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Bersani chiede "le dimissioni" di Berlusconi

La maggioranza va sotto due volte sul ddl anticorruzione


La maggioranza va sotto due volte sul ddl anticorruzione
08/06/2011, 20:06

ROMA - Brutto esordio al Senato del disegno di legge anti-corruzione. Pronti, via e al primo punto qualificante, la maggioranza va sotto. Si tratta di un emendamento, presentato da Lucio Malan, del Pdl, che riorganizzava il ddl, creando una Comitato di coordinamento delle iniziative anticorruzione presso la Presidenza del Consiglio e guidato dal premier. L'iniziativa non è piaciuta all'opposizione, che invece chiedeva la creazione di una authority indipendente. AI voti, ci sono stati 129 sì, 133 no e 5 astenuti. Caduto l'emendamento, l'articolo 1, di fatto, era stato abrogato; edè stata necessaria una sospensione per organizzare i lavori. Alla ripresa la stessa cosa: emendamento della senatrice Ada Spadoni, del Pdl, appoggiato dal governo, che prevedeva la rotazione dei dirigenti nelle amministrazioni; voto contrario dell'opposizione, e la maggioranza che va ancora sotto. Bisogna ricordare che al Senato la scissione di Fli non ha praticamente cambiato nulla, quindi la maggioranza abitualmente è sempre di 30-40 voti di scarto.
Naturalmente, si è fatta notare in negativo anche la Lega Nord. Ha votato contro un emendamento bipartizan (approvato con 214 sì e 30 no) che prevedeva che gli amministratori pubblici devono giurare sulla Costituzione. 

Ne è scaturito un duro scontro in aula, con braccio di ferro maggioranza-opposizione che non ha risparmiato il Presidente del Senato Renato Schifani. "Il Governo ha chiesto di ottenere l'approvazione di questo provvedimento entro questa settimana e ne ha diritto", ha detto Schifani. "Il dominus e padrone dei lavori di questo ramo del Parlamento finchè il sistema costituzionale è quello vigente - lo ha invece ripreso la presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro- è il Senato, non il Governo".
Terzo Polo, Idv e Pd, d'altra parte, hanno infilato duramente la lama nella nuova debacle parlamentare del centrodestra. "Berlusconi deve prendere atto del voto al Senato e trarne le conseguenze, dimettendosi", ha chiesto Pier Luigi Bersani. "Io sto al bollettino ufficiale - ha fatto eco Pier Ferdinando Casini- che dicono loro: 'va tutto bene' e se così per loro va tutto bene....". "Noi chiediamo - ha formalizzato in aula Finocchiaro- che il Governo si presenti dimissionario e si torni ad esaminare il provvedimento in commissione per riscriverlo insieme, senza strappi e forzature". Frizioni sul ddl anticorruzione, non sono mancate anche all'interno della stessa maggioranza. Nel corso delle votazioni sugli emendamenti, la Lega si è smarcata dall'intesa bipartisan raggiunta fra gli altri gruppi di centrodestra (Pdl e 'Coesione Nazionale') con le opposizioni su un emendamento alla nuova legge che obbliga coloro che occupano cariche pubbliche o assumono pubblici impieghi di giurare fedeltà alla Costituzione italiana, approvato dall'assemblea. "Il Senato - hanno denunciato i senatori di 'Coesione Nazionale'-'Io Sud' guidato da Adriana Poli Bortone che aveva promosso l'iniziativa- ha approvato l'emendamento al ddl anticorruzione a prima firma Poli Bortone e Viespoli che obbliga coloro che occupano cariche pubbliche o assumono pubblici impieghi di giurare fedeltà alla Costituzione italiana, sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari ha trovato il voto contrario della Lega Nord". "Eppure - ha chiosato il capogruppo Idv in commissione Pardi- i ministri della Lega sulla Costituzione hanno giurato, gli impegati invece non possono secondo loro farlo: evidentemente le poltrone ministeriali valgono più dei principi generali". "Le opposizioni -ha ribattuto il capogruppo leghista Bricololo- vogliono strumentalizzare un provvedimento così importante e delicato: si assumono una grave responsabilità".

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di Antonio Rispoli
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