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L'assessore Sommese sul voto amministrativo


L'assessore Sommese sul voto amministrativo
08/05/2012, 16:05

“Lo straordinario successo dell’UDC a Napoli e in Campania testimonia che qui non passa l’antipolitica. Abbiamo l’antidoto adatto: un nuovo modello di politica, costruito sulla capacità da parte dei singoli partiti di individuare le persone giuste in grado di poter amministrare al meglio le comunità territoriali.”

Così l’assessore alle Autonomie locali della Campania Pasquale Sommese commenta il voto, che ha fatto registrare una crescita importante di consensi per l’UDC, ovunque con percentuali ampiamente al di sopra della doppia cifra.

“Il modello vincente ha una testimonianza autentica nella Giunta Caldoro. Nonostante le tante difficoltà economico-finanziarie esistenti nella Regione ed in tutto il Paese, il costante aumento del gradimento dei cittadini verso il presidente e gli assessori conferma che il giudizio non è più frutto della semplice appartenenza a questa o quella coalizione, a questo o quel partito, ma viene costruito sulla base della capacità messa in campo dal governo regionale nell’affrontare e risolvere le tante emergenze”, sottolinea Sommese.

“La classe politica farebbe un torto a se stessa se leggesse i risultati in modo affrettato. Il PD sbaglia ad interpretare i dati come vittoria. Non sono le coalizioni classiche a vincere, ma questo nuovo modello”, sottolinea Sommese.

“L’ UDC ottiene un grande consenso – dice l’assessore – perché ha compreso che non basta la semplice investitura da parte dei partiti, se essa non si coniuga con la credibilità delle persone, la loro storia, la loro coerenza. Questo vale a maggior ragione per il governo delle autonomie locali, alla cui guida i cittadini chiamano quelli che sono portatori di una proposta politico-amministrativa frutto di una esperienza costruita sul campo, a contatto diretto e quotidiano con la gente.”

“Prima i partiti decidevano l’investitura ed il ruolo per ciascuno. Oggi il meccanismo è cambiato. La nuova politica, la politica futura passa attraverso le relazioni umane che ciascun candidato è in grado di costruire nel rapporto giornaliero con la gente, nella consapevolezza che non c’è più il cittadino-elettore che rispondeva a prescindere alle indicazioni del partito di riferimento. Oggi il cittadino vuole incidere nelle scelte, e lo fa preferendo chi più di altri può rappresentarlo nei processi di governo, di crescita e di sviluppo del proprio territorio. Così si combatte l’antipolitica”, conclude Sommese.

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di Redazione
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