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E la settimana prossima tocca al processo breve

La maggioranza accelera sulla responsabilità civile dei giudici

Ma Napolitano frena, si rischia la bocciatura della legge

La maggioranza accelera sulla responsabilità civile dei giudici
29/03/2011, 09:03

ROMA - Appartentemente, sembra un momento di calma, sul fronte della Giustizia in Parlamento; ma si sa che l'apparenza inganna. E mai come adesso questo detto è vero. Infatti ci sono due fronti bollenti, alla Camera dei deputati. Il primo è quello della responsabilità civile dei giudici. Nell'esame della legge comunitaria (una legge omnibus nella quale si inseriscono tutte le norme che recepiscono ordinanze o altri provvedimenti dell'Europa) è stato infatti inserita una norma che prevede che i giudici possano essere citati in giudizio direttamente (e quindi non più come adesso, che viene citato lo Stato che poi si può rivalere sui giudici), non solo per i casi di dolo e colpa grave ma anche per "grave violazione del diritto", fattispecie che comprende in sostanza la sindacabilità delle sentenze. Una norma che colpisce gravemente l'autonomia e la serenità dei giudici, e che per questo vede la contrarietà del Presidente della Repubblica. Una contrarietà non espressa in maniera esplicita, ma evidenziata dal continuo lavoro di moral suasion per spingere la maggioranza ad attenuare l'arbitrarietà della definizione adottata di "grave violazione del diritto" e a ricollocarla in termini più oggettivi. Altrimenti si mormora che Napolitano possa arrivare anche a decisioni estreme (soprattutto per lui, che ha dimostrato una estrema debolezza, quando non complicità col governo, nell'approvare leggi incostituzionali), quali il respingimento della legge.
Il secondo punto è quello del processo breve, comprensivo dell'ennesima norma salva-Berlusconi: un emendamento che riduce la prescrizione agli imputati purchè incensurati e con più di 65 anni di età. Il proponente della norma, l'avvocato Paniz, può anche sgolarsi a dire che non è per SIlvio Berlusconi in quanto il processo Mills andrebbe comunque in prescrizione nel 2012. Ma trattandosi di un processo che è a metà percorso ed è vicino alla prescrizione, può godere di una corsia preferenziale, per cui, se la sentenza di primo grado arrivasse entro l'estate, il processo di secondo grado si potrebbe svolgere entro novembre e ci sarebbe il tempo anche per il passaggio in Cassazione. Un taglio di 7 mesi alla prescrizione invece renderebbe impossibile sia questo, sia concludere i processi Mediaset e Mediatrade che hanno scadenze più in là nel tempo, ma sono anche in una fase meno avanzata. Questo provvedimento, inizialmente previsto per la calendarizzazione in questa settimana, verrà discusso la settimana prossima. Ma anche questa è una legge che viene vista male dal Quirinale, che già una volta ha detto che non avrebbe approvato altri provvedimenti ad personam. Naturalmente per un politico die è una cosa, fare è un'altra

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di Antonio Rispoli
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