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Tutte le modifiche dell'articolo 18

Lavoro, ecco come cambiano i licenziamenti

Toffoletto: "Sono licenziamenti nulli"

Lavoro, ecco come cambiano i licenziamenti
21/03/2012, 20:03

ROMA - Solo indennizzo per i licenziamenti per motivi economici considerati dal giudice illegittimi e scelta del giudice tra reintegro nel posto dl lavoro o indennizzo nei casi di licenziamenti senza giusta causa o giustificato motivo soggettivo (i cosiddetti motivi disciplinari): è questa in sostanza la modifica sostanziale dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che il Governo si appresta a varare dopo un lungo confronto con le parti sociali. Per i licenziamenti discriminatori invece non cambia nulla. «Sono licenziamenti nulli - spiega l'avvocato Franco Toffoletto autore del libro “I licenziamenti individuali in Italia e in Europa” - indipendentemente dalla dimensione dell'azienda. Se il giudice ritiene che ci sia stata una discriminazione ordina la reintegrazione nel posto di lavoro e il risarcimento di retribuzione e contributi dal momento del licenziamento alla sentenza del giudice. Di fatto, comunque, le cause su motivi discriminatori sono rarissime».

Ecco in sintesi come dovrebbe cambiare il sistema:
 
LICENZIAMENTI DISCRIMINATORI: Sono nulli indipendentemente dalla motivazione adottata e quindi si considerano come mai effettuati. È previsto la reintegrazione nel posto di lavoro (anche per i dirigenti) qualsiasi sia la dimensione dell'azienda e il numero di dipendenti e il risarcimento della retribuzione e dei contributi dal momento del licenziamento a quello della sentenza del giudice. L'onere della prova spetta al lavoratore.
 
LICENZIAMENTI DISCIPLINARI: in caso di licenziamento senza giusta causa (comportamento grave che non consente la prosecuzione del rapporto, come ad esempio un furto o una rissa) o senza giustificato motivo soggettivo (notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del lavoratore), il giudice deciderà tra il reintegro nel posto di lavoro o l'indennizzo. L'indennizzo potrà variare tra le 15 e le 27 mensilità, lorde ma comprensive di tredicesima e quattordicesima, in pratica si divide per 12 la Ral (retribuzione annua lorda) e si moltiplica per il numero delle mensilità che saranno assegnate al lavoratore licenziato ingiustamente (l'importo dell'indennizzo terrà conto dell'anzianità aziendale del lavoratore e del comportamento tenuto dalle parti).
 
LICENZIAMENTI PER MOTIVI ECONOMICI: sono licenziamenti con «ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa». Nel caso che il giudice rilevi che queste ragioni non ci sono, e quindi il licenziamento sia annullabile e illegittimo disporrà (in luogo della reintegrazione prevista dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori) un importo a titolo di risarcimento del danno in favore del lavoratore fino a un massimo di 27 mensilità (sempre lorde). L'onere della prova nel caso dei licenziamenti economici o disciplinari spetta sempre al datore di lavoro.

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di Valerio Esca
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