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Timida apertura dell'arcivescovo Vincenzo Paglia

La Chiesa apre alle convivenze dei gay. "Ma no al matrimonio"


La Chiesa apre alle convivenze dei gay. 'Ma no al matrimonio'
05/02/2013, 09:00

ROMA - Per la prima volta il Vaticano prova ad aprire alle coppie gay. E lo fa con Vincenzo Paglia, arcivescovo e presidente del Pontificio consiglio della famiglia. In un documento l'arcivescovo Paglia afferma che, pur essendo la Chiesa contraria ai matrimoni tra gay, ma "sì al riconoscimento dei diritti per le coppie di fatto e omosessuali secondo il Codice civile e all'ammissione dei divorziati risposati alla Comunione". E aggiunge: "Anche Giorgio Gaber diceva che donna e uomo sono destinati a restare diversi, perché senza due corpi differenti e pensieri differenti non c'è futuro". Tuttavia, specifica Paglia, questo non vuol dire non riconoscere i diritti delle coppie di fatto; anzi, i legislatori vengono invitati ad occuparsene. 
Inoltre viene chiesto di non dimenticare che ci sono molti Paesi nel mondo dove l'omosessualità è perseguitata, a cominciare dai 20 Paesi in cui è reato. Inoltre Paglia annuncia che si sta lavorando sul fatto se i divorziati possano o meno avere la comunione.
L'apertura ha suscitato reazioni contrastanti. Aurelio Mancuso, presidente di Equity Italia ritiene che sia una apertura insufficiente, dati i richiami al COdice Civile che rischiano di mantenere la questione su un terreno privatistico e non di diritti. Flavio Romani, presidente di Arcigay, ha criticato il no al matrimonio, un punto di vista in contrasto con ciòà che pensa l'opinione pubblica. Franco Grillini, presidente di Gaynet, invece è ottimista perchè per la prima volta la Chiesa fa una apertura in questo senso. 

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di Antonio Rispoli
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