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La Lega Nord contro le moschee: legge regionale per impedirle


La Lega Nord contro le moschee: legge regionale per impedirle
08/09/2010, 09:09

MILANO - Ancora una volta una legge discriminatoria e razzista presentata dalla Lega Nord contro i musulmani. Questa volta si tratta di una legge regionale, presentata in Lombardia, che dovrebbe poi essere estesa al resto d'Italia. I punti cardine della legge sono: criteri urbanistici più rigorosi per costruire i luoghi di culto non cattolici; divieto di preghiera nei centri culturali (si sa che solitamente i musulmani creano, insieme alla moschea, centri culturali, zone ricreative, ecc.; un po' come le chiese hanno l'oratorio e magari il campetto di calcio o di pallavolo) e distanza di almeno un chilometro tra un edificio religioso e l'altro (se andiamo a guardare quante sono le chiese, significa cacciare fuori dal territorio comunale le moschee); devono essere collocati lontani dalle vie principali o dalle fermate dei mezzi pubblici. Inoltre, la costruzione della moschea è vincolata all'approvazione dei cittadini da effettuarsi mediante referendum.
Come si vede una serie di norme ad hoc, alle quali non sono asservite però le chiese cattoliche, per rendere quasi impossibile la costruzione di moschee.
C'è da considerare un particolare, riportato sulla Padania che, nell'applaudire questo provvedimento, scrive: "In molti paesi musulmani come per esempio l’Arabia Saudita non è possibile costruire una chiesa. È proibito con pene durissime ogni atto di culto cristiano. Senza reciprocità non può esserci dialogo". Si tratta di un argomento assolutamente distorto. L'Arabia Saudita è il Paese in cui si trova la Mecca, luogo sacro per i musulmani. Sarebbe come se domani venisse costruita una moschea nel Vaticano. Invece in molti paesi islamici ci sono bellissime chiese cristiane. basta andare in Siria o nei paesi del Maghreb per trovarne molte. Nello stesso Iran, che viene raffigurato (falsamente) come la sentina di ogni nequizia religiosa per l'Islam, ci sono almeno una decina di chiese disseminate del paese. E stiamo parlando comunque di un Paese che ha come governo una democrazia teocratica.

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di Antonio Rispoli
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