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Saccomanni sta vagliando diverse ipotesi presentate

L'abolizione dell'IMU primo test per l'intesa tra PD e PDL

Il PDl è per l'abolizione, il PD per la proporzionalità

L'abolizione dell'IMU primo test per l'intesa tra PD e PDL
29/04/2013, 10:29

Roma – L’IMU sarà uno dei test su cui dovrà misurarsi l’inedito governo targato PD-PDL.  Questione seria su cui preme soprattutto il  PdL che vuole abolirla, ma si sono fatte sentire anche le voci contrarie a una modifica della imposta più odiata dagli italiani.

Come Nens, fondazione vicina a Vincenzo Visco e Pier Luigi Bersani, esponenti del Pd non esattamente sulla cresta dell'onda. La cancellazione, secondo il centro studi, avvantaggerebbe i più ricchi. Il dossier sull’ IMU è già sulla scrivania del ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, ex direttore generale di Bankitalia.

In ballo molte ipotesi. La proposta più radicale, sostenuta anche ieri da Renato Brunetta, prevede l'azzeramento dell'IMU sulla prima casa per il 2013 e la restituzione delle somme già pagate nel 2012. Vale in tutto otto miliardi di euro (quattro per quest'anno e altrettanti per quello passato). Risorse che potrebbero entrare nel conto di un nuovo aggiornamento del Def, che dovrebbe arrivare entro maggio.
Per le coperture dell'IMU il governo appena insediato sta valutando l'ipotesi di  Brunetta che prevede la copertura strutturale su imposte giochi, alcol e tabacco. E quella una tantum con anticipazioni della Cassa depositi e prestiti sulle risorse che arriveranno grazie all'accordo con la Svizzera sui capitali italiani. Copertura tornata prepotentemente d'attualità anche perché il premier Enrico Letta, da vicesegretario del Pd, è stato una delle poche voci di sinistra fortemente favorevoli all'accordo con il governo di Berna per portare alla luce i circa 150 miliardi di euro italiani fuggiti nel Paese elvetico.

La proposta del Partito Democratico, invece, consiste nella cancellazione dell'IMU per gli importi fino a 500 euro. Costerebbe praticamente quanto l'abolizione totale dell'imposta sulla prima casa (intorno ai tre miliardi di euro contro quattro).

Il criterio della proporzionalità rispetto al reddito potrebbe mettere d’accordo i due principali partiti di governo. Parte della copertura potrebbe venire dai contribuenti benestanti. Le abitazioni di lusso, anche nella proposta del PdL, sono soggette all'IMU anche quando sono prima casa. E questo potrebbe alleggerire il conto dell'abolizione.

Restano in campo anche le ipotesi minimaliste. Quelle che prevedono esenzioni per particolari fasce di contribuenti e una ridefinizione delle seconde case. Ad esempio facendo risultare come prima casa anche gli immobili dati in comodato ai figli.

Saccomanni dovrà intervenire sui conti e muovere risorse per 9-10 miliardi entro giugno. Perché ci sono le spese incomprimibili da finanziare, in particolare quelle per la cassa integrazione straordinaria e le missioni militari all'estero. Senza contare il rinvio della Tares e la sterilizzazione dell'aumento dell'Iva. Misure che, ha fatto capire il ministro dell'Economia, saranno finanziate con tagli alla spesa pubblica. 

 

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di Felice Massimo de Falco
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