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Fornero: “Il dialogo non finisce oggi”

Lavoro, intesa difficile

Monti: “Tutto sarà portato in Parlamento”

Lavoro, intesa difficile
20/03/2012, 18:03

ROMA – Il lavoro e la riforma dell’articolo 18. Eccoli i temi di discussione su cui, oggi, a Palazzo Chigi sono stati accesi i riflettori. La giornata sarebbe dovuta essere fondamentale per trovare l’intesa tra le parti sociali e la politica, ma pare che la strada da percorrere sia ancora lunga. L’incontro, prima convocato per le 15.30, è stato poi spostato per le 16. E’ stato il premier, Mario Monti, il primo a prendere la parola annunciando che le posizioni di accordo e disaccordo sarebbero state messe a verbale. Tutto sarà, poi, portato in Parlamento. Il Governo, come tiene a precisare il Professore, presenterà alle Camere una proposta di riforma che terrà conto delle posizioni espresse dalle parti sociali. “Prevalga l'interesse generale”, ha auspicato Monti richiamando l'appello del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a ricercare un'intesa nell'interesse del Paese.
“Il dialogo non finisce oggi, ma continua per la scrittura delle norme” , fa sapere invece il ministro del Lavoro, Elsa Fornero sottolineando che il contratto a tempo indeterminato diverrà dominante per ragioni di produttività e di legame tra lavoratori e imprese. Si fa strada, intanto, l'ipotesi che il governo porti la riforma alle Camere attraverso una legge delega, escludendo quindi il ricorso ad un decreto legge.
Vincoli stringenti ed efficaci, saranno posti sui contratti intermittenti e su quelli a progetto. Il governo, inoltre, punta poi a rafforzare l'apprendistato come contratto principale di ingresso nel mercato del lavoro. “Bisogna investire sulla formazione – specifica la Fornero - e non usare l'apprendistato come flessibilità”.
Il ministro avrebbe, tra l'altro, illustrato alle parti sociali riunite a Palazzo Chigi le tipologie contrattuali modificate dalla riforma. Ai contratti a tempo determinato, avrebbe detto, sarebbe applicata un'aliquota addizionale di 1,4% per il finanziare l'Aspi, l'assicurazione sociale per l'impiego. Restano esclusi i contratti sostitutivi e quelli stagionali.
Quanto ad i nuovi ammortizzatori sociali partiranno dal 2017, ci sarà la transizione fino al 2016. Inoltre, secondo fonti governative, il ministro Fornero al tavolo ha proposto di lasciare il reintegro per i soli licenziamenti discriminatori mentre per i disciplinari ci sarà l'indennizzo o il reintegro; per gli economici solo l'indennizzo. Per i licenziamenti economici giudicati illegittimi dal giudice il risarcimento previsto sarà un minimo di 15 mensilità e un massimo di 27 dell'ultima retribuzione.
I testi sulla riforma del mercato del lavoro si chiuderanno definitivamente entro venerdì 23 marzo, ha fatto sapere la Fornero confermando così i tempi fissati dal governo.
Positivo il giudizio sulle linee guida della riforma per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni: “Possiamo lavorare intensamente fino a fine settimana per migliorare il testo. Sull'articolo 18 - ha aggiunto - apprezziamo la direzione del governo per una mediazione fondata sul sistema dei nuovi ammortizzatori che abbiamo costruito in questi giorni avendo raccolto l'invito alla responsabilità fatta dal Presidente della Repubblica".
Gianni Rinaldini, coordinatore nazionale dell'area di minoranza del sindacato di corso Italia, "La Cgil che vogliamo”, ha messo in evidenza l’impossibilità a suo avviso di cancellare l'articolo 18. “Cancellare l'articolo 18, come di fatto le proposte del governo prefigurano, risulta particolarmente inaccettabile, perché si colpisce ulteriormente il lavoro nella sua dignità per giunta spacciando questo, in maniera tutta ideologica e strumentale, come intervento decisivo per la soluzione dei problemi del Paese".
Tutti i leader sindacali, di Cgil e Cisl, di Uil e Ugl, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Giovanni Centrella, hanno lasciato l'incontro per nulla soddisfatti, lasciando intendere che l'intesa con il governo sulla questione appariva ancora lontana.
Poco soddisfatta anche Confindustria: “Non ci sono state risposte positive, ma su alcuni punti importanti ci stanno pensando”, ha affermato il direttore generale della Confindustria, Giampaolo Galli, al termine della riunione informale sulla riforma del lavoro.

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di Rossella Marino
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