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La crisi c'è , e si vede.


La crisi c'è , e si vede.
09/11/2010, 16:11

 

LA CRISI C’È, E SI VEDE!


 

di Giuseppe Biasco


 

Verrebbe voglia di scherzare, dopo l’intervento di Fini a Bastia Umbra, se la situazione non fosse veramente grave per il nostro paese. Ma, concedersi un sorriso non può farci male!

Finialmente!!! Fini ha chiesto le dimissioni di Berlusconi!

Dopo 32 voti di fiducia che il Governo di centro destra ha ottenuto alle Camere, senza che ci fosse nessuna sbavatura, nessuna astensione, nemmeno una assenza, Fini ha deciso di chiedere l’apertura formale della crisi per discutere di un nuovo programma di Governo, di una nuova maggioranza, di un nuovo esecutivo. Per la cronaca, l’ultimo voto di fiducia il Governo l’aveva avuto il 29 Settembre scorso, appena 39 giorni fa! Il Governo aveva registrato ben 5 voti in più a suo favore alla Camera dei Deputati. In quella occasione erano stati presentati i famosi 5 Punti del centro destra, che dovevano rappresentare lo schema sul quale costruire un patto di fine legislatura. Che cosa è successo in poco più di un mese che ha fatto precipitare la crisi fino a questo punto? Innanzi tutto la incredibile campagna diffamatoria contro Fini da parte dei Giornali della famiglia Berlusconi, si è dispiegata con una violenza senza precedenti e si è fermata solo quando i magistrati romani, chiamati in causa da solerti deputati fedeli del Cavaliere, hanno chiuso qualsiasi indagine sul conto del Presidente della Camera, che in questo modo ha resistito alla richiesta di dimissioni che gli veniva avanzata con tanto livore dal PdL. La novità più importante era però il nuovo scandalo che coinvolgeva il Premier. Dopo Noemi, la minorenne napoletana, dopo le rivelazioni della escort pugliese D’Addario, ecco che si materializza un’altra giovanissima frequentatrice delle feste che si tengono nelle sfarzose ville di Berlusconi. La marocchina Rubbi, è entrata di colpo nelle case degli italiani , che hanno preso atto che il nostro presidente del Consiglio ha un debole per le minorenni, che devono essere belle e disponibili e per le quali è pronto a regali favolosi ed interventi pubblici pericolosi. A questi avvenimenti si aggiungeva l’ennesimo richiamo del Presidente Napolitano che avvisava il giovane Ministro della Giustizia Alfano che nemmeno questa volta andava bene la formulazione costituzionale della legge che doveva salvare Berlusconi dai processi che lo aspettano da anni. Purtroppo, in questo Autunno, tanto inclemente, queste manifestazioni del potere politico della maggioranza stridono troppo con le condizioni reali del paese. Disoccupazione, diminuzione dei consumi, diritti negati, rappresentano la frana della società italiana a cui corrisponde drammaticamente la frana del nostro territorio, lasciato nell’incuria e nell’abbandono. Le rovine dell’Aquila, somigliano in maniera impressionante a quelle di Pompei, hanno la stessa forza evocativa. Sono la muta rappresentazione del fallimento della politica virtuale, che annuncia quello che non farà. All’immagine del “buon governo”, costruita a tavolino e ripetuta fino alla noia da mass media compiacenti, corrisponde una realtà che non si può nascondere, la crisi di una politica di centro destra e di un Partito inventato una sera in una piazza di Milano.

Da due anni l’opposizione denuncia i ritardi di questo Governo, da due anni è schernita, mortificata e non ascoltata da una maggioranza che ha avuto dai cittadini il successo nelle elezioni politiche, nelle europee e nelle Regionali, in cui i suoi sistemi di comunicazione e di “dossieraggio”, sono stati esercitati con una infamia ed una violenza senza precedenti. Non basta vincere le elezioni per essere bravi nel Governo. Non basta vincere le elezioni per acquisire di fatto una patente di moralità utile ad evitare ogni guaio con la giustizia. Eppure i segnali erano evidenti: Scajola, Cosentino, Brancher, hanno rappresentato casi evidenti di politici collusi e coinvolti in loschi affari. Il caso Dell’Utri e le sue condanne restano ancora sullo sfondo, di vicende poco chiare.

