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La faccia feroce di De Magistris.


La faccia feroce di De Magistris.
16/04/2012, 07:04

 

EVITATO LO SFRATTO DELL’ANIDA!

ORA BISOGNA RISOLVERE DEFINITIVAMENTE IL PROBLEMA DELLA SEDE!


 

A seguito di una lunga telefonata intercorsa tra il Presidente dell’A.N.I.D.A., Giuseppe Sannino e l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, Sergio D’Angelo, lo sfratto dei locali di Piazza Cavour, sede della Associazione, di proprietà della Amministrazione Comunale, è stato sospeso.

In questo modo è stata evitata una inutile, quanto dispendiosa prova di forza del Comune, senza nessun particolare fondamento.

I fatti sono noti, perché più volte denunciati: L’A.N.I.D.A. è un associazione di disabili, impegnata nella difesa dei diritti dei diversamente abili e per la loro piena integrazione nel tessuto sociale e produttivo della città, rispondendo ad un bando del Comune si era vista assegnare dei locali in comodato d’uso, utilizzati come sede della Associazione. Dopo oltre 5 anni, la Società Romeo aveva richiesto alla Associazione lil pagamento di 76.000 euro per fitti non pagati, che l’ANIDA non riteneva di corrispondere perché non previsti da nessun contratto di fitto. E’ iniziata in questo modo una lunga storia di equivoci, di burocrazia, di inutili riunioni che non hanno portato a nessuna soluzione. Si sono succeduti i Sindaci, gli Assessori e i dirigenti, nessuno ha voluto definire la questione e risolverla evitando conflitti. A nulla sono valse le riunioni con il Capo Gabinetto del Comune, la consegna di documenti e certificazioni che avallavano le posizioni della ANIDA, perché il prossimo 23 Aprile, si terrà la prima udienza in Tribunale su questa esasperante vicenda. Ma non contenti di ciò, il Comune aveva predisposto per Venerdì 13 Aprile, lo sfratto coatto dei locali, da effettuarsi con uno schieramento di forze tanto imponente e dispendioso, da risultare sinceramente esagerato, per una Associazione di disabili guidata da persone per bene che nulla hanno mai avuto a che fare con la legge e con la forza pubblica.

Da parte dell’ANIDA era stata dichiarata tutta la buona volontà a risolvere il problema, anche sottoscrivendo nuovi contratti, ma certamente una Associazione di disabili non può pagare fitti da 1500 euro al mese e corrispondere come arretrati cifre tanto elevate, quanto non dovute.

La battaglia della ANIDA è stata premiata, la mobilitazione della opinione pubblica è stata tanto grande da far riflettere il Sindaco De Magistris a non procedere con tanta inutile violenza contro una Associazione di disabili che si trova coinvolta in una vicenda in cui non ha colpe.

Per il momento lo sfratto è evitato, ci sarà un nuovo incontro in Comune per esaminare l’intera questione e raggiungere un ragionevole accomodamento che definisca una volta per tutte questa spiacevole situazione.

L’ANIDA è stata seriamente in difficoltà in questi ultimi giorni, perché il suo gruppo dirigente e tutti gli associati non riuscivano a capire come era possibile che da una parte il Comune con l’Assessorato alle Politiche Sociali sosteneva il progetto innovativo di DIVERSAMENTE MODA, per creare lavoro qualificato ai disabili, mentre dall’altra parte si procedeva ad organizzare lo sgombero coatto dei locali di Piazza Cavour, senza nemmeno tener conto delle ragioni della Associazione.

“ Il Sindaco De Magistris deve capire che dietro la sfolgorante immagine della Napoli della Coppa America, c’è una Napoli che soffre, ma che lotta e non vuole rinunciare ad una vita autonoma e normale” Afferma Sannino, l’irriducibile rappresentante dei disabili dell’ANIDA, “Speriamo che questa sia la volta buona per risolvere definitivamente la questione, sapendo che noi abbiamo già offerto alla Amministrazione una serie di soluzioni concrete. Noi vogliamo portare avanti il sogno di DIVERSAMENTE MODA, una strada nuova per il lavoro ai disabili a Napoli” Conclude Sannino.

Speriamo che tutto ritorni nella normale dialettica istituzionale tra Associazione e Comune, per il bene della città e dei suoi cittadini diversamente abili.


 

 

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di Raffaele Pirozzi
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