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Dal 2000 la proprietà della Lega è di Berlusconi

La Lega di Arcore


La Lega di Arcore
12/04/2010, 15:04

Spesso in questi giorni leggo articoli che fanno notare come la Lega Nord, dopo le elezioni regionali, al nord fa il bello e cattivo tempo ed è in grado di ricattare il Pdl. E che magari possono anche fare pressioni sul governo per ottenere questa o quella legge. Ma mi fa ridere questa imposizione, dato che molto probabilmente i leghisti non hanno la disponibilità del proprio simbolo e del proprio nome.
Una invenzione? Non è detto. Vediamo di mettere insieme alcune cose, anche trascurando che di questo ne hanno parlato diversi quotidiani ed è uscito anche un libro che ne parla, intitolato "L'unto del signore" di Ferruccio Pinotti e Ugo Gumpel. Ma sono passati tutti sotto silenzio, anche se si basano tutti su una fonte di prima categoria, una giornalista ed ex dirigente leghista, Rossana Sapori.
Innanzitutto bisogna ricordare che la Lega Nord a fine degli anni '90 navigava in cattive acque, economicamente parlando. Aveva provato a diventare l'imitazione nordica di Comunione e Liberazione, creando anche una banca, la Credinord, che poi diventò la Credieuronord. La quale in soli 3 anni riesce a bruciare tutte le proprie risorse, ottenute soprattutto tramite l'autotassazione dei militanti leghisti. Quando si provò a fare l'elenco dei beni da poter ipoticare per soddisfare i creditori della banca, si vide che era rimasto solo un appartamento, assolutamente insufficiente a coprire i tanti miliardi di lire di debito della banca. A quel punto interviene Berlusconi - forse attraverso la mediazione di Aldo Brancher, molto vicino alla Lega Nord - che ovviamente ha tutto l'interesse a legare a sè la Lega. E non solo per motivi politici, ma soprattutto perchè la Padania alla fine degli anni '90 era l'unico giornale che faceva articoli che colpivano Berlusconi, ricordandogli i suoi contatti con esponenti a dir poco dubbi (a cominciare dal boss mafioso Vittorio Mangano) o chiedendo quale sia l'origine delle sue fortune economiche, dato che è provato che Berlusconi ebbe miliardi di lire (oltre 150 miliardi nominali) tra la metà degli anni '70 e la metà degli anni '80, di cui non si è mai chiarita la provenienza (nella foto una copertina dell'epoca). Di conseguenza, nel 2000 Bossi e Berlusconi stringono questo patto di ferro, che li avrebbe fatti vincere nel 2001 e poi nel 2008 alle elezioni nazionali. Ma come mai questo voltafaccia? A quanto pare perchè in quel momento Berlusconi avrebbe acquistato il simbolo della Lega Nord per 70 miliardi di lire. Poi naturalmente ci fu la Banca Popolare di Lodi che assorebì la Credieuronord, nel 2004, con la benedizione di Antonio Fazio. Ma questo avvenne dopo. La cosa interessante di questa transazione è che la cifra, non è inventata: sta in alcuni dei documenti sequestrati dalla Polizia ad uno degli assistenti di Tavaroli, quando scoppiò lo scandalo della security della Telecom che spiava tutti. Tra questi documenti ne uscì uno in particolare, dove c'erano tutti i dati della transazione: prezzo, modalità (pare anche che ci sia una clausola che prevede l'annullamento dell'accordo in caso di morte di uno tra Bossi e Berlusconi) ed anche il nome del notaio. Questo significa che la Lega può esistere solo perchè Berlusconi (o un suo delegato) firma le liste elettorali per la presentazione. Altrimenti la Lega potrebbe chiudere. Ovviamente la cosa non conviene a nessuno dei due. E non è un segreto, questo fatto. Il documento l'hanno visto in pochissimi, ma a saperne il contenuto lo conoscono in molti. Infatti nel 2001 molti deputati di Forza Italia erano contrari all'alleanza; ma Berlusconi, in una cena con i deputati, li tranquillizzò dicendo: "Non preoccupatevi, lo spadone di Alberto da Giussano è mio".

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di Antonio Rispoli
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