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La Fondazione Polis ricorda Teresa Buonocore ad un anno dalla morte


La Fondazione Polis ricorda Teresa Buonocore ad un anno dalla morte
20/09/2011, 16:09

Stamattina la Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania, in collaborazione con Libera e il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, ha ricordato Teresa Buonocore, la mamma di Portici uccisa un anno fa a Napoli perchè si era costituita parte civile nel processo contro l'orco che aveva abusato di sua figlia.

Alle 10,30, presso il Ponte dei Francesi, luogo dell'agguato mortale, si è tenuto in momento di preghiera ed è stata scoperta una targa in memoria della vittima. A seguire, alle ore 12, la Fondazione Pol.i.s. ha ospitato un incontro di riflessione, Teresa Buonocore – La Strage degli Innocenti.

Sono intervenuti l'assessore regionale ai Rapporti con gli Enti Locali Pasquale Sommese, l'assessore alla Cultura e all'Università del Comune di Salerno Ermanno Guerra, il sindaco di Portici e presidente dell'ANCI Campania Vincenzo Cuomo, il vicepresidente del Consiglio Comunale di Napoli Elena Coccia, il presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli Francesco Caia, il presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Pol.i.s. e vicepresidente del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti di criminalità Alfredo Avella, la sorella di Teresa, Pina Buonocore. L'incontro è stato moderato dal segretario generale della Fondazione Pol.i.s. Enrico Tedesco.

Ha chiuso i lavori il presidente nazionale di Libera don Luigi Ciotti.

Erano altresì presenti il vicepresidente della Fondazione Pol.i.s. don Tonino Palmese, il referente regionale di Libera Geppino Fiorenza, e una nutrita delegazione dei familiari delle vittime: la mamma e le figlie di Teresa, Lorenzo Clemente (marito di Silvia Ruotolo e presidente del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità) con i figli Alessandra e Francesco, Lucia Torre (moglie di Marcello), Gaetano De Pandi (papà di Fabio), Vincenzo Castaldi (papà di Paolo), Lucia Di Mauro (moglie di Gaetano Montanino), Enza Napolitano (Associazione Familiari Strage Rapido 904), Maria Scamardella (sorella di Palma), Lorena Cappuccio (figlia di Pasquale).

“Teresa è stata vittima due volte, prima come madre perchè colpita nell'affetto più caro e poi perchè uccisa dalla violenza criminale”, ha affermato l'assessore Sommese. “Questo momento di memoria è significativo perchè da esso deve rafforzarsi l'impegno che la Regione Campania quotidianamente porta avanti a favore dei familiari delle vittime tramite la Fondazione Pol.i.s., suo braccio operativo”, ha aggiunto Sommese. “Nello stesso tempo bisogna tenere alta l'attenzione sulle lacune normative che ostacolano un aiuto più efficace ai familiari delle vittime, come è fondamentale rimuovere gli intoppi burocratici che si frappongono ad un reale e fattivo riutilizzo dei beni confiscati alla camorra”, ha concluso Sommese.

“Due mesi fa, in occasione del ventennale dell'uccisione di Fabio De Pandi, inaugurammo il filone di memoria dedicato alla strage degli innocenti, ricordando il piccolo Fabio e tutti i bambini uccisi dalla violenza criminale”, ha evidenziato Tedesco. “Oggi, a un anno dall'uccisione di Teresa Buonocore, vogliamo dedicare questo momento di riflessione a tutti i minori orfani delle mafie”, ha aggiunto Tedesco. “Questa città uccide i propri figli e le proprie madri e noi vogliamo ricordarle tutte, affinchè dalla memoria scaturisca un impegno sempre più forte ed efficace contro tutte le forme di criminalità”, ha concluso Tedesco.

Ermanno Guerra ha sottolineato l'impegno del Comune di Salerno a favore dei familiari di Teresa Buonocore, ospitati in un bene confiscato alla camorra. Vincenzo Cuomo ha invece evidenziato l'importanza della costituzione del Comune di Portici come parte civile nel processo relativo all'omicidio di Teresa, così come l'assunzione nei propri organici del fratello di Claudio Taglialatela, “una buona pratica amministrativa da sottolineare e considerare come riferimento anche in chiave normativa, per non lasciare soli i familiari delle vittime”. Sulla stessa lunghezza d'onda Francesco Caia, che ha ricordato il Protocollo di Intesa siglato dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati lo scorso dicembre con la Fondazione Pol.i.s. per il servizio di orientamento legale dei familiari delle vittime.

Elena Coccia, legale di Teresa Buonocore nel processo contro il mandante del suo omicidio, ha evidenziato il parallelismo tra le vicende di Teresa e di Matilde Sorrentino: “Nella mia carriera mai avrei pensato di trovarmi di fronte a due casi così uguali. Oggi le istituzioni e la società civile hanno mostrato maggiore sensibilità nei confronti dei familiari di Teresa, mentre i figli della povera Matilde furono completamente abbandonati a sé stessi. Bisogna evitare l'isolamento dei familiari delle vittime, tenendo accesa la memoria di questi sacrifici. Per questo, da vicepresidente del Consiglio Comunale di Napoli, mi impegno a far costruire una casa per le donne che porterà due nomi, quelli di Matilde e Teresa”.

“Oggi io e i miei cari non vorremmo essere qui a ricordare mia sorella”, ha affermato con vigore Pina Buonocore, “ma continuare a vivere al suo fianco. Bisogna agire in tempo nella tutela delle donne indifese, affinchè drammi come questo non si ripetano mai più. Teresa era sola, le donne che affrontano con coraggio la criminalità devono sentire forte il sostegno di tutti”.

Alfredo Avella ha ricordato i risultati raggiunti dal Coordinamento dei familiari delle vittime nei primi quattro anni di vita, soprattutto in termini di sviluppo di una coscienza civica sensibile a tragedie così immani.

Ha chiuso don Luigi Ciotti: “Teresa è viva nel mondo dei giusti. Con la sua esperienza di vita ha testimoniato la normalità del bene del coraggio. E' viva perchè graffia le nostre coscienze, perchè ha improntato la sua esistenza terrena sui valori di giustizia, verità e dignità. E' viva perchè ha compiuto un grande atto d'amore che rappresenta uno stimolo per ognuno di noi. E' proprio il 'noi' che va rafforzato, la speranza di cambiare il corso delle cose o è di tutti o non è speranza. Come disse Papa Giovanni Paolo II, urge un recupero di legalità”.



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di Redazione
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