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Un codicillo rischia di cancellare decenni di lavoro

La legge sulla sicurezza sta azzerando i processi di mafia


La legge sulla sicurezza sta azzerando i processi di mafia
05/02/2010, 13:02

PALERMO - Delle volte, nelle leggi approvate da questo governo, ci sono delle trappole velenose, di cui nessuno si accorge, se non quando esplodono. E' quello di cui si sono accorti in Sicilia, a proposito della legge sulla sicurezza.approvata nel luglio scorso. Oltre a privare gli extracomunitari irregolari del diritto di andare in ospedale o a scuola o di registrare all'anagrafe il figlio, prevedeva alcune norme apparentemente contro la mafia. In particolare ce n'è una che fa lievitare le pene, nel caso in cui una persona venga processata per associazione a delinquere di stampo mafioso e gli siano contestate tre aggravanti, oltre il limite dei 30 anni di pena massima. Secondo il Codice di Procedura Penale, quando la pena massima di un reato supera i 30 anni, la competenza non è del Tribunale in composizione collegiale (3 giudici) ma della Corte d'Assise (2 giudici e 6 cittadini che fanno i giurati). DI conseguenza ci sono stati diversi processi che, con il cambio di pena in corso, sono ricominciati daccapo, perchè erano iniziati davanti al Tribunale collegiale, ma con le nuove norme bisogna che vada davanti alla Corte d'Assise. Chiamata da alcuni giudici siciliani a pronunciarsi su questo, la Corte di Cassazione ha confermato che questa è la strada da intraprenere, in base alle leggi esistenti.
Cosa ancora più grave, questo non vale solo per i processi di primo grado, ma anche per quelli di secondo grado e quelli che ancora non sono stati decisi dalla Cassazione. Quindi c'è il rischio di cancellare processi che magari sono durati 5, 6, 10 anni o anche di più e di mandare liberi mafiosi che sono ad un passo dalla condanna definitiva

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di Antonio Rispoli
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