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Confermati anche i condoni edilizio e fiscale

La manovra sale a 28 miliardi, con blocco del pensionamento


La manovra sale a 28 miliardi, con blocco del pensionamento
17/05/2010, 10:05

ROMA - Non bastano più neanche 25 miliardi entro due anni, per sistemare i conti pubblici italiani. Già il governo è salito a 27,6 miliardi, per rientrare entro il 31 dicembre 2011 nella soglia limite del 3% del rapporto deficit/Pil. L'intervento più importante sarà sulle pensioni, con un dimezzamento delle "finestre" d'uscita. Attualmente chi ha i requisiti per usufruire di una pensione di anzianità (per quest'anno ci vuole l'età minima di 59 anni e la somma dell'età e degli anni di pensionamento deve raggiungere quota 95) può uscire dal mondo del lavoro a gennaio o a luglio; chi può usufruire di una pensione di vecchiaia, perchè ha raggiunto i 65 anni di età ha a disposizione una "finestra" di uscita ogni tre mesi. Il progetto del governo è di chiudere una delle due "finestre" di uscita per le pensioni di anziantità e due delle quattro finestre per le pensioni di vecchiaia. Questa misura dovrebbe garantire un risparmio di due miliardi all'anno.
Verranno colpite anche le indennità di accompagnamento collegate agli invalidi civili: verranno commisurate a scaglioni di reddito, anche qui con un risparmio che si valuta molto elevato. Verrà anche introdotto un condono edilizio per regolarizzare i circa 2 milioni di immobili censiti dall'Agenzia del Territorio, ma non ancora accatastati. Inoltre verrà riaperto il concordato preventivo, una sanatoria per gli evasori fiscali.
Intanto le boutade dei vari ministri sul taglio del 5% dello stipendio (Calderoli) o della rinuncia ad una mensilità dello stipendio (La Russa) non vengono neanche considerate. Ed è giusto così: sia perchè difficilmente lo faranno; sia perchè lo stipendio rappresenta una voce che copre crca un terzo degli emolumenti che un parlamentare riceve; sia perchè una misura del genere comporterebbe comunque un risparmio simbolico. Se proprio volesero fare qualcosa di serio, basterebbe abolire le Province, enti inutili che costano oltre 16 miliardi di euro all'anno.

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di Antonio Rispoli
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