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Alcuni fatti che molti sembrano avere dimenticato

La lotta all'evasione fiscale fatta finora dal Pdl


La lotta all'evasione fiscale fatta finora dal Pdl
03/09/2011, 17:09

Un bel titolone sui giornali: "Manette agli evasori fiscali". E' quello che c'era scritto su gran parte dei quotidiani nei giorni corsi. Ma quante possibilità ci sono che questo governo faccia veramente una guerra agli evasori fiscali? I precedenti dicono: nessuna.
Infatti, uno dei primi provvedimenti del governo Berlusconi, nel 2001, fu un enorme aiuto agli evasori: il reato di falso in bilancio venne di fatto cancellato. Certo, se si guarda nel Codice Penale il reato esiste ancora. Ma è un reato le cui pene sono talmente ridotte che non fanno certo paura. Inoltre la prescrizione è ridotta a soli 4 anni, periodo che è assolutamente insufficiente per fare un processo di questo genere che - come può intuire chiunque - è estremamente tecnico, richiede perizie e consulenze specifiche sull'argomento. Inoltre si tratta di un reato che può essere scoperto solo 18 mesi dopo che è stato commesso, come minimo (all'atto della presentazione del bilancio al Fisco). Così i 4 anni diventano due e mezzo e non ci vuole tanto a capire che è impossibile svolgere tre gradi di giudizio in due anni e mezzo.
Poi c'è stata la serie infinita di condoni di tutti i tipi (fiscale, edilizio, ecc.) che è stata fatta tra il 2001 e il 2006, completata dall'ultimo condono tombale, il cosiddetto scudo fiscale. In tutti questi casi, il condono è stato fatto nel massimo interesse degli evasori: anonimato totale, nessun vincolo a pagare l'intera somma da condonare e soprattutto la cancellazione di qualsiasi documento relativo ai beni o alle somme condonate. Il che permetteva agli evasori di rendere impossibili o inutili i controlli della Guardia di Finanza per diversi anni dopo il condono.
Quindi un certo scetticismo è quanto meno dovuto.
Uno scetticismo che aumenta se prendiamo anche le parole dette dal Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi. Quante volte nelle interviste ha detto che evadere era moralmente lecito, quando la pressione fiscale supera il 30%? Quante volte ha detto che il commercialista di una società che non crea società off-shore per evadere il fisco andrebbe licenziato? Oppure frasi di questo genere? Allora, come è possibile credere che improvvisamente, dopo 8 anni di incitamento all'evasione fiscale, fatto sia con le parole che con le leggi, Berlusconi decida di perseguire gli evasori? E infatti i retroscena dei giorni successivi hanno detto che quella norma era stata imposta da Giulio Tremonti, e che Berlusconi preferisce un aumento dell'Iva al 22% (misura che colpisce più i ceti medio-bassi).
Ma anche come l'ha scritta Tremonti la norma non va: essa prevede la facoltà (neanche l'obbligo) di arresto per chi evade più di 3 milioni. Ora, il Codice Penale è chiaro: prevede tre condizioni per la custodia cautelare in carcere (perchè di questo si tratta). CIoè la possibilità di rifare il reato, il pericolo di fuga oppure di inquinamento delle prove (e in questo caso potrebbe essere sia il primo che il terzo caso). Ma soprattutto la custodia cautelare è possibile solo quando poi è lecito aspettarsi una condanna al carcere al termine del processo. Ma in questo caso qual è il reato? Il falso in bilancio? Non prevede una condanna al carcere. Un nuovo reato ad hoc? Rischia di essere incostituzionale se prevede la condanna solo al di sopra di una certa cifra.
Insomma, è la solita cavolata. Anche perchè in pochi evadono cifre del genere in un anno. E' chiaro che per evadere 3 milioni l'attività economica deve esere evidente. E quanti sono quelli che hanno attività economiche così grandi? A voler fare una battuta, potremmo dire che il rischio è che l'unico a finire in galera con questa norma potrebbe essere lo stesso Berlusconi.
Le norme per diminuire l'evasione fiscale sono ben altre. Il Pd qualcuna l'ha proposta: la trascciabilità per le cifre sopra i 500 euro: hanno lo svantaggio che permettono di seguire le spese che uno fa, ma riducono l'evasione. Soprattutto se poi si stabilisce che le spese per la casa e per l'intervento di professionisti (medici, avvocati, ecc.) sia deducibile. Con questa norma, se io spendo dall'avvocato 5000 euro, me li faccio fatturare, dato che risparmio un bel po' di tasse. Altrimenti i pagamenti in nero continueranno comunque. Un'altra norma potrebbe essere il ripristino del reato di falso in bilancio, con una pena legata alla quantità di denaro evasa e che può arrivare anche a 20 anni. E d'altronde: se io rubo un portafogli, derubo una sola persona; se io evado, sto deribando 60 milioni di cittadini italiani. Quindi, se il furto ad una sola persona è punito con 5 anni di reclusione, perchè il furto a 60 milioni di persone non può essere punito con 20 anni di galera?
Ancora, si devono moltiplicare i controlli, assumendo centinaia di persone. Ma non necessariamente finanzieri: si può anche stabilire un ufficio dove si incrociano i dati delle dichiarazioni dei redditi con quelle relativi ad acquisti e consumi, per poi segnalare eventuali incongruità. Ovviamente un ufficio legato al Ministero delle Finanze o all'Agenzia delle Entrate, non necessariamente alla Guardia di Finanza.
Insomma, le possibilità di azione sono tante, se veramente ci fosse la volontà di combattere l'evasione fiscale. E non basta dire, come fanno gli esponenti del Pdl, che sono aumentate le entrate derivanti dal recupero dall'evasione. Visto che secondo alcune stime, si evadono ogni anno dai 250 ai 300 miliardi di euro, in Italia, è normale che almeno un 10% viene scoperto. Ma perchè si possa dire che si combatte l'evasione, bisogna prima raggiungere almeno il 50% di evasione recuperata.

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di Antonio Rispoli
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