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La trattativa

Lavoro, governo ottimista - Cgil: la riforma non convince

Mentre Confindustria bacchetta l'esecutivo

Lavoro, governo ottimista - Cgil: la riforma non convince
16/03/2012, 21:03

ROMA – La riforma del lavoro è ancora al centro dell'attenzione di governo, parti sociali e opinione pubblica. Oggi il premier Mario Monti, in una giornata impegnativa divisa tra Rai e l'incontro con l'amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne, è tornato sull'argomento e ha ribadito che la riforma è una priorità, mentre Elsa Fornero, titolare del Lavoro e del Welfare, ha incalzato: "Un'intesa è imprescindibile". 
Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha continuato sull'onda dell'ottimismo: "La riforma del lavoro darà un'altra possibilità di fare un bel passo avanti – ha affermato a margine di un convegno del centro studi di Confindustria - Abbiamo sul tavolo una riforma a cui manca l'ultimo miglio, sono convinto che tutte le parti faranno questo ultimo passo". Ma la presidente degli industriali Emma Marcegaglia ha bacchettato l'esecutivo.

CGIL: LA RIFORMA NON CI CONVINCE - Il segretario della Cgil Susanna Camusso ha frenato l’ottimismo del premier Mario Monti e del ministro Passera. L’articolo 18 è il motivo principale, a quanto pare, per cui “vedremo quali proposte saranno fatte: quelle sentite finora dal governo non ci convincono, e non vanno bene”. La perentoria affermazione arriva durante una iniziativa del sindacato a Firenze. “Per noi l’articolo 18 – spiega – è una tutela generale, ha una funzione di deterrenza rispetto all’arbitrio dei licenziamenti. Quindi una discussione deve partire dal salvaguardare questo principio”. E poi aggiunge un dato spiazzante: “C'é una cosa di cui non si parla – rivela - ma in queste ore forse è bene ricominciare a parlarne: la maggioranza dei licenziamenti disciplinari che le aziende tentano di fare derivano da processi di mobbing”.
Per il ministro del Welfare Elsa Fornero l’accordo su questi temi “è imprescindibile” ed è un “valore aggiunto di notevole importanza”. Ma l’intesa sembra ancora lontana, anche se la leader della Cgil dimostra una certa disponibilità a trattare: “Abbiamo enumerato quali sono le cose necessarie per arrivare a un accordo, e martedì ci aspettiamo delle risposte”.

L’IPOTESI DEL MODELLO TEDESCO – Sull’ipotesi del “modello tedesco”, della quale si sarebbe parlato ieri durante il vertice fra il premier Mario Monti e i segretari dei grandi partiti di maggioranza, la Camusso ribatte: “Non ho notizie, se non quelle giornalistiche, su cosa si siano detti, vedremo cosa ci dirà il governo al tavolo martedì”.

CGIL: SERVONO MISURE PER LA CRESCITA – E sullo slittamento delle misure per la crescita: “Noi abbiamo detto e continuiamo a dire – risponde la segretaria della Cgil – che anche facendo una bellissima riforma del mercato del lavoro, questo non determina la creazione di un solo posto di lavoro e che il vero tema per l’Italia è la crescita”.

MARCEGAGLIA: CONTRATTI, GOVERNO RIVEDA LA PROPOSTA – Se il sindacato piange, Confindustria non ride. Di segno opposto, infatti, sono le sollecitazioni della presidente Emma Marcegaglia: sul lavoro serve “una buona riforma”, afferma. Ma c’è “forte preoccupazione per il nuovo testo sulla flessibilità in entrata, con più costi, più burocrazia, rischio di ridurre l'occupazione invece di aumentarla”. Se non cambia, avverte, firmare un accordo “sarebbe di certo un problema”. La Marcegaglia chiede invece più flessibilità in uscita, dunque licenziamenti più facili da parte delle aziende, evocando una reazione negativa dei mercati: “Deve essere chiaro a tutti, e credo che per il presidente Monti lo sia, che se ci dovessimo presentare ai mercati con una piccola riforma, soprattutto della flessibilità in uscita, la loro reazione sarebbe negativa”.
 

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di Gaia Bozza
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