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LA LEGA CHE NON LEGA


LA LEGA CHE NON LEGA
22/04/2008, 10:04

A pochi giorni dalla schiacciante vittoria, Berlusconi deve fare i conti con il suo alleato più forte (e pericoloso). Umberto Bossi, infatti, ha ottenuto 60 seggi alla Camera e 25 al Senato e, con un tale numero di uomini al governo, può incidere non poco sulle decisioni della maggioranza. La lega, però, al contrario del suo stesso nome, non si può proprio definire un "partito collante" e, anzi, per il futuro, si prospettano momenti difficili per il "povero" Silvio e per la sua squadra di uomini che si battono per la libertà. Per Bossi e il suo fedelissimo e inseparabile Maroni (del resto, si sa, i maroni girano sempre in coppia), si profilano infatti incarichi importanti. Per il Senatur che, fino a qualche anno fa, inneggiava alla secessione e urlava che: "Quelli della lega ce l'hanno duro", è previsto un incarico come Ministro delle riforme. Per Maroni, invece, si prefigura un futuro nell'ambito della gestione economica al fianco di quel Tremonti le cui precedenti riforme sono state a dir poco...tremanti. Anche se, per dirla tutta, il partito leghista, che tante rogne aveva causato al precedente governo berlusconiano, pare essersi decisamente moderato nelle sue convinzioni e nei suoi intenti.

Slogan come "Bergamo lavora, Roma ruba", paiono oramai un antico retaggio e, persino Borghezio, ha asserito di non disinfettare più i sedili dove hanno sostato extracomunitari con alcool etilico ma di affidarsi, esclusivamente, ai fazzoletti profumati. Eppure, questo successo spropositato di un partito dichiaratamente secessionista, xenofobo e razzista, dovrebbe far riflettere tutti; appartenenti alle correnti finto-progressiste in primis (vedi sinistra arcobaleno et similia). Gli italiani sono stanchi e arrabbiati ma, soprattutto, sono sfiduciati e confusi. In un clima di disinformazione, delusione e stanchezza, sono proprio le frange più conservatrici che possono raccogliere un numero considerevole di consensi. Se è vero che la Lega nord non esisterebbe in nessun altro paese democratico, è anche vero, d'altro canto, che i politici (e, diciamocelo, anche molti abitanti) del centro sud, hanno effettivamente fatto di tutto per fomentare quel senso di inefficienza e parassitismo che è tanto caro all'ambiente da osteria che si respira in quel della Lega. Fare mea culpa, rimboccarsi le maniche e, sopra ogni altra cosa, fare pulizia della stravecchia e stracorrotta classe politica potrebbero essere i primi passi per evitare che, in futuro, un partito come la Lega, arrivi a ricevere il 12% del consenso elettorale.

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di Germano Milite
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