Politica / Parlamento

Commenta Stampa

La giustizia secondo Brunetta e secondo la realtà



La giustizia secondo Brunetta e secondo la realtà
10/06/2011, 17:06

Durante l'ultima puntata di Annozero, c'è stato un collegamento col Tribunale di Milano, dove era presente l'inviato Sandro Ruotolo, con alcune persone, tra cui alcune dipendneti del Tribunale e della Procura di Milano. Queste persone lamentavano le continue carenze di organico e il mancato turn over, che costringe loro a caricarsi di molto più lavoro di quello ordinario. In studio c'era il Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che ha detto che quelle recriminazioni erano inutili, perchè le carenze di organico si risolvono aumentando luso della tecnologia.
Ascoltando quelle parole, sono rimasto basito. Perchè da una parte dimostravano l'assoluta mancanza di conoscenza delle leggi italiane; dall'altra erano pronunciate con una arroganza ed un tono insultante verso quelle persone che affermavano una semplice verità.
Vediamo perchè. Secondo le leggi attuali, perchè un processo si svolga c'è bisogno di un cancelliere, presente in aula, che ha due compiti: fare un verbale sommario dell'udienza in corso (in questo coadiuvata dallo stenotipista) e fungere da notaio in aula. Qualsiasi documento venga depositato, qualsiasi testimone venga ascoltato, qualsiasi richiesta venga fatta, deve essere registrata dal cancelliere e - nel caso di un documento - timbrato e firmato. E' chiaro che, finchè non si cambiano le leggi, in un Tribunale serve almeno un cancelliere per ogni aula in cui si svolge l'udienza. Ma contemporaneamente servono altri cancellieri per tenere in funzione le varie attività "fuori udienza" del Tribunale. Cioè tenere aperto l'ufficio per la consultazione dei fascicoli, l'ufficio dove vengono conservate le prove, e così via. Se i cancellieri sono pochi, come si fa a fare tutto questo? Quindi Brunetta mente o non sa che sta dicendo sciocchezze.
Poi il MInistro accusava i giudici di non lavorare molto, tanto è vero (ha ripetuto più volte) che il pomeriggio se si va in Tribunale non c'è nessuno. Ora, c'è da chiedersi quali Tribunali frequenta l'onorevole Brunetta. Per carità, ci sono i piccoli Tribunali dove questo può succedere, ma nella maggior parte dei casi è falso. Piuttosto il problema è un altro. Dato che il governo sta tagliando sempre più le risorse per la giustizia, sono anni che mancano i soldi per gli straordinari. SIcchè, in quei Tribunali dove c'è bbastanza personale di cancelleria, si organizzano dei turni per coprire la mattina e il pomeriggio; laddove questo non è possibile, si rinuncia a tenere le udienze di pomeriggio, per tenere aperti gli uffici.
Sul fatto che i giudici lavorino poco, mi piacerebbe che fosse così. Se si escludono i piccoli Tribunali con poco carico di lavoro (Aosta, Como, Bassano del Grappa, ecc.), gli altri sono talmente impegnati che, se ci sono i cancellieri, si tengono udienze anche fino alle 16 ed oltre. E anche a quell'ora il lavoro dei Pubblici Ministeri e dei giudici non è finito, in quanto i primi possono avere il turno notturno ed entrambi devono mettere mano ai fascicoli del giorno dopo per studiarseli. Cosa che spesso fanno a casa, perchè non sono molti i Tribunali che offrono la possibilità di un ufficio abbastanza comodo da poter lavorare. Non di rado, i giudici approfittano delle ore serali o del weekend per scrivere le motivazioni delle sentenze. Se questo è lavorare poco...
Quindi, come la tecnologia può aiutare tutto questo? Certo, ammesso che tutti i Tribunali e tutti gli avvocati fossero dotati della posta elettronica certificate (magari una che funziona, a differenza di quella messa a disposizione del Ministero per la Pubblica Amministrazione) si può risolvere quel problema. Ma per esempio come si convocano i testimoni? Mica possono costringere tutti gli individui ad avere la posta elettronica certificata. O la tecnologia mica può impedire ad un avvocato di far rinviare un processo, adducendo un legittimo impedimento proprio o dell'imputato. E così via.
Quindi, come si vede, quello che ieri è andato in onda è stato uno squallido spettacolo, per scaricare le colpe proprie su chi lavora. La realtà è che questo governo sta letteralmente distruggendo tutto il tessuto pubblico. Ospedali, pensioni, giustizia, sicurezza, welfare in generale: tutto è stato colpito da questo governo, sottraendogli cospicue risorse e licenziando personale. C'è la famosa storiella di quello che si lamenta che il proprio asino è morto, dopo che gli aveva insegnato a non mangiare. Vogliamo aspettare di raggiungere questo livello prima di protestare?

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©