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La legge elettorale, ovvero l'arrocco suicida di Pdl, Pd e Udc


La legge elettorale, ovvero l'arrocco suicida di Pdl, Pd e Udc
28/03/2012, 17:03

Negli ultimi tempi, si parla spesso di cambiare la legge elettorale. Se ne è cominciato a parlare già a metà del 2011, come parte di un disegno organico che avrebbe dovuto comprendere il dimezzamento dei deputati e dei senatori, e altre modifiche istituzionali. Ma sin dall'inizio è parso, agli osservatori più scaltri, che si trattasse solo di un escamotage del Pdl per cercare di mantenere saldo il governo Berlusconi, che ormai era traballante. Poi, quando è diventato evidente che il governo Berlusconi perdeva pezzi ogni giorno, la legge elettorale è diventata per un po' il fulcro di un ipotetico nuovo governo.
Adesso che c'è il governo Monti che si occupa dell'economia (lasciando stare il come) ogni tanto si torna a parlare di cambiare il Porcellum, cioè l'attuale legge elettorale. Ma come? Poche settimane fa, sul Fatto Quotidiano uscì una anticipazione su una legge elettorale in discussione. I punti essenziali erano una soglia di sbarramento al 5% ed una soglia successiva, all'11%, oltre la quale scattava un bonus che aumentava il mnumero di seggi. In questa maniera Pd, Pdl e probabilmente il Terzo Polo avrebbe fatto scattare questo bonus, emarginando Sel, Idv e Lega Nord che ben difficilmente possono raggiungere questa soglia. Insomma, una legge pensata ed elaborata a favore dei partiti che adesso sostengono il governo Monti.
Passato questo momento, in questi giorni si fa avanti un accordo tra i tre partiti. Un accordo su una legge dai contorni alcuni nebulosi: si sa che dovrebbe mantenere una elezione su base proporzionale; ci sarà la scelta dei parlamentari da parte del corpo elettorale, ma non le preferenze; ci sarà una soglia di sbarramento ed una qualche forma di ostacolo alla creazione di coalizioni. Non ci dovrebbero essere bonus per la maggioranza, ma i vari partiti si accorderanno, dopo le elezioni, per scegliere il Presidente del Consiglio ed eventuali alleanze che sostengano.
L'Idv e la Lega stanno protestando perchè un accordo tra gli altri partiti finirebbe per daneggiarli, probabilmente. Ma c'è un aspetto non secondario, che va al di là delle diatribe tra partiti, che contano fino ad un certo punto. Ed è quello della popolazione italiana. Sono sempre più le persone che stanno accumulando rabbia contro i partiti, per quello che fanno, per i soldi che sprecano e per quelli che si fanno dare dalle casse pubbliche. Certo, li hanno perchè gli spetta per legge; ma sono leggi che hanno fatto loro, quindi è come se allungassero una mano per prenderseli. Anche questo è tra i motivi che spiegano perchè nei sondaggi la fiducia nei partiti è vicina allo zero. Un altro dei motivi di rabbia è il fatto che con l'attuale legge elettorale i parlamentari non vengono scelti ma nominati. Sostituire l'attuale legge è quindi obbligatorio, ma con una legge che mostri ai cittadini che possono ancora contare qualcosa, che possono decidere.
In realtà, l'aspetto che risalta - che se ne rendano conto o meno i politici - è la volontà di fare una legge che rafforzi il potere delle segreterie dei partiti nella scelta dei parlamentari. Una legge che, se realizzata, finirà per allontanare ancora il cittadino dai partiti, più di quanto non siano ora. E questa è una scelta che rischia di essere suicida. Perchè i cittadini che vogliono fare politica, la fanno. Con o senza partiti ufficiali. Ma se gli viene impedito di manifestare in strada, dato che ogni volta che avviene una manifestazione, scatta la repressione violenta della Polizia; se gli viene impedito di manifestare la propria volontà politica rendendo praticamente di scarsa o nulla utilità ed importanza il voto; se gli viene impedito di manifestare togliendogli la voce perchè viene escluso dai comizi, dalle assemblee di partito e così via; se viene zittito ogni volta che usa la democrazia diretta, attraverso l'azzeramentod ei risultati concreti dei referendum; che cosa resta? Sfogarsi su Facebook può funzionare per un po' come valvola di sfogo, ma è solo un palliativo. Quello che resta è la violenza. Una violenza che per sua natura è destinata a scontrarsi con la violenza di Stato, che è sempre maggiore di quella dei cittadini... a meno che una parte dello Stato non cominci ad agire a favore dei cittadini. Ma sia in un caso che nell'altro non si arriverà a niente.
Mi ricordo di un romanzo, dove il protagonista è un tecnico informatico che viene chiamato ad individuare i guasti di un sistema computerizzato che ha ucciso alcune persone. Alla fine scopre che il sistema è manipolato da una persona che vuol fare una speculazione edilizia miliardaria. I due hanno preso l'abitudine di parlare con termini presi dal gioco degli scacchi. E alla fine c'è una telefonata, in cui l'omicida dice esplicitamente che è stato lui a commettere quegli omicidi. E quando il tecnico gli dice che sta arrivando la Polizia per arrestarlo, l'altro risponde: "Niente da fare. Io mi arrocco". E dopo qualche secondo l'intera casa dove l'uomo abita esplode. Ed è esattamente questo che stanno facendo i partiti: stanno cedendo alla tentazione di arroccarsi. Ma un arrocco del genere significherebbe spingere l'Italia verso l'autodistruzione.

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di Antonio Rispoli
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