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La politica pulita che gli italiani onesti meritano


La politica pulita che gli italiani onesti meritano
06/12/2011, 16:12

Spesso, davanti ad episodi di cronaca - ormai giornalieri, purtroppo - in cui la magistratura fa indagini che coinvolgono politici ad ogni livello, locale e nazionale, ci si fa prendere dall'emozione, sparando idee irrealizzabili e strampalate.
Parlandone invece razionalmente, è oggettivamente difficile creare leggi su un argomento etico come questo. Perchè è chiaro che qualsiasi persona onesta si rende conto che l'essere processato non è compatibile con il proprio ruolo politico di rappresentare una comunità. Perchè il politico - in una democrazia rappresentativa come la nostra - cosa altro è, se non il portavoce di una comunità?
Difficile ma non impossibile. Per esempio si può stabilire una legge per cui, nel momento del rinvio a giudizio per chi ha una carica decisionale (Ministro, Presidente del Consiglio, assessore, sindaco, presidente della Regione o della Provincia), ci si dimette da quella carica. E finchè dura il processo c'è una incandidabilità (non solo una ineleggibilità) a qualsiasi carica politica. Questo sarebbe anche un notevole stimolo per gli imputati che si ritengono innocenti a fare presto nel fare il processo e ad evitare le interdizioni e le perdite di tempo che normalmente le difese nei processi fanno, mirando alla prescrizione. E questo potrebbe essere un altro accorgimento tecnico da adottare, anche se la sua costituzionalità è dubbia: stabilire che al termine del processo, in caso di prescrizione, non si possa partecipare ad alcuna competizione politica per un certo numero di anni; esattamente come si dovrebbe fare per i casi di condanna. Il problema della dubbia costituzionalità sta nel fatto che sia nel caso di una prescrizione che in quello di una piena assoluzione, tecnicamente parliamo di assoluzione e basta. La differenza sta ovviamente nel fatto che nel primo caso è stata riconosciuta la colpevolezza dell'imputato sulla base degli atti prodotti, mentre nel secondo caso è stata riconosciuta la sua innocenza. Quindi ci vuole un fine giurista per mettere la distinzione tra i due casi in una legge. Ma non è impossibile.
E' chiaro che già con queste semplici leggi, si può fare molta pulizia: basta pensare al numero dei parlamentari sotto processo o già condannati... Così come è chiaro che queste norme non vanno applicate per qualsiasi reato, ma solo per quelli dolosi o volontari; quelli colposi no, possono capitare a tutti. Per fare un esempio, anche alla persona più onesta del mondo può capitare di distrarsi e di mettere sotto qualcuno con l'auto. Non è che perchè è onesto si merita gli applausi, ma questo non può essere un discrimine. Invece un ladro, un corruttore o uno che è processato o condannato per appoggio esterno alla mafia, vanno trattati come sopra ho descritto.
Ma ci sono altre leggi che si possono fare. Per esempio reintrodurre il reato di abuso d'ufficio non patrimoniale, abolito nel 1997 con una legge bipartizan approvata dal centrodestra e dal centrosinistra. Si tratta di un reato che spesso era usato come grimaldello per giungere ad altri reati, per lo più amministrativi. In pratica, nel momento in cui si scopre che un pubblico ufficiale ha abusato del suo ruolo per favorire tizio o caio, già questo è un reato e va perseguito. In questa maniera, il pubblico ufficiale - che chiaramente non ci tiene a finire in galera al termine del processo - è spinto a collaborare con i magistrati che lo indagano, denunciando i propri complici, per ottenere uno sconto di pena. Alla stessa maniera si potrebbe introdurre - come c'è in molti altri Paesi - un reato simile, chiamato "di opportunità": se si scopre che un pubblico ufficiale ha un tenore di vita troppo alto, rispetto a quello che dovrebbe avere in base ai suoi guadagni, è processabile già solo per questo, se non si riesce a dimostrare che sono entrate lecite. Se vogliamo, è l'altra faccia dell'abuso di ufficio non patrimoniale; se incassi troppo e a sproposito, può darsi che gatta ci covi. Naturalmente questo varrebbe per qualsiasi pubblico ufficiale, quindi compresi i politici.
Tutto quanto finora elencato sarebbe utile, ma non basta di certo. Alla base ci sono altre due cose, che in Italia sono quasi completamente assenti. La prima è l'eticità individuale. Quante persone sono disposte a rinunciare ad una posizione importante o di privilegio "solo" per motivi etici? Se dico che non ce ne sono esagero, ma sicuramente sono pochissime. Anche perchè in Italia, una persona pubblica che agisse per motivi etici, verrebbe considerato dalla maggioranza degli italiani un coglione.
E qui arriviamo al secondo punto che in Italia è assente: l'uso del voto per punire scelte eticamente sbagliate. Oggi almeno il 90% di coloro che votano, lo fanno o per tradizione (magari perchè ha sempre votato quel partito, o perchè lo votano i genitori, ecc.) oppure in odio a qualcuno. E sono due motivazioni completamente sbagliate, dato che di norma dovrebbe essere votata la persona capace. E questo va al di là di tradizioni ed odio. Anche qui, diventa alquanto difficile farlo nella situazione italiana, dove abbiamo una legge elettorale a livello regionale e a livello nazionale che fa schifo. Quella a livello nazionale perchè obbliga a votare solo il partito, mentre i candidati li scelgono i segretari di partito (che ovviamente sceglieranno i più fedeli o i più "intrallazzati"); quella a livello regionale perchè prevede il "listino del Presidente", che consente a 15 persone di essere nominate in Consiglio Regionale senza aver dovuto spendersi per cercare i voti. E anche senza voler richiamare per forza il caso di Nicole Minetti, ci sono molti consiglieri che non meritano la poltrona che occupano.
Infine un caso, che dimostra la completa mancanza di eticità della classe politica. Mi riferisco al Presidente della Regione Piemonte, che è Roberto Cota, della Lega Nord, eletto con un vantaggio di 10 mila voti sulla sua avversaria Mercedes Bresso, del Pd. Succesivamente alle elezioni sono emerse alcune irregolarità da parte di alcune liste minori che lo sostenevano: tre di esse sono state dichiarate illegittime perchè copiavano altre liste per ingannare gli elettori (per un totale di 65 mila voti); un'altra - che si chiama Pensionati per Cota, ha raggiunto i 27 mila voti - è stata dichiarata nulla perchè i nomi di tutti i candidati sono stati aggiunti senza che gli interessati ne sapessero nulla, grazie al semplice sistema di falsificare le loro firme (a parte quelle del capolista, Iovine, che insieme al padre è stato condannato in primo grado). E' chiaro che Cota non ha alcuna responsabilità in quanto è accaduto; tuttavia dovrebbe avere il senso etico per capire che la sua è comunque una elezione discutibile, per non dire di peggio. Quindi dovrebbe rssegnare le dimissioni e mettersi a disposizione per una nuova elezione. Ripeto, non per una ammissione di responsabilità, che non c'è; ma per un motivo etico.
Questo è quello che meritano i cittadini italiani onesti. Il punto è: quanti ce ne sono? Non parlo di criminali, ovviamente, ma di quei piccoli "reati" che vengono commessi da molti italiani. La telefonata all'amico vigile per togliere la multa; le due chiacchiere con il tecnico comunale per il piccolo abuso edilizio; ma anche il rinunciare allo scontrino o alla fattura per uno sconto. Sono cose che si fanno abitualmente, senza pensarci su più di tanto; ma sono tutte cose che violano la legge e soprattutto sono eticamente sbagliate.

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di Antonio Rispoli
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