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"Altri 55mila da tutelare"

La Fornero al Senato: "Non ho mai mentito sugli esodati"

Il Ministro contro l'Inps: "Mai fornito dati non veritieri"

La Fornero al Senato: 'Non ho mai mentito sugli esodati'
19/06/2012, 17:06

ROMA - “Il Governo vuole confrontarsi con le parti sociali e il Parlamento per trovare una soluzione al problema degli esodati”. Con queste parole ha esordito il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, durante l'informativa al Senato. Fornero ha proposto l'istituzione di una "sede permanente di monitoraggio”. Poi il Ministro ha proseguito dicendo che: "La riforma delle pensioni prevede l'allungamento della vita dei cittadini. La nuova cultura del lavoro deve liberarsi dall'idea che superati i 50 anni ci si avvicini verso il declino delle capacità lavorative e che quindi non sia possibile per un 60enne trovare un lavoro, magari anche part time". In questo senso - ha aggiunto la Fornero - va approvata la riforma del lavoro "che è un tassello fondamentale di questo disegno e di questa cultura". "Il governo è molto impegnato a trovare una soluzione e siamo certi che il Parlamento e le parti sociali non faranno mancare un convinto e responsabile sostegno".
 
Gli esodati.Poi la Fornero dà qualche numero sugli esodati e getta acqua sul fuoco rispetto alla polemica con l’Inps: “Oltre ai 65 mila già quantificati, gli altri esodati da salvaguadare sono 55 mila, precisando che ''la platea su cui intervenire è quantificabile, con un margine di errore, in circa 55 mila soggetti, di cui 40 mila in mobilità ordinaria per accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011''. ''Rispetto alle insinuazioni, respingo con forza le accuse sul fatto che io abbia fornito informazioni non vere sul numero di lavoratori interessati o che abbia voluto sottrarre dati''.
 
Il Ministro poi prosegue il suo intervento al Senato sottolineando di come si potrebbe magari modificare il Dl: ''Si potrebbe pensare ad una norma per estendere il contributivo pieno anche agli uomini, oltre che per le donne, come opzione di scelta da demandare a lavoratore e all'azienda. Si stratta di ipotesi per le quali il governo vuole confrontarsi con le parti sociali''.


I tempi del DDl. Il governo vuole approvare la riforma del mercato del lavoro entro il Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno. Il ddl è all'esame della commissione Lavoro della Camera in seconda lettura. Per assecondare i desideri dell'esecutivo, la Camera dovrebbe quindi dare il via libera al ddl senza modifiche rispetto al testo del Senato.

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di Valerio Esca
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