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La disperazione del Cavaliere


La disperazione del Cavaliere
28/02/2011, 10:02

Ha fatto quasi impressione vedere sabato Silvio Berlusconi che correva dal congresso del Partito Repubblicano a quello dei Cristiano Riformatori (nati da una costola di AN, doveva essere il ponte verso il Vaticano). Fisicamente è stato solo uno spostamento di pochi metri: si tratta di partitini così minuscoli che sono bastate due salette all'Hotel Ergife di Roma per accontentare tutti. Ma l'importanza è psicologica.
Fermiamoci un attimo a riflettere: quando mai Berlusconi ha mostrato tanto attivismo verso i partitini? Repubblicani, Cristiano-riformatori, ma anche il "gruppo dei responsabili", e così via. Fino al 2008, lo si vedeva solo ai raduni di Forza Italia e poi Pdl. Come mai questa differenza? La risposta è semplice: i sondaggi. Ormai tutti gli indici sono crollati: fiducia personale, fiducia nel partito, possibilità di vincere le elezioni: in tutte queste voci ha perso molti punti, secondo tutti i sondaggi. Ormai non c'è un solo sondaggio che lo dia vincente al Senato, in caso di elezioni; e molti lo danno perdente anche alla Camera, nel caso in cui si creino due schieramenti (Pd+Idv+Sel e Udc+Fli) opposti all'asse Pdl+Lega. Certo, ci sono due dati che in questi sondaggi vengono enormemente trascurati: 1) il fatto che molti - circa il 40% - rifiuta di rispondere. SI tratta di un dato molto elevato che finisce col mettere in dubbio la validità stessa del sondaggio; 2) bisogna sempre aggiungere qualche punto a Berlusconi e al Pdl, perchè molti berlusconiani si vergognano di questo fatto e dicono di aver votato altri partiti. QUindi la situazione è meno rosea di quel che sembra. Personalmente, quando vedo un sondaggio, aggiungo sempre almeno 5 punti percentuali al Pdl, per farmi un'idea.
E tuttavia il trend negativo è nettissimo. Negli ultimi 6 mesi, possiamo stimare un crollo del 10%. Quindi il premier sente a questo punto la necessità di cominciare a raccattare qualsiasi aiuto, anche di questi micropartiti, che spostano lo zero virgola qualcosa. Ma soprattutto, sente la necessità di avere l'appoggio del Vaticano. Allora ecco frasi come il "no al matrimonio gay, no all'adozione dei single", cavalli di battaglia da sempre della Chiesa. Ma anche il violento attacco alla scuola pubblica rientra in questa ottica, dato che è noto il fatto che la scuola privata è quasi completamente nelle mani di questa o quella organizzazione cattolica.
Ma riuscirà questo modo di fare? E' da vedere. Non sarebbe la prima volta che il Vaticano usa i preti delle parrocchie in Italia come propagandisti politici, persone che nelle loro omelie dicono ai fedeli cosa o chi votare. Ma di solito lo fa quando ha un interesse diretto e specifico. Per esempio, l'ha fatto quando è stato fatto il referendum sulla abolizione della legge sulla procreazione assistita, che la Chiesa avversa. Per questo una legge talebana come quella attuale al Vaticano va bene. Potendo cancellerebbe proprio questa possibilità, ma in mancanza di meglio, gli effetti dissuasori del governo (l'ultimo nel decreto Milleproroghe, con la schedatura di tutte le donne che decidono di ricorrere a questo mezzo per risolvere i problemi di infertilità) sono già qualcosa.
Insomma, si ripete lo schema di sempre: una persona che sta morendo di sete beve anche nelle pozzanghere melmose. E Berlusconi, pur di mantenere il potere, farebbe accordi con chiunque.

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di Antonio Rispoli
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