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Il presidente Obama al premier: piena fiducia nell’Italia

La squadra del Professore piace alla Casa Bianca

Monti: Parlamento luogo decisivo. Misure in tempi rapidi

La squadra del Professore piace alla Casa Bianca
21/11/2011, 20:11

ROMA – Il nuovo governo Monti piace alla Casa Bianca. Saranno state o meno le parole usate dal Professore nel corso del suo secondo Consiglio dei ministri, ma sta di fatto che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha avuto nel pomeriggio una conversazione telefonica con il nuovo premier italiano, nel corso della quale ha espresso la sua “piena fiducia” nell’Italia. Quello di cui il presidente Obama si è voluto congratulare con Monti sono i passi che il nostro Paese “sta intraprendendo per portare avanti il suo programma di riforme economiche”, fa sapere il portavoce del presidente americano, Jay Carney. Proprio per questo, l’inquilino della Casa Bianca avrebbe quindi espresso “piena fiducia nella forza e nella vitalità dell’Italia”.
Solo poche ore prima della chiacchierata telefonica con il presidente americano, Mario Monti, in occasione della riunione dell’esecutivo, ha voluto ribadire le sue linee guida per intervenire sull’attuale crisi in tempi brevi, oltre che il criterio di scelta per viceministri e sottosegretari. “Il Parlamento è il luogo decisivo per trovare le risposte necessarie nell’attuale fase d’emergenza”, ha affermato il Professore, che nel corso del Consiglio dei ministri svoltosi oggi ha dettato le regole di funzionamento dell’organismo da lui presieduto. “Ha dato - si legge nella nota ufficiale diffusa da Palazzo Chigi - indicazioni ai ministri sulle modalità di funzionamento del Consiglio, affinché si realizzi una stretta collegialità ed un’efficace funzionalità tra i singoli dicasteri, in costante collegamento fra gli stessi e la presidenza”.
Successivamente Monti ha illustrato i contenuti dei prossimi incontri internazionali, previsti in settimana, con le istituzioni europee, con la cancelliera tedesca Merkel ed il presidente francese Sarkozy. Ha indicato inoltre le possibili linee che potrebbero essere condivise dai partner Ue per assicurare la stabilità della zona euro.

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di Antonio Formisano
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