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LA SEN. CARLONI VISITA IL CARCERE DI BELLIZZI: “MAI PIÙ BAMBINI DIETRO LE SBARRE"


LA SEN. CARLONI VISITA IL CARCERE DI BELLIZZI: “MAI PIÙ BAMBINI DIETRO LE SBARRE'
27/10/2008, 16:10

 

E’ iniziato oggi alla casa circondariale di Bellizzi un viaggio nelle carceri della Campania della senatrice del Pd Anna Maria Carloni insieme a tante associazioni di volontariato, a partire dalla Comunità di S’Egidio, sulle problematiche della detenzione femminile. “L’obiettivo – ha spiegato la Sen. Carloni - è quello di monitorare la condizione delle detenute, in particolare delle detenute madri, e verificare la costruzione di un iter legislativo per consentire la realizzazione di strutture familiari protette con l’utilizzo degli asili nido comunali gestite dagli enti locali e dai Comuni nelle quali far scontare la pena, garantendo sia il diritto ad un’infanzia piena, sia il diritto al rapporto tra le madri detenute e i figli.”
 “Questa mattina – racconta Anna Maria Carloni – ci siamo recati al carcere di Bellizzi, diretto dalla Dott.ssa Mallardo, l’unico istituto penitenziario in tutto il Sud ad avere un asilo nido interno. Ero stata in quella struttura prima dell’indulto e già allora mi avevano colpito i volti di bambini piccolissimi che, senza alcuna colpa da espiare, vivevano con le loro madri dietro le sbarre e così percepivano e filtravano la realtà che li circonda. Oggi sono tornata, le detenute erano 16, ho incontrato in cella una sola bambina dolcissima, africana, detenuta insieme alla madre. L’altra volta i bambini erano di più e questo – sottolinea Carloni – è già un fatto positivo; l’indulto ha facilitato l’applicazione della legge Finocchiaro n. 40 del 2001 che prevede giustamente misure alternative al carcere per madri detenute ordinarie e i loro figli. Ma è evidente che non basta per salvaguardare l’infanzia, il diritto al sorriso di bambini innocenti e al rapporto con la madre, così come è previsto dalle convenzioni internazionali”.
Per questo – conclude la senatrice Carloni - condurrò una battaglia, insieme alle associazioni di volontariato che operano nel settore, per definire e presentare un disegno di legge che preveda in questi casi la realizzazione di strutture familiari protette con l’utilizzo degli asili nido comunali per le madri detenute e per i bambini gestite dagli enti locali”.
 

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di Redazione
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