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Nulla di nuovo a viale Mazzini. Vertici preoccupati

La moribonda “Mamma Rai”: è allarme pubblicità e ascolti

Un quadro allarmante quello illustrato dalla Sipra

La moribonda “Mamma Rai”: è allarme pubblicità e ascolti
15/07/2011, 09:07

ROMA – Inutile aspettarsi che da viale Mazzini arrivino buone notizie. Mamma Rai sembra essere sempre più in difficoltà e nei cda che si stanno susseguendo non viene fuori altro che un quadro allarmante per l’azienda pubblica. Anche la Sipra, la concessionaria della pubblicità del servizio pubblico, ha illustrato l’andamento della raccolta pubblicitaria 2011, rilevando un quadro desolante. Proprio della difficoltà della raccolta pubblicitaria, del calo di ascolti delle reti e delle testate, in particolare del Tg1, si è parlato nell’anomala riunione di ieri, durata circa nove ore. Mentre nessuna novità è venuta fuori sui contratti ed è stato tutto rinviato alla prossima settimana per quanto concerne la creazione della Direzione genere fiction, obiettivo comune sembra essere quello del pareggio di bilancio: di qui, come spiegato dal direttore generale, Lorenza Lei, una serie di interventi urgenti “che si renderanno necessari per garantire l’equilibrio dei conti nel 2011”. In altre parole, passare in rassegna tutte le strade possibili per risollevare le tristi sorti di Casa Rai. Ma in che modo?

LA DIFFICOLTA’ DELLA RACCOLTA PUBBLICITARIA
È un vero e proprio allarme pubblicità in Rai. All’ad di Sipra, Aldo Reali, accompagnato dal presidente Roberto Sergio, è toccato il compito di snocciolare le cifre sulla crisi pubblicitaria e di spiegare la revisione a ribasso delle stime degli introiti 2011, scese da 1.050 milioni a 1.035 e poi a 1.015. Un obiettivo che, alla luce dell’andamento del mercato, potrebbe addirittura peggiorare e finire sotto i 1.000 milioni.

GLI ASCOLTI IN ROSSO
È calo ascolti in Rai. Sotto osservazione in primis, e non ci sarebbe da stupirsi, il Tg1: secondo i dati portati in consiglio, il Tg1 nel periodo maggio-luglio perderebbe oltre 3 punti di share nell’edizione delle 13 (rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) e il 4.88% con circa 500 mila spettatori nell’edizione delle 20. Inoltre se il Tg5 della sera, rispetto al suo traino, guadagna circa 4 punti, il Tg1 non riesce a migliorare la performance del programma che lo precede. Come stupirsi se alla direzione di tale giornale vi è Augusto Minzolini, divenuto famoso per la sua capacità di omissione delle notizie principali? Non a caso il presidente Paolo Garimberti avrebbe ribadito la forte preoccupazione per i contenuti e per gli ascolti del telegiornale di Minzolini, inadeguati a suo giudizio alla tradizione della testata.

È POLEMICA SULLA CHIUSURA PER FERIE
Fuori del palazzo di Viale Mazzini, intanto, tiene banco la polemica sulla “chiusura per ferie” dell’approfondimento Rai. A sollevarla sono stati i radicali, che hanno allestito davanti al cavallo una spiaggia in piena regola, con tanto di sabbia, sdraio, secchielli e palette e, a far capolino tra gli ombrelloni, i volti di Lucia Annunziata, Fabio Fazio, Giuliano Ferrara, Giovanni Floris, Gianluigi Paragone, Michele Santoro e Bruno Vespa. Anche l’opposizione invita l’azienda ad occuparsi di informazione, più che mai “in questi giorni di grande preoccupazione per la situazione economica italiana e per la crisi strisciante del nostro governo”, e a farlo in maniera adeguata. Non all’Augusto Minzolini che preferisce offrire agli italiani un servizio sul volo dei gabbiani piuttosto che sull’andamento politico del nostro Paese.

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di Antonio Formisano
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