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Bersani attacca: evitiamo regali a Berlusconi

La raccolta firme di Veltroni spacca il Pd


La raccolta firme di Veltroni spacca il Pd
14/09/2010, 20:09

ROMA - Acque agitate nel Pd per la raccolta firme avviata da Veltroni. Il documento sul ritorno allo spirito del Lingotto “è in gestazione”, sostengono i fedelissimi, e l’ex sindaco di Roma in persona sta contattando i parlamentari per capire quante firme possa raccogliere. Ma l’impatto su un Pd, stretto tra sondaggi bassi nonostante la crisi della maggioranza e tentativi di rilancio, è devastante.
In questo momento, insiste Pier Luigi Bersani che riunisce i big del partito, polemiche e divisioni interne altro non sono che “un regalo al premier” mentre il compito del Pd è “buttare la palla nel loro campo e non nel nostro”. E anche Franceschini e Fassino, pur coscienti delle difficoltà, prendono le distanze dall’ex leader. Innovazione riformista, vocazione maggioritaria, difesa del bipolarismo, a partire dal modello elettorale, un Pd “grande partito di centrosinistra che punta a prendere i voti dei delusi di Berlusconi” sono i cardini del documento al quale stanno lavorando Veltroni e i suoi. 
Pur non volendo essere nelle intenzioni una conta interna ma, come sostiene Walter Verini, “un contributo per il rilancio”, determinante è il numero di parlamentari che lo appoggeranno. Sicuro, oltre ai veltroniani doc, è il sostegno di Paolo Gentiloni e Giuseppe Fioroni, pronto “a sostenere qualunque iniziativa che rilanci il progetto originario del Pd” ma al tempo stesso impegnato a serrare, con riunioni ad hoc, le fila degli ex Ppi. Ma molti, pur preoccupati per lo scarso appeal del Pd, hanno remore a sostenere un documento che farebbe ripiombare il partito in uno scontro interno. Proprio con l’obiettivo di contenere i malpancisti, pur rivendicando il ruolo di minoranza, Dario Franceschini riunirà la prossima settimana Area Democratica per ribadire che un conto sono le critiche costruttive, altro è il controcanto quotidiano alla linea del segretario. 
Stasera Bersani, nella riunione del coordinamento, tirerà dritto sulla linea, tracciata a Torino, ovvero l’urgenza di rafforzare il profilo programmatico del partito “pensando ai problemi del paese” e, al tempo stesso, dare forma al cantiere del Nuovo Ulivo. Tutti, anche chi ha visioni diverse del Pd, sono chiamati a dare una mano, ma, ha spiegato oggi nella riunione dei senatori, “non teniamo la palla nel nostro campo”. E suona come un invito a rimboccarsi le maniche l’annuncio, in un giorno di tensioni interne, che si svolgerà l’8-9 ottobre nel profondo nord, a Varese, feudo leghista per eccellenza, la prossima conferenza programmatica del Pd per mettere a punto proposte come la riforma fiscale e il federalismo. 
Ma i veltroniani non sembrano disposti a fare sconti, convinti che il deragliamento dalla linea del primo Pd è causa del crollo nei consensi. “Siamo d’accordo - replica polemico Verini - con Bersani: in un momento come questo non dobbiamo fare regali a Berlusconi. Ma il miglior regalo che possiamo fargli è un Pd al 26 per cento impegnato più a discutere di molteplici e talvolta contraddittorie tattiche che delle grandi sfide di innovazione riformista”.

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di Redazione
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