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Sul sito del Quirinale, l'ammissione della sua colpa

La confessione di Napolitano


La confessione di Napolitano
07/03/2010, 11:03

Si sa che secondo le leggi italiane, neanche la confessione del reo è sufficiente per determinarne la condanna, a meno che non è fatta davanti al Giudice. Ma avrà valore, se viene scritta e pubblicata su Internet? Io spero di sì. Perchè il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha confessato sul sito del Quirinale di avere commesso il reato di attentato alla Costituzione. E non sotto un singolo aspetto, ma sotto tre aspetti.
Infatti, come risposta alla valanga di telefonate, fax ed e-mail di protesta con cui è stato sepolto il quirinale nelle ultime 36 ore, è stata pubblicata una nota, sul sito del Quirinale, a firma di Giorgio Napolitano: "Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall'ufficio competente costituito presso la corte d'appello di Milano".
Cosa vuole dire questa frase? Che Napolitano ha violato la Costituzione tre volte.
1) Una valutazione di questo tipo è prettamente politica. E le valutazioni e gli interventi politici sono vietati al Presidente, che deve agire in rispetto della Costituzione. Se il rispetto della Costituzione significasse la morte di un individuo, un Presidente della Repubblica deve permettere che l'individuo venga sacrificato.
2) In diretta conseguenza del punto 1), Napolitano si è ben guardato dal valutare il contenuto del decreto legge, che dà disposizioni nel Lazio, dove la materia elettorale è regolata da legge regionale. Quindi il governo nazionale non ha alcun potere di intervento su di essa. Ogni modifica va fatta a livello di Consiglio Regionale del Lazio o di Giunta (che in questo momento non possono agire perchè stanno in scadenza, ma non a livello di governo nazionale.
3) Berlusconi e i suoi servi possono anche chiamarlo "decreto interpretativo". Ma un decreto che dice: "Apriamo i termini di consegna dei documenti 10 giorni dopo che sono scaduti", non dà una interpretazione. Come non la dà un articolo che dice: "Le violazioni formali possono essere sanate dopo la consegna", visto che questo punto era espressamente vietato dalla formulazione della legge come era al momento della presentazione delle liste. Per non parlare poi dell'articolo che cancella un pezzo della norma precedente. Infatti la norma prevedeva che a far fede dell'orario di consegna della documentazione fosse l'orario apposto sulla ricevuta dal cancelliere. Il decreto legge dice che invece è valida la presentazione a condizione che uno dimostra, in qualsiasi modo, di essere stato all'interno dell'edificio. Sono due norme in totale contraddizione, non è una interpretazione. Questo rende il decreto legge illecito, dato che confligge con l'articolo 72 della Costituzione.
Neanche questo basta? Allora quando è che si procederà all'impeachment di Napolitano? Quando porrà la corona sulla testa dell'imperatore Silvio I?

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di Antonio Rispoli
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