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LA COMUNITÀ MONTANA TERMINIO CERVIALTO AL RADUNO NAZIONALE DELLA MONTAGNA DI ASIAGO


LA COMUNITÀ MONTANA TERMINIO CERVIALTO AL RADUNO NAZIONALE DELLA MONTAGNA DI ASIAGO
15/10/2008, 13:10

A un anno dalla marcia su Roma dei trentamila montanari, Uncem, insieme a Legautonomie, Federlegno – Arredo, Aem, Cai, Federbim, Federforeste, Federparchi, Formez, Confcommercio, Confesercenti, Coldiretti, Cia, Confagricoltura e con il sostegno della Flai – Cisl, Flai – Cgil, Uila –Uil, Ugl agroalimentare, chiama ad Asiago la gente di montagna, sindaci e presidenti di Comunità montane in testa. Lontani da Roma e dal centralismo statale. Per dire no al saccheggio delle risorse e sì all’autogoverno del territorio. Sarà Asiago, sede della più antica Federazione democratica italiana, la “Spettabile Reggenza dei Sette Comuni”, e luogo natale di uno tra i padri nobili della letteratura italiana come Mario Rigoni Stern, ad ospitare il 23 e 24 ottobre prossimi l’assemblea dell’Uncem.

 
Un evento, quest’anno, straordinariamente articolato in tre giorni, nei quali l’Uncem concentrerà anche la celebrazione per il 60° Anniversario della Costituzione italiana. Nel pomeriggio del 23 ottobre, attraverso un dibattito, moderato dal giornalista Antonello Piroso, si confronteranno rappresentanti di alto profilo del mondo della politica, del giornalismo, dell’economia, della cultura, dello sport. Da Gian Antonio Stella al ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, all’amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo, al sociologo Aldo Bonomi, al maestro Ermanno Olmi, al Presidente del Cai Annibale Salsa, a Rosario Messina Confindustria, Presidente di Federlegno Arredo, al Presidente Uncem Enrico Borghi solo per citarne alcuni. Al dibattito parteciperà anche il presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto, Nicola Di Iorio.
 
“L’appuntamentoafferma il presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto, Nicola Di Iorio - è di particolare importanza in quanto arriva a valle dell’applicazione della legge finanziaria nazionale, che ha obbligato le Regioni a legiferare in materia di riordino delle Comunità Montane. Abbiamo contestato il principio secondo cui le Comunità Montane possono essere definite solo un orpello istituzionale e, come tale, rappresentano un mero costo. Viceversa ci siamo accorti che, probabilmente, le Comunità Montane sono le uniche sentinelle che vigilano su un territorio che rischia di essere aggredito dagli interessi forti di questo Paese, soprattutto nel campo delle energie rinnovabili, dell’acqua, del patrimonio boschivo e, nel caso della Campania, anche nel campo dei rifiuti. Stiamo assistendo ad una aggressione continua alle terre più deboli della nazione, come abbiamo potuto verificare con il taglio, soprattutto nei piccoli comuni montani, delle scuole. Asiago, con la sua capacità evocativa e con il contributo che verrà dai sindaci e dagli amministratori tutti dei territori montani italiani, potrà rappresentare lo spartiacque tra una politica assistenziale e una politica moderna ed innovativa, che l’Uncem ha sempre posto al centro delle proprie proposte e delle proprie indicazioni progettuali”.  
 
Nella serata del 23 ottobre, la montagna sarà raccontata da Roberta Biagiarelli attraverso “Il Poema dei monti naviganti”, spettacolo teatrale tratto dall’ultimo libro del giornalista Paolo Rumiz. La due giorni culminerà, la mattina del 24 ottobre, con il raduno della montagna italiana: sindaci dei piccoli comuni montani e Presidenti delle Comunità montane in testa. Stanchi di una politica che scarica sulla montagna le contraddizioni del Paese, che affama le Comunità montane costringendole al dissesto e impoverisce i piccoli Comuni, saccheggiati delle proprie risorse da parte delle imprese dell’economia globale, e tagliati fuori da politiche rivolte esclusivamente alle aree urbane e metropolitane.
 
Acqua, foreste, sole, energie rinnovabili sono il petrolio della montagna italiana e il motore dell’economia del nostro Paese. L’appello che partirà il 24 ottobre da Asiago è quello di poter utilizzare queste risorse, attraverso politiche per il territorio improntate all’attuazione concreta dei principi del federalismo. Da Asiago, primo esempio di autogoverno del territorio, l’Uncem riparte per una nuova stagione della montagna italiana.  

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di Redazione
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