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La persecuzione dell'Inps.......


La persecuzione dell'Inps.......
27/12/2011, 13:12

 

LA PERSECUZIONE DELL’INPS NEI CONFRONTI DEL PRESIDENTE DELL’ANIDA.


 


 

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 


 

Colpirne uno per educarne cento. Questo deve essere il motto del Presidente dell’INPS, Mastropasqua e dei suoi dirigenti, puntigliosi esecutori delle delibere dell’Ente, assunte in contraddizione palese alle leggi vigenti. Lo sanno bene tutti coloro che sono stati costretti ad umilianti visite di controllo nelle sedi dell’INPS, in virtù della lotta contro i cosiddetti “falsi invalidi”, che si è trasformata in una vera e propria campagna vessatoria nei confronti dei disabili italiani, costretti a subire riduzioni delle percentuali di invalidità, perdita di pensioni ed indennità di accompagnamento, con il rischio di dover restituire i soldi fino ad allora percepiti. Decisioni,immediatamente esecutive, che sono state in grandissima maggioranza, oltre il 70%, respinte dalla Magistratura.

Il caso di Giuseppe Sannino, però, risponde appieno alla tecnica della repressione individuale per affermare una posizione generale, che non trova nessuna conferma nella legge. Ci troviamo di fronte al tentativo serio da parte dell’INPS, di scriversi da solo le leggi con le quali erogare le prestazioni di pensione o di invalidità previste per i disabili. Sannino è Presidente della Associazione nazionale Italiana diversamente abili: ANIDA, da anni si batte per il lavoro ai disabili e per la loro piena integrazione nella società. Come tanti è egli stesso disabile, affetto da poliomielite dalla più tenera età, ha oggi 62 anni e continua la sua battaglia quotidiana contro le sue difficoltà personali e contro le ingiustizie della società. E’ una voce scomoda quindi, capace di farsi sentire anche in televisione e dai mass media. Una voce da colpire e zittire. I fatti parlano chiaro e sono sotto agli occhi di tutti: nell’anno 2002: la sua patologia si aggrava e gli viene riconosciuto il 100% di invalidità con l’indennità di accompagnamento.Nell’anno 2003 viene chiamato a verifica e gli viene confermato il giudizio e le prestazioni assegnate. Nell’anno 2004: nuova visita di verifica ed ancora tutto confermato. Dopo 4 anni nel 2008, Sannino è tra i primi ad essere chiamato a verifica prevista per contrastare le false invalidità, gli viene revocata la precedente percentuale e l’ l’indennità di accompagnamento e gli viene assegnata una percentuale di invalidità dell’80%. Sannino ricorre al giudice e dopo una attesa di due anni senza percepire prestazioni dall’INPS, il Magistrato, nel mese di Ottobre del 2010, con sentenza di primo grado gli restituisce il 100% con accompagno dalla data della revoca, confermando le stesse patologie riconosciutegli nel 2002 aggravate dall’avanzare dell’età. Potrebbe finire tutto qui, ma l’INPS presenta appello e chiede la sospensione della erogazione degli emolumenti previsti. Questa richiesta viene rigettata dalla Corte di Appello di Napoli, che fissa la prima udienza del processo di appello nel giugno 2015. Ma l’INPS non si ferma, il15-07-2011 chiede a Sannino documentazione relativa al suo stato invalidante. Il 28-07-2011, Sannino invia all’INPS la sentenza ed una documentazione aggiornata della sua disabilità. Ma non tenendo conto di questa nuova certificazione,l’’INPS il 30-09-2011 convoca a ad una nuova visita medica Sannino per il giorno

18-1-2011. Le intenzioni dell’Ente sono evidenti: aprire una nuova pratica di verifica che avrebbe portato alla revoca dei benefici goduti dal Sannino,in disprezzo di qualsiasi sentenza del Tribunale. A nulla sono valse le proteste e le prese di posizione del Presidente dell’ANIDA, che in Ottobre si è visto costretto a ricorrere ancora al Magistrato in difesa delle sue prerogative e dei suoi diritti. Ma la procedura è andata avanti senza nessuna interruzione e siamo convinti che se Sannino non si fosse presentato alla visita medica prevista, gli sarebbe stato sospeso da subito l’erogazione degli emolumenti stabiliti. La visita di Sannino si tiene nel giorno previsto, in un clima particolare, in cui funzionari ed infermieri erano stati messi a sua disposizione, compreso il parcheggio interno dell’Ente, mentre due medici provvedevano alla visita di controllo che durerà ben due ore. Un trattamento diverso dalle decine di poveri disabili che aspettavano nei corridoi inospitali dell’INPS. E’ inutile dire che il giorno 23 Dicembre, proprio alla vigilia di Natale è arrivata una nuova lettera dell’INPS che a seguito di quella visita, immotivata, riduce di nuovo la invalidità di Sannino all’80%, togliendogli ancora una volta le indennità previste. L’accanimento con cui l’Ente ha perseguitato il Presidente dell’ANIDA, appare sinceramente sproporzionato ed esagerato, con un utilizzo dei soldi pubblici che avrebbe meritato ben altro impiego. Questo comportamento dell’INPS non si può spiegare altrimenti se non con un intento persecutorio nei confronti del Sannino,volto ad affermare un principio: che in materia di invalidità i giudizi dell’INPS sono senza appello, una verità assoluta che nessuno deve mettere in discussione. Continua la politica dell’odio che il Governo Berlusconi ha inaugurato a partire dal 2008, contro i disabili italiani e che Tremonti ed il gruppo dirigente dell’INPS ha portato avanti con una dedizione degna di miglior causa. Occorre una mobilitazione generale in difesa dei diritti dei disabili italiani, nella speranza che il nuovo Governo Monti sia in grado di dare risposte oneste alle giuste aspettative di coloro che sono tra i più deboli nella società. In tempi di crisi, anche noi disabili vorremmo essere protagonisti della ripresa del nostro paese, non con la repressione, ma con il riconoscimento della nostra cittadinanza, diversa ma eguale a quella di tutti. Il caso di Giuseppe Sannino deve essere denunciato e portato a conoscenza della opinione pubblica, perché si sta consumando una ingiustizia contro un disabile che ha l’unica colpa di battersi per i suoi diritti e per quelli di tutti i disabili italiani.

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di Raffaele Pirozzi
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