Politica / Regione

Commenta Stampa

La democrazia e la legge


La democrazia e la legge
01/03/2010, 20:03

Sabato 28 febbraio sono scaduti i termini per la presentazione delle liste elettorali: per le regionali le liste dei candidati al Consiglio Regionale e del candidato Presidente, simbolo, e le firme di supporto a quella candidatura. Poi ci sono altri documenti di minore importanza, che qui trascuriamo. Già sabato si è saputo che il Pdl nel Lazio non ha consegnato la propria lista perchè è arrivato dopo le ore 12, che erano il termine orario limite. E questo comporta l'esclusione della lista. Dopo di che oggi, dopo la conferma dell'esclusione della lista del Pdl da parte della Corte d'Appello di Roma, si viene a sapere che la lista Formigoni, in Lombardia, ha presentato oltre 500 firme non valide mentre quelle valide sono inferiori al minimo di legge, solo per una settantina di firme. E questo comporta, molto probabilmente, l'esclusione anche di Formigoni come candidato Presidente e quindi del candidato di centrodestra. In entrambi i casi, chi ha protestato ha invocato "problemi di democrazia". SI sono lette e sentite frasi del tipo: "Non è democratico che un grande partito come il Pdl resti escluso dalla competizione elettorale". Ora questo è un concetto che mi risulta difficile da digerire. Perchè, tanto per fare un esempio, in Lombradia non è stata ammessa neanche la lista Bonino-Pannella, ma nessuno ha detto che non è democratico. Eppure nulla esclude un miracolo per cui la lista Bonino-Pannella conquisti il 50% o l'80% dei voti della regione. Non c'è una legge che lo impedisca. Allora perchè è democratico che la lista venga esclusa perchè non ha rispettato la legge e non è democratico quando la stessa cosa avviene per il Pdl?
E qui arriviamo al nucleo della discussione: la legge. E' stato fatto un preciso provvedimento di legge. Piaccia o non piaccia, le regole sono state date a tutti (anzi, le regole sono meno stringenti per i grossi partiti, per i piccoli sono più costrittive) e tutti erano tenuti a conoscerle. Se il Pdl ha sbagliato, sono affaracci suoi. La prossima volta, anzichè affidare certi compiti al primo che passa, li affida a persone competenti e che sanno cosa devono fare. E se non ne ha nelle sue file, se li cerca. Ma non si può pretendere che il Pdl violi la legge solo perchè è un grande partito. Anch'esso deve accettare le regole e rispettarle.
Bisogna fare attenzione, perchè questo è un momento delicatissimo: se il Pdl verrà ammesso con qualche escamotage, legittimo o meno che sia, verrà colpita la legittimità e la costiutuzionalità di qualsiasi atto che il singolo eletto farà. Peggio ancora se dopo l'escamotage il candidato del Pdl venisse eletto a Presidente della Regione: ci troveremmo un governo illeggittimo.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©