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La "via di uscita giudiziaria" per Berlusconi


La 'via di uscita giudiziaria' per Berlusconi
20/02/2011, 11:02

Questa mattina stavo guardando la trasmissione Omnibus ed ascoltavo l'editorialista Oscar Giannino che faceva un discorso di questo genere: "Non si può lasciare le chiavi della democrazia nelle mani della magistratura, bisogna trovare una via di uscita giudiziaria per Berlusconi", con immediato riferimento al ripristino dell'immunità parlamentare, abolita nel 1993.
Dunquedividiamo un attimo le cose. La prima che mi ha colpito è che è impossibile consegnare le chiavi della democrazia alla magistratura. Perchè i magistrati possono agire solo dopo che qualcuno ha commesso un reato. Quindi, se la si smette di eleggere in Parlamento ladri, mafiosi, delinquenti e furfanti vari, la magistratura resterà lontano mille chilometri dalla politica. A meno che non si creda alla affermazione - apodittica ed indimostrata - che i magistrati sono un'unica associazione a delinquere che si diverte a condannare politici innocenti solo per motivi politici. Invece la democrazia serve per eleggere chi ci governa, e costui (o meglio costoro) deve essere in grado di anticipare gli eventi, in modo da sfruttare le occasioni e parare i periodi negativi. Quindi si tratta di momenti diversi, che sono incompatibili. E' uno dei motivi per cui è impossibile che la magistratura possa - adesso, nel passato o nel futuro - prendere o aver preso il posto dei politici.
Ma soprattutto è assurda l'idea di una "via di uscita giudiziaria" per chiunque. Questa è roba da regimi: chi si impossessa del potere, per evitare di fare del nemico un martire, anzichè ucciderlo lo manda via. Ma non è questo il caso di Silvio Berlusconi. Lui è stato eletto (anche se non mi sembra ikl caso di aggiungere la parola "regolarmente", dato che considero incostituzionali tutte le elezioni dal 1994 ad oggi) e deve governare, se ne è capace; ma nello stesso tempo, dato che è accusato di numerosi e gravi reati, deve essere processato. E se sarà ritenuto colpevole, dovrà scontare la galera. Non per motivi politici, ma semplicemente perchè ha violato la legge. E nel frattempo chiè in Parlamento dovrebbe impedirgli di modificare le leggi o di assoggettare i Pm al governo.
Mi chiedo: ma è un concetto tanto difficile da capire?Se il signor Mario Rossi viene beccato a rubare, finisce in Tribunale. E lì, se dice: "Ma questa è la decima volta che mi processate, allora ce l'avete con me", la risposta non può che essere una grande risata. Perchè se uno viola la legge una volta, va processato una volta; se la viola 10 volte, va processato 10 volte; se la viola 1000 volte va processato 1000 volte. Elementare, no?
In quanto all'immunità parlamentare, la sua stessa proposizione indica la malafede di chi ne parla. Vediamo perchè. Quando nel 1948 venne inserito il concetto in sostituzione, lo si fece sull'insegnamento del fascismo, che aveva assoggettato anche i magistrati. Quindi l'idea era che un regime che riuscisse a controllare i magistrati, non potesse usare questo potere per attaccare gli avversari politici. Dato che i costituenti fidavano troppo nel senso dello Stato dei politici futuri, immaginarono che, al momento di prendere una simile decisione, i parlamentari avrebbero deciso in base a fatti concreti. Invece cosa è successo? Che mai (le eccezioni sono talmente poche da non essere statisticamente significative) il Parlamento ha concesso le autorizzazioni a procedere chieste dalla magistratura. Anzi, il Parlamento ha sempre fatto i salti mortali per bloccare l'attività della magistratura, non appena i Pm dimostravano di interessarsi di qualcosa di più che i ladri di polli. Se questi sono i precedenti, sulla base di cosa si dovrebbe credere che in futuro sarà diverso? Chi sostiene e chi vota questa modifica costituzionale è semplicemente un delinquente o un complice di delinquenti o un loro sostenitore. Perchè si tratta di ricreare una barriera che impedisca ai magistrati di processare e condannare i politici.

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di Antonio Rispoli
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