Ma tutto questo il Presidente della Camera lo sapeva bene” Perché proprio ora, perché proprio adesso si sviluppa il massimo dello scontro con Berlusconi? La risposta è da ricercare, ancora una volta, nelle vicende giudiziarie del Cavaliere e nella legge sul legittimo impedimento che non riesce proprio a funzionare. Se la Corte Costituzionale boccia il lodo Alfano, il Premier resta senza scudo protettivo, esposto alle richieste dei magistrati che vogliono concludere i processi a suo carico. La condanna che Silvio Berlusconi vuole a tutti costi evitare è quella all’interdizione dei pubblici uffici, che lo metterebbe nella impossibilità di candidarsi alla Presidenza della Repubblica al termine del mandato di Giorgio Napolitano.

Il sogno russo del Cavaliere di imitare il suo amico Putin, potrebbe svanire all’improvviso e farlo ripiombare in quel nulla rappresentato dall’uscita dalla politica, condannato ad essere dimenticato e rimosso in breve tempo. La condanna peggiore per un uomo che non acceta la vecchiaia come un passaggio obbligato per ogni essere umano.

Fini non avrebbe mai voluto che si verificasse questa situazione, avrebbe preferito di arrivare ad una trattativa che lo rimettesse in corsa come delfino del Presidente del Consiglio. Perché, la partita che si sta giocando nel centro destra è la successione a Berlusconi, non certo la creazione di nuovi ed improbabili poli. Fini vuole l’egemonia sul centro destra e sta dimostrando al Cavaliere di avere la forza di metterlo in difficoltà. Se Berlusconi non si rende conto di quello che veramente sta succedendo, non rischia solo la fine del suo Governo, ma la fine della sua esperienza politica.

Personalmente non credo che questa crisi senza precedenti si risolverà in breve tempo. Al di là delle sbandierate intenzioni di tutti i dirigenti del centro destra, in questo momento nessuno è veramente interessato ai bisogni degli italiani. Quello a cui tutti sono interessati e sapere come andrà a finire, dove posizionarsi e come continuare a portare avanti le loro piccole carriere politiche.

Lo scontro tra il Presidente della Camera ed il Presidente del Consiglio è senza precedenti. Come Fini non si è dimesso dal suo ruolo, così non si dimetterà Berlusconi. In queste condizioni, chi rischia di essere sfiduciato dal Parlamento è Bondi, il peggiore dei poeti ed i peggiore dei Ministri della Cultura che il nostro paese abbia mai avuto. In questo modo, ancora una volta, la crisi del Governo si scaricherà su uno dei suoi membri, per non coinvolgere il Premier. Fini non è convincente nel suo ruolo di gladiatore della libertà e della politica, il Governo è il peggiore che potevamo avere e Berlusconi è l’immorale ricco arrogante che conosciamo.

Se qualcuno dovrebbe essere subito rottamato, dovrebbe essere il Cavaliere e la sua maggioranza senza futuro. In politica esistono delle priorità, spesso non si può fare quello che ci piace di fare, ma bisogna mettere mano a quello che è necessario fare. Ai giovani di Firenze bisognerebbe spiegare che prima di rottamare il gruppo dirigente del PD, sarebbe meglio lavorare per far andare a casa Berlusconi, e per vincere le elezioni future. Bersani, fortunatamente non parlerà mai come Fini, uno è di sinistra e l’altro di destra e si vede. Non basta parlare di gay per essere di sinistra, ci vuole ben altro, ci vuole tutta un’altra cultura, un’altra storia politica e personale. Per essere veramente di sinistra, il primo obbiettivo che si deve avere è quello di sconfiggere la destra, che per definizione e per esigenza non governerà mai a favore dei più poveri, e dei più deboli della società. Solo la sinistra potrà coniugare i meriti ed i bisogni, quelli che in questi anni sono stati trascurati e traditi da un Governo nato morto. Mandare a casa Berlusconi è l’unico obbiettivo di questa fase, non saranno le manovre politiche a farlo, ma, solo, la capacità di lotta e di proposta della sinistra.

Nell’intervento di Fini, le contraddizioni sono evidenti, esaminiamo insieme alcuni aspetti:

  1. La politica di Tremonti del rigore è giusta, ma non si dovevano fare tagli orizzontali e indiscriminati.

  2. La riforma della scuola e della università della Germini è importante, ma devono essere finanziati la ricerca scientifica e l’alta formazione.

  3. Brunetta sta facendo bene, ma i precari devono esere asunti a tempo indeterminato

  4. Maroni sta svolgendo un buon lavoro, ma la Polizia e le forze dell’ordine non hanno i mezzi adeguati per fare fino in fondo il loro lavoro.

 

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di Raffaele Pirozzi
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