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Lavoro, convegno ConfProfessioni: Il dibattito ci coinvolga


Lavoro, convegno ConfProfessioni: Il dibattito ci coinvolga
05/04/2012, 19:04

ROMA - Il dibattito sulla riforma del Lavoro all’esame del Parlamento deve coinvolgere a pieno titolo anche il mondo delle libere professioni: è quanto è emerso dal seminario presentato oggi presso la Biblioteca del Senato della Repubblica. Durante l’incontro è stata presentata la ricerca, commissionata da Confprofessioni, “Il lavoro negli studi professionali”, realizzata dal gruppo di ricerca di Adapt e curata dal professor Michele Tiraboschi. L’analisi ricostruisce le tendenze evolutive del lavoro, attraverso una indagine comparata tra gli ordinamenti giuridici di alcune delle più significative realtà nazionali europee (Italia, Germania, Francia e Regno Unito).
Secondo Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, “la ricerca sul mercato del lavoro è il primo passo che abbiamo voluto svolgere. Si tratta di un confronto dei modelli organizzativi nel mercato del lavoro. Dire chi siamo, chi rappresentiamo, diventa importante, ma se inserito in un quadro generale sulle professioni e sul mercato del lavoro in genere. Siamo noi stessi professionisti che non abbiamo mai avuto esatta percezione della nostra importanza. Le tutele che sono riservate ai lavoratori negli studi professionali in Italia non hanno pari riscontro negli altri paesi d’Europa”.
Per il prof. Tiraboschi, docente di Diritto del lavoro, direttore del Centro Studi Internazionali e Comparati Marco Biagi presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, “la ricerca usa la comparazione sul significato più importante: guardare quel che succede nel resto del mondo per capire meglio cosa sta succedendo a noi. Evoluzione normativa, evoluzione nel numero e nel novero delle professioni è una realtà che attiene tutti i paesi tecnologicamente evoluti. Tutte le figure professionali sono utili al professionista per saper rendere la sua attività al meglio della propria efficacia. La qualità della contrattualistica, come della previdenza e di altre caratteristiche normative nell’ambito delle diverse professioni, ha quindi bisogno di trovare una sua uniformità. Perché non c’è differenza tra tutela del professionista e quella dei suoi più diretti collaboratori”.
“Le professioni in Italia hanno poche vitamine, devono essere aiutate dalla formazione, dall’apprendistato, del rafforzamento della struttura professionale. L’orientamento è un problema complicato in Italia. L’apprendistato deve servire non solo a insegnargli il lavoro, ma aiutare ad orientarlo”, ha detto il sen. Tiziano Treu, vicepresidente della XI Commissione permanente Lavoro e previdenza sociale al Senato. Il sen. Maurizio Castro, componente della XI Commissione permanente Lavoro e previdenza sociale di Palazzo Madama, ha aggiunto: “le rappresentanze sociali soffrono della crisi costante della rappresentatività nel nostro scenario politico. Ma non è in crisi la rappresentanza, oggi in Italia. Semmai è in crisi il modo di gestire la rappresentanza. Il contratto collettivo può valorizzare la bilateralità e la territorialità. Ma la contrattazione così come la stanno portando avanti Monti e Fornero sta andando in questa direzione? Bisogna difendere le partite Iva e abbandonare i Co.co.co., come era stato detto in pieno dibattito. È necessario apprezzare le flessibilità buone e saperle distinguere dalle flessibilità cattive. Ma dovendo subire una scelta è meglio rinunciare ai Co.co.co. che rinunciare alle partite Iva che invece vanno tutelate”.

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di Redazione
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