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Festa senza fronzoli per Napoli

La città di Pulcinella e del carnevale triste


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La città di Pulcinella e del carnevale triste
21/02/2012, 13:02

NAPOLI - Sarà ricordato come il carnevale della crisi, quello del 2012, per la città di Napoli. Il carnevale senza abiti e con pochi sorrisi. Non è uno scherzo, come la migliore tradizione pretende, ma la dura realtà emersa fin dal buon mattino, guardando una città partenopea pressoché deserta e senza verve.
Nel giorno del martedì grasso, c’è chi ha preferito restare a casa piuttosto che godersi la festa. La giornata permetteva, ed il sole baciava la città lasciando all’inverno il solo spazio di un vento fresco e per nulla fastidioso. Ma non è bastato a svegliare gli animi burleschi dei napoletani, né tantomeno ad invogliare i più piccoli a colorare di coriandoli la città.
Piazza del Plebiscito, ore 11 del mattino, era completamente deserta. Via Toledo nient’altro che un via vai di passanti vestiti di cappotto grigio. I bambini c’erano, ma in piccola rappresentanza, e senza alcuna voglia di festeggiare. Anche la Galleria Umberto aveva tonalità grigie, eccetto per una piccola ape che passeggiava in compagni del genitore e del “mezzo di servizio”.
Neanche la fotografia della villa comunale riusciva a tirare su il morale. I vestiti da carnevale si contavano sulle dita di una mano, alla faccia dell’evento, organizzato da associazioni ed ente comunale, nel segno della tradizione campana.
La città di pulcinella, insomma, ha indossato quest’oggi la maschera triste di chi non aveva voglia di festeggiare. Niente buffonate. Colpa della crisi, o della scarsa organizzazione. Fatto sta che, per quest’anno, i veri protagonisti non hanno potuto recitare la loro parte. 

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di Salvatore Formisano
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