue scelte che creano un guazzabuglio istituzionale non tengono infatti conto delle esigenze reali dei cittadini ma solo del proprio tornaconto politico
A tutt’oggi il Piano Ospedaliero regionale varato tre anni fa continua a rimanere inattuato e sebbene, da due anni, la Sanità regionale sia sotto monitoraggio, continua a produrre deficit.
Inoltre, la giunta Bassolino continua ad emanare provvedimenti e delibere che vengono dichiarate incostituzionali o bocciate dal Tar”. 

Il presidente del Gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale della Campania Paolo Romano ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Aprire un contenzioso prima e impugnare poi un decreto di commissariamento è sotto il profilo istituzionale, la peggiore cosa che un Presidente di Regione possa fare. Bassolino, dunque, scegliendo apertamente la strada dello scontro esce allo scoperto smentendo sé stesso, mortificando gravemente quel dovere di collaborazione istituzionale pure sbandierato fino a ieri, finché insomma gli è convenuto.
Le conseguenze di queste irresponsabili scelte saranno purtroppo gravi per i cittadini, né credo gli porteranno alcun giovamento politico.
Intanto, il contenzioso aperto col Governo per ottenere quei fondi che dice di dover avere subito, allungherà enormemente i tempi degli eventuali relativi trasferimenti finanziari portando così la Regione a dover imporre nuove e pesantissime tasse per scongiurare il dissesto. Proprio come stava accadendo nel Lazio, dove Marrazzo ha dovuto accettare di buon grado il commissariamento e dunque l’avvio del necessario percorso virtuoso per risanare il grave deficit e ridare certezza di diritto ai cittadini.
Parimenti grave è il voler impugnare un decreto, ben sapendo di uscirne perdente: è infatti l’evidente tentativo di scongiurare l’applicazione della norma della legge di conversione del decreto 159/2007, norma mai abrogata, che impone nei fatti al Presidente della Regione-Commissario alla Sanità di dover restituire le altre deleghe commissariali (alle bonifiche, all’emergenza idrogeologica, ecc.) evidentemente più redditizie sotto il profilo politico e clientelare. Senza contare le altre conseguenze in termini di incertezza e, questa volta sì, di vero caos a cui Bassolino espone l’intera Campania”.

Il commissariamento della sanità campana arriva con enorme ritardo rispetto alla grave crisi strutturale e gestionale che attraversa, ormai da diversi anni, l’intero settore”.
È quanto ha ricordato il Vice Presidente del Consiglio Regionale della campania, Salvatore Ronghi, nel commentare la decisione del Governo nazionale, di commissariare la sanità campana.
“Un provvedimento che andava assunto quando – prosegue - ormai tutti gli indicatori di qualità dei servizi e gli indici di spesa segnalavano in maniera preoccupante l’incontrollabilità dell’intero sistema”.
“Ad oggi - ha proseguito l’esponente del MpA – c’è da augurarsi che coloro che saranno chiamati a gestire nei prossimi mesi la sanità campana, sappiano agire con il massimo equilibrio andando chiaramente ad individuare quei settori di spesa parassitaria e incontrollata a partire dalle milionarie consulenze e dalla duplicazione fuori controllo di servizi e primariati. Altrettanto è da auspicarsi che non vengano usati strumenti coercitivi per i settori della sanità privata convenzionata che, nella maggioranza dei casi ha finora supplito alle evidenti carenze della sanità pubblica, così come già accadendo per Villa Russo dove sono a rischio oltre 300 posti di lavoro”.
“È un settore quest’ultimo – conclude Salvatore Ronghi - che va tutelato per la qualità che esprime e che occupa oltre 35.000 addetti in tutta la nostra regione che, come tutti sappiamo non brilla per alti indici occupazionali”.

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di Antonio Rispoli
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