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Campania. In "pole" De Mita, Sommese, D'Ercole e Diodato

La nuova giunta? Un misto di riciclati e "trombati"


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La nuova giunta? Un misto di riciclati e 'trombati'
06/04/2010, 10:04

NAPOLI - Il neo presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, potrebbe riservare ai napoletani una brutta sorpresa. Sicuramente meno gradita di quella uscita dall’uovo di cioccolata. La nuova giunta rischia di essere il frutto della mediazione tra le correnti: poche luci e tantissime ombre. Altro che svolta. Almeno analizzando il “toto-nomine”. Per la poltrona di vicepresidente è in “pole” Giuseppe De Mita, nipote di Ciriaco. Ossia il “dinosauro” che negli ultimi anni ha gestito la sanità campana attraverso un “tecnico” di sua fiducia: Angelo Montemarano. Cambiano le sigle, cambiano le coalizioni. Nei posti di comando ci sono sempre loro. Come per l’assessorato all’Urbanistica. L’Udc ha proposto Pasquale Sommese, pilastro del sistema di Antonio Bassolino negli ultimi cinque anni, presidente della commissione Urbanistica in nome e per conto del Pd, passato solo pochi giorni prima delle elezioni nello “scudocrociato” a sostegno di Caldoro. E’ salito sul carro del vincitore. Ed ora si propone come alternativa al sistema di potere del centrosinistra che lui stesso ha creato ed alimentato fino a qualche settimana fa. Se non dovesse spuntarla, Pasquale Sommese è in lizza anche per l’incarico ai Trasporti. Una nomina che deve contendere con Pietro Diodato, il quale se fosse passato il criterio delle “liste pulite”, Silvio Berlusconi non l’avrebbe nemmeno candidato. Lo ha voluto Italo Bocchino. Diodato, dopo l’exploit della Carfagna , è stato il più votato del Pdl. Ora batte i pugni, alza la voce e pretende un assessorato. Addirittura dal suo entourage trapela la volontà di puntare alla candidatura a sindaco di Napoli alle Amministrative dell’anno prossimo. Una aspirazione che è stata liquidata dai vertici del partito campano con un sorriso. Insomma, nel centrodestra non si privilegiano le competenze e l’autorevolezza. La giunta nascerà dalla classica applicazione del “Manuale Cencelli”. Se a Diodato, infatti, spetta un incarico come risarcimento dei voti conquistati, lo stesso criterio vale per Fulvio Martusciello che si contende la delega al Personale con Erminia Mazzoni. L’assessorato alle Attività produttive, invece, potrebbe essere utilizzato per recuperare un “trombato” di lusso, Franco D’Ercole, coordinatore uscente dell’opposizione di centrodestra in Consiglio e non eletto alle ultime elezioni. Al Turismo ci dovrebbe essere spazio per Ernesto Caccavale, portavoce a Napoli prima di Forza Italia e poi del Pdl. Un altro “trombato” di lusso, ex parlamentare, formato da “Publitalia”.
Un altro nodo da sciogliere è quello sulla Sanità. Stefano Caldoro ha chiesto un appuntamento al governo per fare il punto sul deficit e sugli sprechi. Anche da questo punto di vista ha promesso una radicale inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. In “pole” Raffaele Calabrò e Giuseppe Scalera. Sempre la stessa logica. Quest’ultimo, alle Regionali, ha ricoperto il ruolo di coordinatore della campagna elettorale di Mara Carfagna. Quindi, seguendo al logica del centrodestra, ha maturato i requisiti per un premio. Per una prebenda. Infine, restano gli incarichi all’Agricolutra e all’Istruzione. Le scelte potrebbero cadere rispettivamente su Vito Amendolara, direttore regionale della Coldiretti, e su Alberto Bottino, ex direttore scolastico della Campania.
Questi i nomi che girano nei corridoi e sulle segreterie dei partiti. Questi i nomi che dovrebbero costruire in Campania “il governo del fare”, garantire ai napoletani una svolta radicale rispetto ai fallimenti collezionati dal centrosinistra. Una truppa molto ricca: di riciclati, di trombati e di politici di professione che, nella loro lunga carriera, hanno dimostrato di saper fare una sola cosa. Macinare consensi. Ed a Napoli, soprattutto in alcuni quartieri, lo sanno tutti come si prendono i voti. “I Mister preferenze”che oggi hanno pure il coraggio di accreditarsi come classe dirigente…

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di Giovanni De Cicco
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