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Dal 28 febbraio al 28 marzo sostituite da tribune elettorali

La Vigilanza RAI chiude Annozero, Porta a Porta e Ballarò


La Vigilanza RAI chiude Annozero, Porta a Porta e Ballarò
10/02/2010, 09:02

ROMA - Se non siamo alla censura, ci siamo molto vicino. La Commissione di Vigilanza RAI ha approvato, nella nottata di ieri, il nuovo regolamento della par condicio per queste elezioni amministrative. Il fulcro è che le trasmissioni di approfondimento politico non potranno andare in onda e saranno sostituite da tribune elettorali dal 28 febbraio al 28 marzo. Questo significa la chiusura per un mese di trasmissioni come Ballarò, Porta a Porta e soprattutto di Annozero, che tra le tre è l'unica che ha un buon seguito di spettatori (lo share supera sistematicamente il 20% e spesso si avvicina al 30). Al loro posto andranno in onda le tribune elettorali, ammucchiate con tutti i candidati che non spiegano niente e litigano soltanto.
L'iniziativa è partita dal radicale - in quota Pd - Mario Beltrandi, che non ha mai fatto mistero di odiare le suddette trasmissioni in quanto i radicali non vengono invitati quasi mai, non avendo alcuna rappreentanza in Parlamento, se si escludono alcuni elementi che il Pd ha portato nelle proprie liste. Quando il Pdl ha dato il suo ok alla proposta, il Pd ha lasciato l'aula di Palazzo San Macuto, per far mancare il numero legale. Ma, come sempre, è arrivato il supporto degli alleati dell'Udc: Roberto Rao, deputato centrista, è restato in aula per poi astenersi. E grazie a lui non è mancato il numero legale.
L'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai ha minacciato lo sciopero, per questa iniziativa, come confermato dal segretario Carlo Verna: "Apriremo le procedure dopo la decisione della vigilanza dimettere il bavaglio all’informazione Rai durante la campagna elettorale. Si stanno minando le ragioni stesse del servizio pubblico". Protesta anche da parte dei partiti più piccoli, tagliati fuori dalle tribune elettorali ed impossibilitati a far sentire la propria voce.
Perchè c'è da considerare la situazione globale della TV italiana. La Rai, così facendo, impedisce qualsiasi dibattito politico. Restano i TG Rai, dove la presenza della maggioranza supera l'80% dello spazio dedicato alla politica, o trasmissioni come "Il fatto del giorno" su Raidue, che sono di propaganda pura per il Pdl, ma che non sono comprese nel provvedimento, visto che non sono considerate di approfondimento politico. Poi c'è Mediaset, dove nei TG si parla solo ed esclusivamente del Pdl e le cui trasmissioni di approfondimento - come Matrix - non vengono certo bloccate da questo provvedimento. Insomma, ai cittadini italiani verrà tolta la possibilità di sapere cosa accade a livello politico, possibilità che prima era mantenuta proprio da Annozero e in piccola parte da Ballarò.
SU una cosa del genere, dovrebbe intervenire il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, visto che questo è un vulnus ai diritti costituzionali; ma il Quirinale tace completamente. Come sempre.

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di Antonio Rispoli
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