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Il ministro dello Sviluppo Economico a Rete Imprese Italia

Lavoro, Passera: "Disagio riguarda 7 milioni di italiani"

"Il momento più difficile della crisi è ora"

Lavoro, Passera: 'Disagio riguarda 7 milioni di italiani'
10/05/2012, 13:05

«Se mettiamo insieme disoccupati, inoccupati, sottoccupati e sospesi arriviamo a 5, 6, forse 7 milioni di persone». È quanto ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, parlando del disagio sociale e diffuso legato alla mancanza di lavoro durante il suo intervento all'assemblea di Unindustria. «Se moltiplichiamo per i loro familiari arriviamo alla metà della nostra società. Non sono soltanto a rischio i consumi e gli investimenti ma anche tenuta economica e sociale del Paese», ha spiegato poi il ministro. «Il momento più difficile è ora», ha detto della crisi perché, secondo lui, siamo a valle di dieci anni di non crescita ed ora c'è anche «una recessione che morde». All'assemblea il ministro ammette che stanno pesando anche le misure prese dal governo, necessarie, ha detto, per arginare situazioni che erano sul punto di non essere più gestibili. Mentre l'Europa non è ancora capace di fare quel passo che deve fare per la tenuta finanziaria e per un impegno per la crescita. «Stiamo lavorando per smontare i debiti della pubblica amministrazione compatibilmente agli obiettivi della finanza pubblica che sono intoccabili. Sappiamo che questa situazione non è più tollerabile con le imprese in difficoltà. Con due decreti faciliteremo una soluzione intermedia, poi arriveremo a quella finale». Il ministro ha anche parlato dell'esigenza di una politica europea per la crescita che sappia, secondo lui, distinguere gli investimenti che creano sviluppo. «Il presidente del Consiglio, Mario Monti, grazie al prestigio ed alla credibilità recuperata sulla scena internazionale, saprà farsi ascoltare dall'Unione europea», ha precisato Passera. Il ministro, inoltre, garantisce: «Stiamo lavorando tutti per la crescita. Bisognava evitare che si scivolasse in una situazione tipo la Grecia e questo è stato fatto grazie a Monti. Ora bisogna accelerare l'uscita verso la crescita e la creazione di posti di lavoro e tutti ci stiamo lavorando. L'Europa - aggiunge - smetta di parlare solo di crescita e agisca concretamente per essa, sapendo anche con intelligenza distinguere ciò che è spesa da ciò che è investimento». «L'Europa fin qui non ha fatto la sua parte adeguatamente, in questi ultimi tantissimi mesi - ha affermato il ministro - non ha saputo garantire se stessa, ora dovrà dimostrare di saperlo fare anche rispetto alle parti più deboli».

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di Veronica Riefolo
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