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Napoli. Deciderà la Corte di appello nei prossimi giorni

La Destra e "Noi sud" rischiano di perdere il seggio


La Destra e 'Noi sud' rischiano di perdere il seggio
06/04/2010, 11:04

NAPOLI - Fanno le leggi e non le sanno applicare. O le vogliono applicare rispetto alle proprie convenienze. In Campania non stupisce più nulla. Nemmeno la guerra per le poltrone che si è scatenata appena dopo il verdetto elettorale. La prima questione spinosa è quella dell’attribuzione dei seggi. Il rebus riguarda la nuova legge elettorale. Il centrodestra rischia di perdere due poltrone che andrebbero al centrosinistra. Ancora qualche giorno per ufficializzare l’assetto definitivo del Consiglio. Deciderà la Corte di Appello di Napoli con la proclamazione degli eletti.
La coalizione guidata dal presidente Stefano Caldoro, secondo il calcolo del Ministero, si ritrova con 38 consiglieri rispetto ai 22 dell’opposizione. Che potrebbero passare a 24. Infatti, la nuova legge elettorale stabilisce il minimo ed il massimo dei consiglieri da attribuire al presidente eletto. Un comma sancisce che al vincitore tocca il 60 per cento dei seggi, ben 36, se strappa meno del sessanta per cento dei consensi. Quello che è accaduto a Stefano Caldoro. Solo se si supera la soglia del 60 per cento, in base alla percentuale ottenuta, è possibile raggiungere al massimo 39 seggi. Un modo per tutelare la minoranza e salvaguardare i giusti equilibri istituzionali propri di una democrazia.
Se questa interpretazione dovesse essere giusta, rischierebbero di perdere la poltrona di consiglieri regionali, ancor prima di assaporarne il gusto, Pasquale Aveta della Destra di Storace ed il primo della lista “Noi Sud”, la civica fondata dai fuoriusciti dell’Mpa, guidati dal parlamentare Antonio Milo e dall’ex leader della Dc Enzo Scotti. Il nome dell’eletto “sub-iudice” di “Noi Sud” non è ancora ufficiale vista la guerra interna, a colpi di carta bollata, tra Raffaele Sentiero, che risulterebbe il più votato, e Francesco Barbato, che ha fatto ricorso perché nei voti ufficialmente attribuiti “mancano 30 preferenze”. Litigano per un seggio che forse non garantisce nemmeno l’elezione.
Sperano nella Corte d’appello Peppe Maisto (nella foto con il leader nazionale dell'Api, Francesco Rutelli) dell’Api e Lucia Esposito candidata nella lista del Pd di Caserta. Tutto dipende dall’interpretazione della nuova legge. Il centrosinistra sostiene che Stefano Caldoro non ha superato il sessanta per cento dei consensi, quindi i seggi da attribuire alla maggioranza sono 36 e non 38, come invece ha sancito il Ministero. Il centrodestra, invece, interpreta la norma da un altro punto di vista: Enzo De Luca non ha raggiunto il quaranta per cento dei voti quindi è giusta l’attribuzione dei seggi elaborata dal governo con l’assegnazione alla coalizione vincente di 38 poltrone. La parola ai giudici.

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di Giovanni De Cicco
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