Politica / Regione

Commenta Stampa

La “sponda” del consigliere Angelo Marino ai Bros -video

L'esponente politico, sott'inchiesta per favoreggiamento

.

La “sponda” del consigliere Angelo Marino ai Bros -video
31/03/2014, 11:36

Si sposta sul piano politico l'inchiesta sui Bros, il gruppo di disoccupati organizzati accusato di associazione per delinquere e violenze di piazza. La Procura partenopea, infatti, sta lavorando da mesi sottotraccia per riuscire a identificare i soggetti presenti nelle istituzioni (Provincia, Regione e Comune di Napoli) che avrebbero passato informazioni riservate alle bande di senzalavoro sui progetti in corso d'opera riguardanti i corsi di formazione e i relativi programmi assistenziali.

Per ora, il fascicolo è ancora top-secret anche se nell'ordinanza di arresto dei disoccupati spuntano, qua e là, riferimenti specifici ai contatti politico-istituzionali che i leader dei disoccupati avrebbero mantenuto e di cui si sarebbero serviti per tenere in scacco un'intera città con manifestazioni ed episodi di violenza di piazza.

Scrive infatti il gip Eduardo De Gregorio nel motivare le esigenze cautelari di “gravissime modalità dei fatti” a carico di un “gruppo delinquenziale esistente da lunghissimo tempo, pienamente sviluppato nel corso degli ultimi anni e fortemente operativo senza soluzione di continuità fino all'attualità”.

Una forma larvata, ma nemmeno troppo, di ricatto come “pratica costante – è sempre il gip a riferirne – per ottenere risultati asseritamente di natura sociale, prolungatissimo nel tempo, diversificato nei modi, sempre ben organizzato ed efficace, attuato da centinaia di persone di volta in volta, ma che nel complesso ne ha coinvolto migliaia”.

Un esercito di disperati, insomma. Manovrati da chi, però? Su questo punto, le ipotesi investigative si fanno via via sempre più sfumate perché ci sono ancora attività investigative in corso. Ma la convinzione è che i Bros abbiano avuto se non una regia, almeno una sponda politica.

Nell'inchiesta sono indagati due consiglieri regionali: Corrado Gabriele, accusato di concorso in associazione a delinquere; e Angelo Marino, finito nel mirino dei pm per favoreggiamento.

Gabriele ha una storia politica e di militanza nota, e spesso ha sposato – anche platealmente – le tesi dei Bros. Una creatura, peraltro, nata all'epoca delle consiliature regionali guidate da Antonio Bassolino, di cui Gabriele è stato assessore alla Formazione e al Lavoro.

Anche Marino ha parlato, molto spesso, con comunicati stampa e interviste, del problema dei disoccupati ma con un taglio molto meno “interventista” rispetto al collega d'Aula, ma probabilmente molto più difficile da gestire. E, forse, anche più pericoloso dal punto di vista politico. Il 21 gennaio 2011, ad esempio, insieme ad altri consiglieri regionali componenti della commissione Lavoro, Angelo Marino incontra una rappresentanza di Bros. Poco dopo il faccia a faccia, l'organismo consiliare firma un comunicato stampa che dice: “E' stato un incontro molto sereno e costruttivo, durante il quale ci siamo impegnati ad informare i segretari regionali dei rispettivi partiti affinché vengano coinvolti anche il Comune e la Provincia per addivenire ad una risoluzione del problema degli ex Bros. Per fornire risposte alle loro istanze ci impegniamo inoltre a convocare la commissione Lavoro, dove audiremo le parti sociali e l'assessore al Lavoro”.

Tutto bene, dunque? Difficile rispondere alla luce di ciò che poi accade.

Esattamente una settimana dopo, Marino torna sul tema gettando benzina sul fuoco. E chiedendo, in pratica, la riapertura del “tavolo interistituzionale della Regione Campania con la partecipazione dei rappresentanti dei disoccupati” affinché il Governo nazionale “garantisca il mantenimento degli impegni assunti con la Campania per far fronte ai gravi livelli di disoccupazione nel nostro territorio”. Allora, chiariamoci: che esistano disoccupazione, emarginazione e povertà, in Campania, non lo nega nessuno. E certo non lo scopriamo grazie al consigliere Marino. Ma è il detto tra le righe del suo comunicato ciò che preoccupa. In pratica, Marino riconosce i disoccupati come soggetti politici attivi e legittimati a partecipare a tavoli di pianificazione e programmazione di esclusiva competenza istituzionale. Un errore politico enorme, alla luce di ciò che ha poi ricostruito l'inchiesta. Ritenere i disoccupati un interlocutore istituzionale rappresenta, infatti, la prima tessera per un completo stravolgimento delle regole del sistema. Marino non se n'è reso conto in quella assai avventata dichiarazione?

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©