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La nuova regione di Caldoro.


La nuova regione di Caldoro.
24/05/2010, 08:05

 

PARTE LA NUOVA REGIONE DI CALDORO.

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco.


 

Mercoledì 19 Maggio, è ufficialmente iniziata la IX Legislatura della Regione Campania. Nella grande sala del Consiglio Regionale, di fronte ai consiglieri eletti, davanti ad un pubblico di giornalisti accreditati e di dirigenti politici ed amministrativi, il nuovo Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro ha presentato il suo programma di governo e la sua Giunta. Il clima in cui questo evento si è celebrato è quello a cui siamo abituati da venti anni a questa parte: le organizzazioni dei disoccupati, hanno presidiato gli ingressi del Palazzo del Consiglio al Centro Direzionale, guardati a vista dalla Polizia, perché ogni giorno che passa diventano sempre più aggressivi. Infatti, al termine del Consiglio, non avendo avuto nessuno incontro con il nuovo Governo Regionale, hanno occupato la sala del Consiglio per cercare di strappare un contatto che per il momento non hanno ancora avuto. Se Caldoro e la sua Giunta, decidesse di rompere definitivamente qualsiasi rapporto con queste organizzazioni che vivono da decenni sulla assistenza ed il clientelismo; avrebbe sicuramente il nostro appoggio convinto.

 

“Nell’inizio di ogni cosa è scritta già la sua fine”. Questa considerazione è tanto valida per questo nuovo Governo regionale, che per il nuovo Governatore sempre quasi una condanna. Caldoro ha un approccio dimesso al suo nuovo ruolo, sembra che stia svolgendo un compito più grande di lui, i suoi passi sono prudenti e fatti senza grandi clamori. Sicuramente gli manca quel particolare carisma, che è una caratteristica che individua il grande leader. Caldoro, non dichiara di possedere nessuna verità rivelata ; anche dal versante culturale appare, di buoni studi, ma non sembra andare oltre una sufficiente preparazione. Caldoro non eccelle in niente, sicuramente non ha la stessa capacità di altri politici di comunicare con la propria immagine né certezza, né decisione. Infatti, dopo i dieci anni di Bassolino, dovremo abituarci ad una immagine meno ingombrante e carismatica del nuovo Governatore. Non ci sembra un grande male questo, un po’ di sana normalità è auspicabile. Nella speranza che la normalità significhi un eccezionale impegno nell’affrontare i gravi problemi della Regione. Se, al contrario, la mancanza di carisma personale dovesse nascondere solo una mediocrità politica il nostro futuro sarebbe seriamente compromesso. Di tutto abbiamo bisogno in questa fase, tranne che una mediocre attività del Governo Regionale. Quello che non ci convince in questa fase dell’avvio della attività della Giunta Caldoro, sono le analisi e le motivazioni che sostengono il programma del nuovo presidente. Avremmo preferito una più attenta considerazione delle attuali condizioni dello sviluppo regionale nella fase attuale. Avremmo voluto qualche idea veramente nuova, una svolta vera, insomma. Invece abbiamo risentito quello che sappiamo già:le colpe di Bassolino sono gravi, la Regione è in ginocchio.

Il nostro giornale si è distinto, in questi ultimi tre anni per un lavoro continuo, coerente e puntuale nel criticare l’azione della Giunta di centro Sinistra, a partire dall’ uso dei fondi europei, al problema dei rifiuti, alla sanità ed alla gestione del Bilancio, del quale abbiamo fornito schede tecniche ed interpretazioni di merito. Tutto quello annunciato nella prima legislatura guidata da Bassolino, è stato negato nella seconda fase della sua azione di Governo. Con la calma degli storici, analizzeremo i motivi di quel fallimento. Caldoro assume il ruolo di presidente della Regione Campania, in uno dei periodi più difficili e complicati della nostra economia e della nostra società. La crsi dell’euro e dell’Europa, sono il drammatico scenario in cui la nuova Giunta si insedia. Dopo aver negato per mesi la necessità di una manovra correttiva dei conti dello Stato, per motivi meramente elettorali, Berlusconi e Tremonti, si apprestano ad una manovra di rientro di quasi 30 miliardi di euro, che se fosse stata attuata a Febbraio, non avrebbe raggiunto questo livello. In questa manovra è sicuramente previsto un ulteriore taglio alle competenze degli enti locali per oltre 4,5 miliardi di euro. La Campania, con una sofferenza economica di 2 miliardi di euro, si vedrà costretta ad esercizi di bilancio molto ristretti. In questo contesto, l’intervento fatto da Caldoro in Consiglio Regionale, non ha dato particolari indicazioni, se non la dipendenza totale di Caldoro dal Ministro Tremonti e dalle sue scelte. La presenza del Generale Giancane all’Assessorato al Bilancio, sembra più un commissariamento che una scelta tecnica. Non ci sono idee in proposito, ma soprattutto non si capisce quale possa essere lo sviluppo della Regione, che fino ad ora è stato stentato, se non addirittura negato. Il dibattito in Consiglio Regionale, che pur ha registrato ben 30 interventi, più che toccare i temi dello sviluppo, ha riguardato il riequilibrio politico tra le diverse forze presenti nella maggioranza, anche attraverso una piena rappresentanza dei territori in Giunta. Due segnali ci lasciano preoccupati: il primo riguarda la decisione del Governo di un nuovo condono edilizio totale, che parte proprio dal fato che in Campania esiste il maggior numero delle case costruite abusivamente, che andrebbero accatastate con un rientro economico sia dello Stato che delle Regioni. L’altro segnale ci viene dal provvedimento adottato dal Governo sul Federalismo Demaniale, che lascia alle Regioni il patrimonio dei beni dello Stato, compreso spiagge e boschi. Se pensiamo al dissesto ambientale e naturalistico compiuto da Coppola nella Pineta di Castelvolturno, anche in presenza di leggi molto restrittive in merito al patrimonio dello Stato, non vogliamo immaginare quello che potrà succedere nella nostra Regione, con un partito di maggioranza guidato da Cosentino e Landolfi, che tra Casale di principe e Mondragone hanno costruito la loro fortuna politica. In questa sede va ricordato che Cristina Coppola, erede del costruttore di Pinetamare, ha presentato un progetto di 400 milioni di euro da finanziare con fondi europei, per il risanamento e la valorizzazione di quella zona; ipotesi di lavoro che l’ha portata alla presidenza dei giovani industriali della Campania. L’ unico sviluppo sarà la speculazione sulle aree fabbricabili? Riprenderà l’edilizia delle costruzioni e del consumo del territorio? Insieme alle grandi opere previste, ci saranno altri quartieri ghetto da costruire tra Giugliano e il mare? Speriamo che Stefano Caldoro, (figlio del socialista Antonio, grande leader dei ferrovieri della Cgil negli anni 60,) che si reca con piacere nella sede romana della Uil per ricordare Giacomo BrodolIni e lo Statuto dei Lavoratori, non si dimentichi del lavoro che un altro socialista veva fatto in quegli stessi anni a cui il padre era particolarmente legato: ci riferiamo alla legge con la quale Giacomo Mancini introduceva il controllo dei Piani Regolatori per la pianificazione territoriale e per la programmazione delle costruzioni ed il conseguente uso corretto del territorio. Noi saremo attenti a tutte le azioni ed agli interventi che la Regione metterà in atto, non abbiamo avute remore nei confronti di Bassolino, non ne avremo nei confronti di Caldoro.

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di Raffaele Pirozzi
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