Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Cosa c'è dietro il cambio di comportamento del leader Idv?

La trasformazione di Antonio Di Pietro


La trasformazione di Antonio Di Pietro
23/06/2011, 14:06

Maurizio Crozza, nella penultima puntata di Ballarò, l'aveva detto per scherzare a Massimo D'Alema e Antonio Di Pietro: "Ma che sta succedendo? Di Pietro ha sempre chiesto le dimissioni di Berlusconi e questa volta che potrebbe farlo, non lo fa; il Pd che non le ha mai chieste, le chiede adesso". Chiaramente quella era una battuta, ma una battuta che ha un fondo di verità. Effettivamente il leader dell'Italia dei Valori ha avuto un cambiamento radicale in questi ultimi giorni. Perchè qua si parla di giorni: ancora ad inizio maggio era il solito Di Pietro, che prometteva sfracelli contro il premier. Poi i risultati delle elezioni comunali, dei ballottaggi e dei referendum hanno prodotto un notevole cambiamento. Da allora "Tonino" si sta dimostrando dialogante con tutti, anche con quello che fino a ieri era il suo peggior nemico politico.
Ieri gli ultimi due episodi: innanzitutto la dichiarazione del gruppo Idv, fatta sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio, in cui Di Pietro ha parlato soprattutto con il segretario del Pd Bersani, rimproverandolo di prendere tempo, quando forse il tempo non c'è ed invitandolo, in quanto a capo del maggior partito di opposizione, a creare serie alleanze con gli altri partiti dell'opposizione. E poi il fatto che Berlusconi è andato a parlare con lui, nei banchi del Parlamento. Un parlottìo fitto, durato alcuni minuti.
Allora lo chiedo io: che sta succedendo? Le possibilità sono due. La prima (mai da escludere, quando è presente una persona di potere ed è abituata ad abusare di questo potere) è che il leader Idv si sia fatto comprare. Con soldi, con promesse, con minacce, con ricatti, ma in qualche maniera è stato costretto a darsi una calmata.
La seconda possibilità è semplicemente un cambio di tattica. Visto che col suo atteggiamento "aggressivo" l'Idv non riesce ad andare oltre una quota di "pasdaran", Di Pietro potrebbe aver deciso di cercare di ampliare la propria base elettorale, mantenendo un atteggiamento di opposizione a Berlusconi, ma mostrando un volto diverso, meno cattivo. Ed in effetti, potenzialmente, un Antonio Di Pietro deciso ma non troppo estremista potrebbe riuscire ad attirare una parte non indifferente del voto del Pd che non si riconosce in un partito che ormai è sempre più debole e senza forma. Ma potrebbe riuscire ad attirare anche una parte del voto di destra, legalitario ed anti-Berlusconi. Non dimentichiamo una cosa. Quando ci fu la scissione di Fli, nei primi dicorsi pubblici, le iniziative e le frasi contro Berlusconi venivano applaudite con forza. Ma adesso Fli sta agonizzando, come hanno dimostrato i recenti risultati alle amminitrative, dove ha preso pochissimi voti e non è mai stata determinante. Ma allora, i suoi voti, che ora sono in ibernazione, dove finiranno? Potranno finire proprio all'Idv, dato che, oggettivamente, Di Pietro non è mai stato di sinistra. E' alleato col centrosinistra solo perchè Berlusconi ha occupato tutto il lato opposto dello schieramento politico. Ma le sue proposte politiche sono tendenzialmente destrorse. In sostanza, se escludiamo il razzismo contro gli stranieri, il 90% del suo programma è ideologicamente sovrapponibile a quello del vecchio MSI. Senza contare che alle ultime elezioni locali, per quanto di fronte ad un risultato parziale, l'Idv si è comportato bene; così come va bene nei sondaggi, dove si piazza, a seconda del sondaggista, tra il 4,5% e il 6-7%. Quindi non è escluso che voglia utilizzare questo suo peso per creare una alleanza con il Pd, allontanando il cosiddetto Terzo Polo che - comunque la si veda - è in alternativa all'Idv.
Quale delle due è la possibilità giusta? Un Di Pietro "comprato" o un Di Pietro che è passato dalla ribellione "senza se e senza ma" alla saggezza dello statista? Allo stato è impossibile saperlo, anche se personalmente credo più probabile la seconda.
Il punto è che andrebbe fatta chiarezza, e lo dico nell'interesse del leader dell'Idv. Perchè a giudicare dalle reazioni che si trovano su Internet, parte della sua stessa base è alquanto scettica e preoccupata, temendo che quel colloquio di ieri in Parlamento con Berlusconi significhi un inciucio o peggio.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©