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Non ci sono novità di rilievo, resta il nodo articolo 18

Lavoro, la riforma arriva in Parlamento

Ammortizzatori: manca copertura finanziaria

Lavoro, la riforma arriva in Parlamento
03/04/2012, 09:04

ROMA - Tra domani e giovedì il disegno di legge lavoro dovrebbe arrivare alle Camere: ma oggi il ddl affronta l'ultimo passaggio "tecnico" e arriva al Parlamento quasi com'era. Il ministro Fornero presenterà l'articolato a Monti per apportare ultime eventuali modifiche e in serata il testo sarà al vaglio del Capo dello Stato per la firma di autorizzazione. Il Consiglio dei ministri si riunisce per esaminare una serie di leggi regionali, anche se non è da escludere un esame informale, dopo l'approvazione con la formula "salvo intese" del 23 marzo scorso sul "documento di policy" da cui è scaturito il disegno di legge.

AMMORTIZZATORI: MANCA COPERTURA - Uno dei nodi su cui si concentreranno i ministri riguarda il finanziamento dei nuovi ammortizzatori sociali, sulla cui copertura incombe il parere della Ragioneria generale dello Stato, che per il momento resta negativo.

IL TESTO - Il ddl, una settantina di articoli, praticamente identico già approvato dall'esecutivo. In questo senso non dovrebbero esserci novità sostanziali sulle modifiche all'articolo 18. Evitare gli abusi, si era detto in sede di approvazione: è alta l'attesa per conoscere come il governo fisserà i criteri per proteggere i lavoratori da possibili abusi sui licenziamenti individuali. Dietro i motivi economici per i quali la riforma prevede un indennizzo (e non più il reintegro) nel caso fossero giudicati insussistenti, potrebbero nascondersi invece motivazioni disciplinari se non addirittura casi di discriminazione.

I TEMPI IN PARLAMENTO - Due giorni fa il presidente del Senato, Renato Schifani, aveva assicurato che se si raggiungerà una "sintesi" sui punti ancora controversi.  Il via libera in Parlamento dovrebbe avvenire in tempi rapidi, entro la metà di maggio, mentre Pierluigi Bersani ieri ha lanciato un nuovo appello a Monti: "Cambiamo insieme l'articolo 18", perchè "non possiamo mandare all'aria la riforma, va salvata". All'ultimo vaglio con il presidente del Consiglio ci saranno poi le regole procedurali previste per il tentativo di rapida conciliazione davanti alla Direzioni territoriali del Lavoro, un passaggio in cui crede molto il ministro Fornero per ridurre il più possibile il contenzioso giudiziario sui licenziamenti. E ancora, verrà analizzata la soluzione normativa proposta per il rito speciale che si intende introdurre per rendere più veloci i processi per i quali verrà comunque prevista un'istruttoria vera e propria.

L'ARTICOLO 18 - Sulla modifica dello Statuto, già girano voci di "mediazione possibile" in Parlamento. Tra le più accreditate, quella di applicare le nuove regole solo ai neo-assunti. Sembra in salita l'ipotesi di applicare le nuove regole solo ai neo-assunti. Ancora, una forte tipizzazione delle motivazioni alla base di un licenziamento economico individuale. In questa prospettiva al giudice del lavoro che accertasse l'illegittimità del licenziamento si aprirebbe la strada per applicare una serie di aggravanti o attenuanti nella sentenza di condanna del datore di lavoro.
Ma è ancora in sospeso le nuove regole che varranno per il pubblico impiego. Secondo indiscrezioni si potrebbe attivare una seconda delega, ma si parla anche di un disegno di legge ad hoc.

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di Gaia Bozza
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