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Partita ancora aperta tra sindacati e governo?

Lavoro: Monti e Fornero tirano dritto. Nessun cedimento

Oggi il documento approda sul tavolo del Cdm

Lavoro: Monti e Fornero tirano dritto. Nessun cedimento
23/03/2012, 09:03

ROMA – Riforma del mercato del Lavoro alle battute finali. Continua il confronto a palazzo Chigi, in attesa del Consiglio dei ministri, ma le posizioni restano ben distinte, soprattutto in materia di articolo 18. “Nessuna marcia indietro” e nessun cedimento a “pressioni”: è con queste parole che il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, conferma la determinazione con cui l’esecutivo intende tirare dritto. Articolo 18 compreso: “Non lo aboliamo. Distinguiamo le fattispecie”, evidenzia, confermando che nei casi di licenziamento per motivi economici, se giudicati illegittimi, ci sarà solo l’indennizzo e, invece, che nei casi di licenziamento disciplinare si affida al giudice il potere di decidere tra reintegro e indennizzo (che in entrambi i casi va da un minimo di 15 ad un massimo di 27 mensilità dell’ultima retribuzione). Dal canto suo il premier Mario Monti assicura che c’è l’impegno del governo a fare in modo che si evitino “abusi”, ma nessuna intenzione di cedere al pressing di Pd e Cgil.
Tra la Cgil, che non cambia la sua idea e conferma il no ad un provvedimento che rende solo “i licenziamenti più facili”, il no dell’Ugl, con il segretario generale Giovanni Centrella che insiste sulla possibilità di reintegro nei casi di licenziamento economico, i malumori del Pd e l’avvertimento dell’IdV, pronto a fare le barricate, la riforma dovrebbe approdare sul tavolo della riunione del Consiglio dei ministri di oggi: si attende la decisione del governo sullo strumento con cui procedere, se decreto, disegno di legge o disegno di legge delega. Anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha annunciato di aver chiesto una modifica della norma sull’articolo 18, per prevedere il reintegro del lavoratore licenziato da ragioni “falsamente” economiche. Il Pdl, intanto, al contrario del Pd, dà il suo “placet” alla riforma e avverte governo e Bersani: “Nessuna modifica al ribasso, non accetteremo una riformetta”, ha detto il segretario Angelino Alfano. “Se il Pd vuole la riforma del lavoro che vogliono la Cgil e la Fiom - ha sottolineato l’ex Guardasigilli - allora deve vincere le elezioni”. 

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di Antonio Formisano
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