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Napoli. Prc e i Comunisti italiani determinanti sul bilancio

La Iervolino si salva grazie al "soccorso rosso"


La Iervolino si salva grazie al 'soccorso rosso'
12/04/2010, 15:04

NAPOLI - Le elezioni sono passate, ora il centrosinistra si catapulta nella sua fallimentare quotidianità. Archiviate le “speranze” di Enzo De Luca e la battaglia della “Federazione di sinistra”, che si è presentata in alternativa al centrosinistra, si torna tutti insieme in nome e per conto del potere. Al Comune di Napoli è la settimana decisiva per il bilancio. Se non c’è una maggioranza, se non ci sono i 31 voti in aula si scioglie il consiglio comunale e la città tornerebbe alle urne appena dopo l’estate.
La lezione delle Regionali non è servita a nulla. E nel calderone finisce proprio l’atteggiamento di Rifondazione comunista. Ha amministrato fino all’ultimo momento con Antonio Bassolino ed il Pd. Poi li ha mollati alle elezioni perché la sconfitta era palese ed allora i “comunisti” hanno giocato d’azzardo. Correndo da soli potevano presentarsi all’elettorato come l’alternativa ai fallimenti del centrosinistra collezionati alla Regione ed al Comune di Napoli. Non hanno imbrogliato nessuno. Non ci sono riusciti. E subito dopo il voto, proprio Rifondazione comunista ed i Comunisti italiani hanno dato ragione a quegli elettori che non hanno creduto nel progetto politico di Paolo Ferrero. Il perché è facile capirlo. Basta analizzare cosa succede al Municipio di Napoli.

Le sedute del civico consesso vanno sempre deserte. Non c’è una maggioranza che supporti la giunta. Gli assessori non rappresentano più nessuno. Amministrare Napoli in queste condizioni è impossibile. Governo bloccato ed ostaggio di consiglieri che cambiano continuamente casacca e barattano il voto in Consiglio con prebende, incarichi e favori. Il sindaco in ogni sessione di bilancio non pensa alla programmazione. Non pensa alle grandi opere. Non pensa ad un piano di sviluppo che possa traghettare il capoluogo partenopeo in un’epoca di prosperità. Ha un solo pensiero: mettere insieme 31 voti per consentire il prosieguo di una consiliatura rivelatasi addirittura dannosa per la città con un personale politico interessato agli affari ed a tratti contiguo ai clan della camorra. La manovra finanziaria è arrivata in commissione. Poi toccherà all’aula. Che voterà si solo per evitare le elezioni anticipate. Al centrosinistra non conviene, per questioni strategiche di schieramento, presentarsi subito davanti agli elettori dopo la batosta subita alle Regionali ed alle Provinciali. Prende tempo sperando che Stefano Caldoro a Santa Lucia e Luigi Cesaro alla Provincia di Napoli facciano passi falsi che possano riaprire la partita a Napoli.

Ed allora chi salverà la Iervolino e la consiliatura? I comunisti. Proprio così. I comunisti, la “Federazione di sinistra”. Rifondazione e i Comunisti italiani per intenderci.
Come detto, non hanno imparato la lezione.

Voteranno si al bilancio, anche se con i “mal di pancia”, i 15 consiglieri del Partito democratico; Carlo Migliaccio (che ufficializzerà il suo passaggio nel Pd), Nino Funaro e Alfredo Giordano del gruppo misto; Salvatore Galiero (Riformisti per il Sud); Luigi Zimbaldi (Verdi); Ciro Fiola (Sdi); Salvatore Parisi, Ciro Borriello, Francesco Minisci e Mario D’Esposito (Sinistra ecologia e libertà); Franco Moxedano (Idv). Ventisei in tutto. Non bastano. Si andrebbe alle urne. Un rischio superato proprio grazie al “pronto soccorso” di sinistra: Rifondazione comunista (Alessanro Fucito e Raffaele Carotenuto nella foto) e Comunisti italiani (Gaetano Sannino, Antonio Frattasi e Antonio Fellico). Cinque consiglieri della Federazione di sinistra che consentono al sindaco di raggiungere i 31 voti in aula ed evitare lo scoglio del bilancio. Poi si tornerà nella normalità. Senza governo, senza amministrazione, senza maggioranza in Consiglio ed un personale politico che continuerà a produrre clientele per macinare voti.

E’ questa l’ultima spiaggia per il centrosinistra e per il sistema di potere targato Bassolino- Iervolino. Stanno preparando al riscossa. Dipenderà, come al solito dal candidato a sindaco. Vogliono lanciare Nicola Oddati. Ecco perché non possono permettersi lo scioglimento anticipato. E la discontinuità promessa dalla sinistra in campagna elettorale? Gli attacchi al Pd, a Bassolino ed al sistema di potere deviato che ha affondato la Regione ed il Comune? “Papocchie” per racimolare qualche voto. Sapevano di perdere ed hanno tentato di gestire la sconfitta in maniera dignitosa. Infatti il sistema che hanno contestato durante i 30 giorni di propaganda, al Comune di Napoli si salverà proprio grazie al “soccorso rosso”. Rosso ma senza coerenza.
Intanto, domani mattina alle ore 12 è convocata, presso la sede di via Verdi 35, la commissione Bilancio del Comune. All'ordine dle giorno la relazione dell'assessore Michele Saggese in merito alla dleibera sul bilancio preventivo (461 del 2010).

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di Giovanni De Cicco
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