Politica / Politica

Commenta Stampa

Ad Albino l’ennesimo show del Carroccio

La Lega: Monti “incapace”, Napolitano “terun”

Tra fischi e vaffa Bossi assicura: “Padania sarà”

La Lega: Monti “incapace”, Napolitano “terun”
30/12/2011, 09:12

ALBINO (BERGAMO) - È un fiume in piena Umberto Bossi, che torna ad attaccare ancora una volta Mario Monti e Giorgio Napolitano, artefici di “un governo non proprio democratico” e che mette le mani “nelle tasche del Nord”. Il nuovo e ridicolo spettacolino della Lega si è consumato alla “Berghem Frecc”, la festa invernale del Carroccio bergamasco, in occasione della quale si sono riuniti sullo stesso palco Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli. Un trio, quello dello stato maggiore del Carroccio, che ancora una volta non ha perso occasione per mostrare il peggio di sé, tra fischi, insulti e coretti da stadio indirizzati tanto al premier incaricato, quanto all’inquilino del Colle.
A dare il via agli attacchi non poteva che essere lui, il leader della Lega. È bastata, infatti, la richiesta di Bossi ai presenti di mandare un saluto al presidente della Repubblica a far scattare il putiferio: immediati sono stati i fischi. La contestazione è proseguita con un gruppo di leghisti che ha scandito lo slogan “Monti vaffa...”. E’ stato soprattutto sul Quirinale che Bossi è passato all’attacco, mentre sul governo Monti il senatur ha tenuto a sottolineare che “è stato voluto e messo lì dal presidente della Repubblica”. Mario Monti a suo giudizio “non capisce niente, non è riuscito a creare un solo posto di lavoro ed era molto meglio mettere un imprenditore che non un professore: anche un cretino capirebbe che se aumenti le tasse la gente ha meno soldi e si produce di meno”. Da chi gli stava vicino sul palco è arrivata anche una voce che indicava le origini di Napolitano: “Non sapevo che l’era un terun”.
Bossi ne ha avuto anche per l’ex premier Silvio Berlusconi, a cui ha rivolto l’invito che in tanti facevano alla Lega fino a un mese e mezzo fa: “Dimostri di non essere l‘utile idiota che sostiene un governo di sinistra, stacchi la spina al governo e si vada al voto”. Infine, non è mancato il tema dell’indipendenza della Padania: “A Milano - ha urlato Bossi - dobbiamo confermare che con le buone o le meno buone Padania sarà, adesso ci siamo rotti le balle”. E se secessione non si può dire, almeno la si chiami, invita il senatur, “indipendenza”.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©